Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 8 marzo 2026.
Nono giorno di guerra in Iran, oggi 8 marzo. La giornata si apre con nuovi attacchi Usa-Israele nella notte sull’Iran. Tra gli altri obiettivi, colpiti cinque impianti petroliferi di Teheran. Raid delle Idf anche su Beirut, con un attacco aereo nella zona in cui ha sede il gruppo militante libanese Hezbollah.
Intanto, chiarendo le affermazioni di ieri, Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il suo Paese “sarà costretto a rispondere” a qualsiasi attacco o tentativo di invasione da parte di un paese vicino “per necessità”.
È stata raggiunta la maggioranza per la scelta della prossima guida suprema dell’Iran. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Maher, citando Mehdi Babai, membro dell’Assemblea degli Esperti, che ha sottolineato l’esistenza di “diversi ostacoli che devono essere risolti”.
Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito cinque impianti petroliferi durante gli attacchi notturni nella capitale iraniana e nei suoi dintorni. Lo ha dichiarato alla televisione di Stato Keramat Veyskarami, amministratore delegato della National Iranian Oil Products Distribution Company.
“La scorsa notte, quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi a Teheran e nell’Alborz sono stati attaccati da aerei nemici”, ha aggiunto il funzionario. “Sono state danneggiate 5 strutture. L’incendio è stato domato”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il suo paese “sarà costretto a rispondere” a qualsiasi attacco o tentativo di invasione da parte di un paese vicino.
In dichiarazioni trasmesse dalla televisione di Stato, ha aggiunto che, se i nemici dell’Iran “tentano di usare qualsiasi paese per attaccare o invadere il nostro territorio, saremo costretti a rispondere a quell’attacco. Rispondere non significa avere controversie con quel paese o voler danneggiare la sua popolazione: risponderemmo per necessità”. Ieri Pezeshkian si era scusato con i paesi vicini che ospitano basi militari statunitensi per gli attacchi al loro territorio.
La caduta di detriti missilistici ha ferito tre persone e danneggiato un edificio universitario in Bahrein. Lo ha reso noto il ministero degli Interni. “A seguito della palese aggressione iraniana, 3 persone sono rimaste ferite e sono stati inflitti danni materiali a un edificio universitario nella zona di Muharraq dopo la caduta di frammenti di missile”, ha affermato il ministero in una nota, riferendosi a un’area insulare a nord-ovest di Manama.
Il ministero degli Interni ha inoltre dichiarato che un attacco con un drone iraniano ha danneggiato un impianto di desalinizzazione dell’acqua. “L’aggressione iraniana bombarda casualmente obiettivi civili e ha provocato danni materiali a un impianto di desalinizzazione dell’acqua in seguito a un attacco da parte di un drone”, ha affermato il ministero in una nota, dopo che Teheran aveva precedentemente accusato gli Stati Uniti di aver colpito uno dei propri impianti di desalinizzazione da una base in Bahrein.
Diversi caccia iraniani F-14 sono stati distrutti in attacchi all’aeroporto di Isfahan. Lo ha annunciato l’esercito israeliano. Gli F-14 di fabbricazione statunitense furono forniti all’Iran prima della Rivoluzione islamica del 1979. Sono stati colpiti anche i sistemi di rilevamento e di difesa che rappresentavano un rischio per gli aerei dell’aeronautica militare israeliana.
L’esercito israeliano afferma che la distruzione degli F-14, insieme agli attacchi di venerdì che hanno distrutto 16 aerei utilizzati dalla Forza Quds dell’Irgc presso l’aeroporto internazionale Mehrabad di Teheran, rientrano negli sforzi per rafforzare il controllo di Israele sui cieli dell’Iran.
Cosa succede in Iran e in Medio Oriente, le ultime notizie
L’operazione Epic Fury è iniziata otto giorni fa, quando Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio, hanno lanciato un attacco contro l’Iran e avviato una serie di attività militari che hanno portato – tra le altre cose – all’uccisione della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei. Dall’inizio dell’operazione di USA e Israele, l’Iran ha lanciato attacchi indiscriminati contro numerosi Paesi del Golfo e contro basi statunitensi in Medio Oriente e perfino a Cipro.
Ieri si sono registrati nuovi allarmi a Dubai, tra esplosioni e evacuazioni, nella giornata caratterizzata da nuovi raid di Israele su Teheran, con le Idf (le forze armate israeliane) che hanno colpito l’aeroporto Mehrabad e anche depositi di petrolio nella capitale. L’Iran ha risposto lanciando droni contro lo Stato Ebraico e le basi Usa negli Emirati e in Kuwait. Colpita dai Pasdaran la petroliera Prima nel Golfo, avrebbe ignorato i divieti sullo Stretto di Hormuz.
Intanto arriva il nuovo avvertimento del presidente americano Donald Trump, che ha spiegato che l’Iran “sarà colpito molto duramente a causa del suo comportamento scorretto”. Nel frattempo il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha chiesto scusa ai Paesi vicini, annunciando lo stop agli attacchi “a meno che un raid contro l’Iran non provenga da loro”. E gli attacchi continuano: oltre 80 caccia contro Teheran, colpita tra l’altro anche l’università militare.
A Teheran, l’Assemblea degli Esperti si riunirà “nelle prossime 24 ore” per scegliere la nuova Guida Suprema, dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei da parte delle forze israeliane. Intanto negli attacchi che hanno colpito il Paese è stato ferito figlio di Ali Khamenei Mojtaba, “l’erede designato” alla successione spirituale della Repubblica Islamica.
Nel frattempo in Italia, la premier Giorgia Meloni ribadisce il fatto che “La nostra linea è molto chiara: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarne parte. Noi lavoriamo per quanto possibile all’obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell’area”.

