Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 29 aprile 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 29 aprile 2026
La portaerei Uss Gerald Ford lascerà il Medio Oriente e inizierà il viaggio di ritorno verso gli Stati Uniti nei prossimi giorni. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti. La portaerei è una delle tre americane presenti in Medio Oriente insieme alla Ass George H. W. Bush e ka Uss Abraham Lincoln
Israele avrebbe chiesto agli Stati Uniti di limitare a 2-3 settimane i tentativi di raggiungere un accordo con il Libano, mantenendo il precario semi-cessate il fuoco con Hezbollah. Lo riferisce l’emittente israeliana Canale 12. Se non verrà raggiunto un accordo entro metà maggio, Israele potrebbe richiedere un ok da Trump per una campagna estesa in Libano che aveva pianificato
Il presidente statunitense Donald Trump conferma, in un’intervista ad Axios, che il blocco navale – che è “in qualche modo più efficace dei bombardamenti” – andrà avanti finché non ci sarà l’accordo sul nucleare. “Vogliono un accordo. Non vogliono che io mantenga il blocco. Io non voglio toglierlo perché non voglio che abbiano un’arma nucleare”, dichiara Trump.
La guerra all’Iran, iniziata il 28 febbraio scorso, è già costata agli Stati Uniti 25 miliardi di dollari. Lo ha detto, durante un’audizione della commissione Servizi armati della Camera dei rappresentanti, il sottosegretario ad interim della Guerra, Jules Hurst III. “Formuleremo un supplemento di bilancio tramite la Casa Bianca che sarà presentato al Congresso, una volta che avremo una valutazione completa del costo del conflitto”, le sue dichiarazioni.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo indiano, Subrahmanyam Jaishankar. Tra i temi discussi gli ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco e i rapporti bilaterali tra i due Paesi.
“Siamo in attesa che gli Stati Uniti fissino una data per l’inizio dei negoziati” con Israele. Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun, sottolineando che “c’è un consenso a livello del popolo libanese, in particolare tra la gente del Sud, sulla necessità di porre fine alla guerra”.
“Se gli Stati Uniti dovessero commettere un altro errore di valutazione e attaccare la Repubblica Islamica dell’Iran, la Marina dei Guardiani della Rivoluzione metterà in campo le sue nuove carte, anche nella localizzazione intelligente dei bersagli, e ridurrà in cenere le gigantesche navi da guerra del regime criminale con il fuoco della sua ira, mettendole fuori uso”. Lo ha dichiarato il vice comandante per gli Affari politici dei Pasdaran, Mohammad Akbarzadeh, in un discorso pronunciato a Minab, teatro lo scorso 28 febbraio di un raid su una scuola costato la vita ad almeno 165 persone, in gran parte studentesse. L’Iran “farà leva anche sugli altri suoi strumenti di potere di cui dispone, attivandoli sui vari fronti della resistenza”, ha aggiunto Akbarzadeh, citato dall’agenzia di stampa Fars.
L’ufficio di Benjamin Netanyahu ha smentito la notizia di una visita del primo ministro israeliano a Washington la prossima settimana per un incontro con il presidente Donald Trump. Secondo quanto riferito dai media israeliani, in una nota l’ufficio di Netanyahu ha chiarito che “attualmente non sono in programma” viaggi del capo del governo negli Usa.
L’Iran condurrà “un’azione militare senza precedenti” se dovesse proseguire il blocco navale imposto dagli Stati Uniti contro i suoi porti. Lo conferma una fonte di alto livello della sicurezza iraniana citata da Press Tv. “Il prosieguo della pirateria navale americana presto sarà affrontata con un’azione militare senza precedenti”, ha dichiarato la fonte, rimasta anonima. “La moderazione mostrata dalle forze armate iraniane aveva l’obiettivo di dare una possibilità alla diplomazia. Sarà necessaria una risposta dura se Washington continuerà il suo blocco navale illegale dello Stretto di Hormuz”, ha aggiunto la fonte.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz parla dei rapporti con Donald Trump, sostenendo che siano ancora buoni nonostante le critiche del presidente statunitense alla posizione della Germania sulla guerra in Iran. “Dal mio punto di vista, il rapporto personale tra il presidente statunitense e me rimane buono come prima”, rivela Merz in conferenza stampa.
Il leader tedesco conferma di aver espresso dubbi sulla guerra israelo-americana contro l’Iran “fin dall’inizio”. “Noi in Germania e in Europa stiamo soffrendo considerevolmente per le conseguenze – dice – La chiusura dello Stretto di Hormuz ha un impatto diretto sulle nostre fornire di energia e massicce ripercussioni sulla nostra performance economica. E a questo riguardo, premo perché questo conflitto venga risolto”.
Il presidente Donald Trump ha incontrato alla Casa Bianca i vertici delle principali compagnie petrolifere e del gas per fare il punto sull’impatto della guerra con l’Iran sui mercati energetici globali e sull’economia statunitense. Presente – rivela Axios – anche l’amministratore delegato di Chevron, Mike Wirth, assieme ad alti funzionari dell’Amministrazione, tra cui il capo di gabinetto Susie Wiles, il segretario al Tesoro Scott Bessent e gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff. Attenzione particolare è stata dedicata ai rincari energetici e dei prezzi dei carburanti.
L’esercito libanese ha dichiarato che uno dei suoi soldati è tra le due persone uccise in un attacco israeliano nel sud del Paese, l’ultimo di una serie di raid mortali nonostante il cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah. “Un soldato e suo fratello sono stati uccisi in un attacco israeliano che li hacolpiti nella città di Khirbet Selm, nel distretto di Bint Jbeil, mentre viaggiavano in motocicletta” di ritorno a casa dalla postazione del soldato, si legge nel comunicato dell’esercito.
“Siamo pronti a inviare dragamine della nostra Marina Militare, accompagnate da altre navi della Marina Militare in una missione internazionale europea o delle Nazioni Unite che dovrà garantire in futuro, appena ci sarà il cessate il fuoco duraturo, la libertà di navigazione sullo Stretto di Hormuz”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel suo intervento a “Obiettivo export” in corso a Torino.
“La nostra Marina Militare – sostiene – è pronta a partecipare in nome dell’Italia così come sta facendo nel Mar Rosso per la protezione del traffico marittimo dagli attacchi degli Houthi, e come sta facendo la missione Atalanta dagli attacchi di pirateria”.
Un drone di Hezbollah lanciato dal Libano è stato abbattuto dall’aeronautica israeliana nella località di confine di Avivim. Le Forze di Difesa israeliane affermano che i risultati dell’intercettazione sono in fase di valutazione. “Queste sono ulteriori violazioni degli accordi di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah”, si legge in una nota.
L’Iran è sommerso da così tanto petrolio invenduto “che sta cercando affannosamente nuovi modi per stoccarlo, nella speranza di evitare un paralizzante arresto della produzione, mentre il blocco navale statunitense blocca le sue esportazioni e i negoziati per porre fine alla guerra rimangono in una fase di stallo”. Lo scrive il Wall Street Journal, sostenendo che Teheran “sta riattivando siti abbandonati, utilizzando container improvvisati e cercando di spedire il greggio su rotaia verso la Cina” per far fronte al troppo greggio. “Queste misure insolite – scrive il quotidiano economico Usa – puntano a ritardare una crisi infrastrutturale e a smorzare la pressione di Washington” in un momento in cui i negoziati sul nucleare e sullo Stretto di Hormuz rimangono in stallo.
Per il Wsj, ormai la guerra USA-Iran “si è trasformata in una corsa per vedere se a cedere per prima sarà l’industria petrolifera di Teheran o i consumatori globali di energia“.
Le scorte di petrolio dell’Iran, con il blocco, sarebbero aumentate di 4,6 milioni di barili, raggiungendo circa 49 milioni di barili, sostiene la società di analisi delle materie prime Kpler, che stima la capacità del Paese a 86 milioni di barili — o potenzialmente tra 90 e 95 milioni includendo diversi serbatoi di raffinerie al nord del Paese”.
“L’Iran non riesce a darsi una mossa. Non sanno come firmare un accordo non-nucleare. Farebbe bene a svegliarsi presto”. Così scrive in un nuovo post su Truth Donald Trump, con allegato un fotomontaggio che ritrae il presidente degli Stati Uniti, occhiali da sole indossati, fucile mitragliatore imbracciato e alle spalle un paesaggio colpito da bombardamenti. La didascalia: “No more Mr. Nice Guy!” (“Il signor Bravo Ragazzo non c’è più”).
Dall’Iran volano accuse di “pirateria” e “bullismo” contro gli Stati Uniti. L’ambasciatore della Repubblica islamica all’Onu – Saeed Iravani – avrebbe chiesto al Consiglio di Sicurezza di “condannare nei termini più forti possibili” i sequestri di petroliere iraniane “in stile pirati”. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim.
Nel testo si parla di “violazione palese del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite” e gli Stati Uniti vengono accusati di “aggressione, minaccia alla libertà di navigazione”.
“Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo. Ribadendo l’impegno Ue per la fine della guerra, la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’accordo sul nucleare iraniano, la numero uno dell’esecutivo Ue sottolinea che per l’Ue il conflitto rappresenta la “seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni”.
“La lezione dovrebbe essere chiara per tutti: in un mondo turbolento come il nostro, non possiamo semplicemente essere eccessivamente dipendenti dall’energia importata“, prosegue von der Leyen. “Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno. La strada da percorrere è quindi ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita, a buon mercato e prodotta in casa. Dalle rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica”, aggiunge.
Una superpetroliera giapponese ha attraversato lo stretto di Hormuz. “È il risultato dei negoziati del governo giapponese”, ha dichiarato un alto funzionario giapponese anonimo parando della nave, la Idemitsu Maru.
Cinque persone sono state uccise in un doppio attacco israeliano nel Libano meridionale. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese, tra le vittime di questo attacco ci sarebbero tre paramedici della protezione civile,
Trascorsi due mesi dai primi attacchi di USA e Israele contro l’Iran, non c’è ancora un accordo né sul nucleare né sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Nelle prossime ore è attesa una nuova proposta di Teheran agli USA. In Libano continuano gli scontri Hezbollah-Israele.
Cosa succede tra Iran e USA e tra Israele e Libano
Secondo la CNN, i mediatori in Pakistan starebbero attendendo una nuova proposta di pace dall’Iran per porre fine alla guerra. Sui social, il presidente statunitense Donald Trump parla di una Teheran “al collasso”, alla ricerca disperata di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz. D’altro canto, in realtà l’Iran non sembra disposto a mollare e continua a battere sulla fine del blocco navale statunitense. Secondo la Cnn, a rallentare l’azione iraniana sarebbero le difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Nel frattempo, si fa sempre più concreta l’ipotesi di una missione internazionale per garantire pacificamente la libertà di navigazione a Hormuz. In Italia si va verso una nuova proroga del taglio delle accise per limitare i danni e i disagi per i rincari dei carburanti legati al conflitto.
Sul fronte Libano-Israele, il presidente libanese Joseph Aoun ha informato di non essere disposto a incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu all’inizio dei negoziati tra Israele e Libano, ma solo alla fine e solo se si arriverà a un esito positivo. I raid israeliani contro le infrastrutture di Hezbollah continuano, così come le risposte del gruppo islamico. Si continua a morire, ma dietro le quinte la diplomazia continua a puntare a un cessate il fuoco vero e prolungato.
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