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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Troppo presto per parlare di colloqui di pace diretti”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Troppo presto per parlare di colloqui di pace diretti”
Isola di Kharg, Iran, immagine di repertorio da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran, USA e Israele e sulle tensioni in Libano: news in diretta, aggiornamenti su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 6 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 6 maggio 2026

Guerra in Iran – mercoledì 6 maggio 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 6 maggio 2026.
Inizio diretta: 06/05/26 07:00
Fine diretta: 07/05/26 00:00
Media, leader sicurezza Israele contrari ad accordo Usa-Teheran

L’establishment della sicurezza israeliana si oppone in modo unanime all’ultima ipotesi di accordo tra Stati Uniti e Iran, ritenendola “un disastro per Israele”. Lo ha riferito una fonte della sicurezza al quotidiano Haaretz, secondo cui i vertici della difesa temono che Teheran possa ingannare Washington e accelerare il proprio programma nucleare non appena ne avrà la possibilità.

Secondo la stessa fonte, i responsabili israeliani ritengono inoltre che l’Iran potrebbe beneficiare delle risorse economiche sbloccate dall’accordo, rafforzando ulteriormente le proprie capacità strategiche. Le stesse preoccupazioni, viene riferito, sarebbero state espresse anche durante le discussioni sulla sicurezza con la leadership politica del Paese.

Trump: "Ottimi colloqui in ultime 24 ore, accordo molto possibile"

Gli iraniani “vogliono fare un accordo. Abbiamo avuto ottimi colloqui nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che avremo un accordo”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti nello Studio Ovale.

Nave francese Cma Cgm attraversa Stretto di Hormuz

La nave portacontainer Saigon, appartenente all’armatore francese Cma Cgm, è riuscita a uscire dal Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito all’Afp una fonte marittima che poi è stata confermata anche dallo stesso armatore. La nave, che era stata localizzata via satellite per l’ultima volta “il 5 maggio alle 12.30 Gmt all’interno del Golfo”, è stata “nuovamente individuata il 6 maggio alle 13:30 Gmt al largo di Mascate”, quindi fuori dal Golfo, secondo Marine Traffic della società di analisi Kpler. La nave, che era rimasta bloccata nel Golfo dall’inizio della guerra, “aveva spento il suo trasmettitore Ais” che diffonde la posizione dell’imbarcazione, “ed era scomparsa dai radar per 24 ore”, ha aggiunto la stessa fonte.

Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale in tempi di pace transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale mondiale, è in gran parte bloccato dall’inizio degli attacchi israelo-americani contro l’Iran il 28 febbraio. Dopo due mesi di guerra, la società specializzata nel monitoraggio marittimo AxsMarine contava, il 29 aprile, 913 navi commerciali di tutte le categorie presenti nel Golfo. Su questo totale, Marine Traffic ne registrava allora 118 portacontainer. Cma Cgm, da parte sua, che aveva 15 navi bloccate nel Golfo all’inizio del conflitto, ne ha ora 13, dopo l’uscita del “Kribi” e del “Saigon”, secondo i dati di Kpler. Una di queste, la “San Antonio”, battente bandiera maltese, è stata bersaglio di colpi martedì nei pressi dello Stretto di Hormuz, che hanno ferito diversi membri dell’equipaggio, tutti di nazionalità filippina.

Libano: "Ucciso comandante unità elite Hezbollah in raid Idf a Beirut"

Malek Ballout, alto comandante di Hezbollah appartenente alla forza d’élite Radwan, è stato ucciso in un attacco israeliano nei sobborghi meridionali di Beirut. Lo ha riferito all’Afp una fonte vicina al gruppo, identificando la vittima come il “comandante delle operazioni della forza Radwan”.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva confermato in precedenza che l’obiettivo dell’operazione era “il comandante della forza Radwan di Hezbollah”, senza fornire ulteriori dettagli sull’attacco.

Libano, Idf: "Provvedimenti discplinari per soldato che ha oltraggiato statua Madonna"

Le Forze di Difesa israeliane hanno condannato l’episodio del soldato fotografato mentre inserisce una sigaretta nella bocca di una statua della Madonna in un villaggio cristiano del Libano meridionale, annunciando provvedimenti disciplinari. “Consideriamo l’incidente con la massima gravità e sottolineiamo che la condotta del soldato si discosta completamente dai valori attesi”, ha dichiarato l’esercito, precisando che è stata avviata un’indagine interna.

Secondo una prima ricostruzione, la foto è stata scattata alcune settimane fa nel villaggio di Debel, ma diffusa online solo recentemente. Le Idf hanno inoltre ribadito di “rispettare la libertà religiosa e i luoghi sacri di tutte le comunità” e di non avere “alcuna intenzione di danneggiare infrastrutture civili o simboli religiosi” nel contesto delle operazioni contro Hezbollah.

L’immagine, rilanciata da diversi media e diventata virale, mostra il militare mentre fuma accanto alla statua. Secondo l’emittente pubblica Kan, lo scatto sarebbe stato condiviso sui social dagli stessi soldati, e non si tratta del primo episodio a Debel: il mese scorso un altro militare era stato ripreso mentre distruggeva a martellate una statua di Gesù, venendo poi rimosso dal servizio operativo e condannato a 30 giorni di carcere insieme al collega che aveva filmato la scena. Più recentemente, un ulteriore episodio a Gerusalemme ha riacceso le polemiche: un colono israeliano è stato ripreso mentre sputava davanti alla Cattedrale di San Giacomo, gesto accompagnato da provocazioni nei confronti del simbolo cristiano.

WsJ: "Possibile ripresa colloqui la prossima settimana a Islamabad"

I colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere già dalla prossima settimana a Islamabad, la capitale del Pakistan. Lo hanno indicato fonti informate citate dal Wall Street Journal, confermando che i due Paesi stanno lavorando con i mediatori per mettere a punto un memorandum d’intesa di una pagina, composto da 14 punti, che definisca il quadro di riferimento per un ciclo di colloqui della durata di un mese mirato a mettere fine alla guerra.

L’Iran, secondo le fonti, si sarebbe detto disponibile a discutere del proprio programma nucleare.

Centcom, aperto fuoco contro petroliera Teheran in acque internazionali

Le forze degli Stati Uniti hanno aperto il fuoco contro una petroliera battente bandiera iraniana in acque internazionali, dopo che l’imbarcazione avrebbe tentato di dirigersi verso un porto iraniano violando il blocco imposto da Washington. Lo ha riferito il Comando centrale dell’esercito statunitense (Centcom), precisando che “le forze americane hanno emesso ripetuti avvertimenti” e informato la nave della violazione, senza ottenere risposta dall’equipaggio.

Secondo il comando militare, un caccia F/A-18 decollato dalla portaerei Uss Abraham Lincoln ha sparato contro la petroliera, che “non è più in rotta verso l’Iran”. La nave, ha aggiunto il Centcom, era vuota al momento dell’incidente.

Netanyahu: "Stessi obiettivi di Trump sull'uranio"

“Manteniamo contatti continui con i nostri amici negli Stati Uniti. Parlo con il presidente Trump quasi quotidianamente. I nostri staff parlano ogni giorno, incluso oggi, e anche più tardi parlerò con il presidente Trump”. Lo dichiara il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aprendo i lavori del gabinetto di sicurezza.

“C’è assoluto coordinamento tra noi, nessuna sorpresa. Condividiamo obiettivi comuni, e il più importante è far uscire dall’Iran il materiale arricchito, tutto il materiale arricchito, e lo smantellamento delle capacità di arricchimento dell’Iran”, aggiunge Netanyahu dicendosi pronto “per ogni scenario”.

 

Trump: "Gli iraniani vogliono un accordo"

Gli iranianivogliono un accordo, vogliono negoziare“. Insiste, su questo punto, il presidente statunitense Donald Trump parlando delle “scaramucce” in corso con Teheran.

“Stiamo avendo a che fare con persone che hanno molta voglia di fare un accordo, e vediamo se riusciamo a trovarne uno che sia soddisfacente per noi. Se non accettano, si troveranno ad accettare poco dopo. Funziona così”, le sue parole.

 

Macron sul caso Hormuz

Il presidente francese Emmanuel Macron conferma di aver discusso con l’omologo iraniano Masoud Pezeshkian della potenziale “utilità” della missione internazionale nello Stretto di Hormuz guidata da Francia e Gran Bretagna. “Ho invitato il presidente iraniano a cogliere questa opportunità e intendo discutere della questione con il presidente Trump“, ha scritto il capo dell’Eliseo su X.

“Ho espresso la mia profonda preoccupazione per l’escalation in corso e ho condannato gli attacchi ingiustificati contro le infrastrutture civili degli Emirati Arabi Uniti e diverse navi – dichiara Macron -. Tutte le parti devono revocare il blocco dello Stretto, senza indugio e senza condizioni. È necessario tornare in modo duraturo al regime di piena libertà di navigazione che prevaleva prima del conflitto”.

“La missione multinazionale che la Francia e il Regno Unito hanno messo in piedi può contribuire a ridare fiducia agli armatori e agli assicuratori. Sarà per sua natura distinta dalle parti in guerra. Il pre-posizionamento della portaerei Charles de Gaulle si inserisce in questo contesto – conclude il presidente -. Il ritorno della calma nello Stretto contribuirà a far progredire i negoziati sul nucleare, sui missili balistici e sulla situazione regionale. Gli europei, dai quali dipende la revoca delle sanzioni, assumeranno il loro ruolo in questo contesto”.

 

Tajani alla riunione su Hormuz e la sicurezza alimentare

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani co-presiederà domani, assieme al ministro degli Esteri croato Gordan Grlić-Radman (in qualità di Presidente di turno del MED9) e al direttore generale della Fao, Qu Dongyu, una riunione ministeriale con circa 40 Paesi e organizzazioni regionali e internazionali – tra cui il Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) e la Lega Araba – per rafforzare il coordinamento politico sulla sicurezza alimentare e l’accesso dei fertilizzanti dallo Stretto di Hormuz.

“Lo scopo della riunione sarà coordinare risposte operative e promuovere misure di mitigazione per garantire la continuità delle forniture alimentari e dei fertilizzanti, con particolare attenzione agli impatti sui Paesi più vulnerabili e alle ricadute sulla stabilità economica e sociale globale. L’escalation in Medio Oriente ha portato a un deterioramento della situazione umanitaria, con 24,6 milioni di persone sfollate, molte delle quali affrontano urgenti bisogni umanitari”, si legge nella nota del Ministero.

Soldato israeliano oltraggia statua Madonna mentre fuma, si indaga

Sta facendo il giro del web una foto scattata a un soldato israeliano che, mentre fuma, avrebbe oltraggiato la statua della Madonna infilandole una sigaretta in bocca. I fatti sarebbero avvenuti nel sud del Libano e le forze di difesa israeliane (Idf) starebbero già indagando sull’accaduto. Non si tratta del primo episodio di questo tipo dall’inizio delle ostilità.

 

Netanyahu convoca Gabinetto di sicurezza

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu convoca il Gabinetto di sicurezza. Lo ha riferito l’ufficio di uno dei ministri al Times of Israel. La riunione arriva mentre circolano notizie sul possibile accordo USA-Iran su un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.

 

Atteso il terzo round di negoziati Libano-Israele

I rappresentanti di Libano e Israele dovrebbero incontrarsi la prossima settimana a Washington per un terzo round di negoziati. Lo riferisce l’emittente libanese Lbci, secondo cui i colloqui si svolgeranno nell’arco di due giorni consecutivi. Prevista la partecipazione dell’ambasciatrice del Libano negli Stati Uniti, Nada Hamadeh Moawad, del diplomatico Simon Karam e di un rappresentante delle Forze armate libanesi.

 

Ghalibaf: "Meglio morire che arrendersi"

“Il popolo iraniano possiede una consapevolezza storica e ha compreso che in questa fase delicata della storia del Paese deve resistere a ogni costo contro questo nemico criminale, che nella sua illusione pensava di distruggere la civiltà iraniana. Mi sorprende che i nemici non abbiano ancora compreso che il popolo iraniano preferisce morire piuttosto che arrendersi“. Così, in un messaggio audio, il presidente del Parlamento iraniano Mohammed Bagher Ghalibaf.

“Tutti dobbiamo sapere che siamo coinvolti in una delle più grandi guerre della storia recente dell’Iran. La vittoria finale renderà l’Iran un attore influente nel sistema internazionale e sarà la base per il progresso materiale e spirituale del Paese. È naturale che il raggiungimento di un tale obiettivo comporti difficoltà“, aggiunge.

 

Qatar ottimista sui potenziali accordi Teheran-Washington

Esiste un’alta probabilità che Stati Uniti e Iran raggiungano un accordo, almeno secondo il primo ministro del Qatar Mohammed Abdulrahman Al Thani. Parlando ad Al-Araby Al-Jadeed, Al Thani avrebbe auspicato anche “l’integrazione” tra gli Stati del Golfo per affrontare minacce comuni.

 

L'appello: "L'Onu bocci la bozza degli USA"

La rappresentanza iraniana alle Nazioni Unite boccia la bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz e chiede all’Onu di rigettarla. “L’unica soluzione praticabile nello Stretto di Hormuz è chiara – si legge in un post -. La fine permanente della guerra, la revoca del blocco marittimo e il ripristino del normale passaggio”.

Gli Stati Uniti, però, starebbero “spingendo per una bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu viziata e politicamente motivata, con il pretesto della ‘libertà di navigazione’, per portare avanti la propria agenda politica e legittimare azioni illegali, non per risolvere la crisi”.

 

Israele pronta a una nuova escalation?

Secondo una fonte israeliana che ha parlato a ReutersIsraele non sarebbe a conoscenza del possibile memorandum per porre fine alla guerra tra USA e Iran e riaprire Hormuz e si starebbe preparando a una potenziale escalation dei combattimenti.

 

 

Iran: "I negoziati presuppongono buona fede, non diktat"

“Il concetto di ‘negoziati‘ presuppone, come minimo, un sincero tentativo di avviare un dialogo finalizzato alla risoluzione della controversia” e quindi “buona fede“, non “diktat”, “inganno” o tentativi di “estorsione” e “coercizione”. Lo ribadisce, in un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.

 

Intelligence USA: "Tentato assassinio di Trump legato alla guerra con l'Iran"

Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, la guerra di Usa e Israele contro l’Iran potrebbe essere il movente dietro il tentato assassinio del presidente Donald Trump e di alti membri della sua amministrazione durante un gala per giornalisti il mese scorso. Lo afferma un rapporto dell’intelligence, sostenendo che il sospettato Cole Allen avesse “molteplici rimostranze sociali e politiche”. La valutazione è ancora preliminare, ma collegherebbe quanto sta accadendo tra USA e Iran con quanto organizzato ai danni del presidente statunitense.

Teheran sulla proposta USA: "Alcuni termini inaccettabili"

L’Iran non ha ancora fornito una risposta ufficiale all’ultima presunta proposta avanzata dagli Stati Uniti, che conterrebbe “alcuni termini inaccettabili“. Lo rivela una fonte informata all’agenzia Tasnim. Secondo la stessa fonte, le notizie diffuse su un possibile memorandum d’intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra sarebbero “inaccurate”.

Idf: "Abbiamo obiettivi da colpire"

L’esercito israeliano avrebbe una lista di obiettivi da colpire in Iran, qualora la guerra dovesse riprendere. Lo conferma il capo di Stato maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, citato dal Times of Israel.

“La cooperazione con l’esercito statunitense e il coordinamento proseguono costantemente e stiamo monitorando la situazione”, dice Zamir durante una visita nel Libano meridionale.

“In Iran, abbiamo un’ulteriore serie di obiettivi pronti per l’attacco. Siamo in stato di massima allerta per tornare a una campagna intensa e su vasta scala che ci consentirà di consolidare i nostri risultati e indebolire ulteriormente il regime iraniano”, conclude.

 

Araghchi: "Con Wang colloquio costruttivo"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito “costruttivo” l’incontro avuto a Pechino con il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, durante il quale è stato riaffermato il diritto dell’Iran a “preservare la sua sovranità nazionale e la dignità del popolo”.

In un post pubblicato su X, Araghchi sottolinea che Teheran accoglie con favore la proposta cinese in “quattro punti per il mantenimento e la promozione della pace e della stabilità regionale”. L’Iran, ha aggiunto, “confida nella Cina” e nel suo ruolo attivo per porre fine al conflitto.

 

Trump: "Troppo presto per pensare a colloqui di pace diretti"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che è “troppo presto” per prendere in considerazione colloqui di pace diretti con l’Iran, nonostante le indiscrezioni su un possibile accordo preliminare sotto forma di memorandum d’intesa. Il tycoon lo ha confermato al New York Post.

Petrolio in caduta libera, Brent scende sotto i 100 dollari

Il petrolio e il gas sono in caduta libera dopo le ipotesi di una intesa tra Usa e Iran e la possibilità di uno sblocco dello stretto di Hormuz. Sul fronte del greggio il Wti scende del 12% a 90,16 dollari al barile. Il Brent registra una flessione dell’11% a 97,74 dollari. In picchiata anche il gas. Ad Amsterdam le quotazioni scendono del 12% a 41,36 euro al megawattora.

Trump: "Se Iran accetta l'accordo, Hormuz riaperto a tutti"

Il presidente Donald Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto a tutte le navi, comprese quelle iraniane, se Teheran accetterà i termini attualmente in discussione con Washington. “Supponendo che l’Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un’ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine”, sostiene Trump su Truth. Il presidente Usa avverte però che se l’Iran non accetterà l’intesa “inizieranno i bombardamenti”, aggiungendo che l’azione militare sarà condotta “a un livello e con un’intensità molto maggiori rispetto a prima”.

Trump e la minaccia sulla guerra

“Ipotizzando che l’Iran accetti di rispettare quanto già concordato – cosa che potrebbe non essere affatto scontata – la già leggendaria operazione ‘Epic Fury’ giungerà al termine e il blocco, altamente efficace, consentirà allo Stretto di Hormuz di essere aperto a tutti, Iran compreso. Se invece non accetteranno, riprenderanno i bombardamenti, e purtroppo saranno a un livello e con un’intensità molto superiori rispetto al passato”. Così su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mentre la stampa americana parla di un accordo vicino tra Washington e Teheran.

 

Macron su nave portacontainer colpita: "Non presa di mira la Francia"

Non è stata in alcun modo la Francia a essere presa di mira“. Ad affermarlo, in Consiglio dei ministri, è il presidente francese Emmanuel Macron, riferendosi alla San Antonio, la nave portacontainer noleggiata dalla compagnia di navigazione francese Cma Cgm colpita nello Stretto di Hormuz. A riferire il commento di Macron è la portavoce del governo, Maud Bregeon, illustrando i contenuti della riunione del Consiglio dei Ministri. L’imbarcazione “batteva bandiera maltese e aveva un equipaggio filippino, al quale ovviamente esprimiamo la nostra piena solidarietà”, aggiunge Bregeon.

 

Petrolio in forte calo

Forte calo del prezzo del petrolio spinto dalle indiscrezioni circa un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti che potrebbe porre fine alla guerra. Il Brent si attesta attualmente a 100,48 dollari, in calo dell’8,55% mentre il West Texas Intermediate (Wti) si attesta a 91,85 dollari, in calo del 10,19%.

 

Vicini al memorandum? Le indiscrezioni

Secondo due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sulla questione, la Casa Bianca si riterrebbe vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e raggiungere accordi per negoziati più dettagliati sulla questione nucleare. Lo riporta Axios, specificando che non è stato ancora raggiunto alcun accordo ma che le prossime 48 ore potrebbero portare a risvolti importanti.

 

Araghchi sente l'omologo saudita

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi – dopo un colloquio telefonico con l’omologo saudita Faisal bin Farhan Al Saud – sottolinea la necessità di proseguire sulla “via della diplomazia” tra i Paesi della regione per prevenire “l’insorgere e l’escalation delle tensioni”.

 

Wang chiede la "fine immediata delle ostilità"

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi – che nelle scorse ore ha incontrato il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi a Pechino – chiede la “fine immediata e completa delle ostilità“, invitando Iran e USA a “riaprire il prima possibile” lo Stretto di Hormuz alla navigazione.

“La Cina ritiene che si debba raggiungere senza indugio una completa cessazione delle ostilità, che sia ancor più inaccettabile riprendere il conflitto e che la prosecuzione dei negoziati rimanga essenziale”, si legge nella nota del Ministero.

 

Libano, ordine di evacuazione dell'Idf per 12 villaggi nel sud del Paese

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno diramato un ordine di evacuazione per 12 villaggi del sud del Libano in vista di raid aerei contro postazioni di Hezbollah. Nel riferirne, il Times of Israel precisa che ai residenti di Kaouthariyet al-Saiyad, Ghassaniyeh, Mazraat al-Daoudiyeh, Bedias, Rihan, Zellaya, Bazouriye, Harouf, Habboush, Ansariyeh, Qalaouiyeh, e Deir ez-Zahrani – la maggior parte dei quali situati a nord del fiume Litani – è stato chiesto di allontanarsi di almeno un chilometro dal centro abitato. “Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane sono costrette ad agire con la forza e non intendono nuocervi”, dichiara il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee.

 

Nave francese colpita a Hormuz

Una nave portacontainer francese, la San Antonio, sarebbe stata colpita mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Lo comunica – in una nota – il colosso francese delle spedizioni Cma Cgm, spiegando che alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti e la nave ha subìto danni. I membri dell’equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica.

 

Pezeshkian: "Nessuno può costringerci alla resa"

“Nessuno può costringerci alla resa”. Lo dichiara su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. “Noi musulmani ci siamo già sottomessi all’Onnipotente; nessun altro può costringerci ad arrenderci”, aggiunge. Il presidente iraniano parla anche del colloquio con il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi, al quale ha suggerito di “esortare gli Stati Uniti a rimuovere le minacce militari dalla nostra regione; i seguaci della scuola sciita non possono essere costretti ad arrendersi con la forza”.

 

Droni intercettati vicino a isola Qeshm nello Stretto di Hormuz

Le difese aeree dell’Iran avrebbero intercettato piccoli droni e droni da ricognizione sull’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran nello Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato le autorità provinciali di Hormozgan, secondo quanto riportato da Students News Network (Ssn). Al momento non si segnalano danni.

 

Trump, ufficiale: sospeso il Project Freedom

La novità più consistente di queste ore riguarda l’interruzione del Project Freedom’ per favorire un accordo con l’Iran. Resa ormai ufficiale da Donald Trump attraverso i social, la decisione è stata presa su richiesta del Pakistan, il principale mediatore tra le due parti coinvolte, Stati Uniti e Iran.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Medio Oriente, le ultime notizie

La novità più consistente di queste ore riguarda l’interruzione del Project Freedom per favorire un accordo con l’Iran. Resa ormai ufficiale da Donald Trump attraverso i social, la decisione è stata presa su richiesta del Pakistan, il principale mediatore tra le due parti coinvolte.

Secondo Axios, invece, gli Stati Uniti potrebbero riprendere le ostilità con l’Iran già nei prossimi giorni.

La nuova escalation ruota ancora una volta intorno all’ormai ben noto Stretto di Hormuz, oltre che al mancato raggiungimento di un accordo sul nucleare. Mentre prosegue il blocco navale e i negoziati rimangono in stallo, i recenti attacchi che hanno interessato gli Emirati Arabi Uniti e attribuiti all’Iran potrebbero rendere la situazione più tesa. Le autorità emiratine hanno fatto sapere che stanno reagendo “attivamente” alle azioni offensive.

Niente si muove, inoltre, sul fronte Libano. Il cessate il fuoco appare più che altro “di facciata”, dato che gli scontri tra Israele e Hezbollah vanno avanti. Quella libanese è una situazione particolarmente tragica, anche se a tratti oscurata dalla tensione economica per i rincari dei carburanti e il rischio recessione dell’economia. Le prossime giornate saranno decisive per comprendere le sorti del conflitto.

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