Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 8 marzo 2026.
Nel raid israeliano che la notte scorso ha colpito un hotel di lusso di Beirut sono rimasti uccisi cinque alti comandanti dei Guardiani della rivoluzione iraniani. Lo hanno annunciato le Idf, secondo cui i cinque sono stati colpiti “mentre si nascondevano in un hotel civile” che fungeva da base ai corpi per la Palestina e per il Libano della forza Quds dei Pasdaran. Secondo le forze di difesa israeliane, i comandanti presi di mira erano coinvolti nel sostegno ad Hamas ed Hezbollah con fondi e intelligence.
Le Idf confermano: Abu al-Qassem Babaiyan, nuovo capo dell’ufficio militare della Guida Suprema e capo di stato maggiore del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, è stato ucciso in un raid.
I Pasdaran minacciano di colpire i siti petroliferi della regione, se Stati Uniti e Israele continueranno ad attaccare le infrastrutture energetiche iraniane. “I governi dei paesi islamici dovrebbero mettere in guardia al più presto la criminale America e il selvaggio regime sionista su tali azioni codarde e disumane – ha dichiarato alla televisione di stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando militare centrale dell’Iran – Altrimenti, misure simili saranno adottate nella regione, e se potete tollerare il petrolio a più di 200 dollari al barile, continuate questo gioco”.
Gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran sono stati sferrati in un momento in cui gli sforzi diplomatici volti a raggiungere una soluzione equa “stavano facendo progressi”. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, intervenuto ad una riunione ministeriale straordinaria della Lega Araba, organizzata in videoconferenza per discutere gli sviluppi regionali nel contesto della guerra che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. Lo riporta un comunicato del ministero degli Esteri.
La regione – ha messo in guardia il capo della diplomazia di Muscat, impegnato nelle settimane scorse nella mediazione tra Washington e Teheran – sta affrontando “una svolta pericolosa” con l’intensificarsi delle operazioni militari: il proseguimento delle ostilità avrebbe “gravi conseguenze” per la sicurezza e la stabilità regionale, nonché per la navigazione marittima, le catene di approvvigionamento e l’economia mondiale, ha dichiarato.
Due persone sono rimate uccise, almeno altre 12 ferite in un attacco contro un edificio residenziale in Arabia Saudita. A riferirne è stata l’agenzia per la protezione civile del paese su X, precisando che l’attacco ha colpito un complesso nel governatorato centrale di al-Kharj.
Il premier britannico Keir Starmer ha avuto un colloquio con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, questo pomeriggio. A renderlo noto, con un comunicato, è stato il governo di Londra. I leader hanno discusso della situazione in Medio Oriente e della cooperazione militare tra il Regno Unito e gli Stati Uniti attraverso l’uso delle basi della Raf a sostegno dell’autodifesa collettiva dei partner nella regione. Il primo ministro ha anche espresso le sue sincere condoglianze al presidente Trump e al popolo americano per la morte di sei soldati statunitensi. I due leader, conclude il comunicato, hanno espresso il desiderio di avere un nuovo colloquio a breve.
Cresce a Cipro la protesta contro le basi militari britanniche, considerate una minaccia alla sicurezza, a seguito dell’attacco con droni sulla base della Raf di Akrotiri. A Nicosia i manifestanti hanno marciato ieri verso il palazzo presidenziale al grido di ‘fuori le basi della morte’, ed espresso il timore che la nazione possa essere trascinata nel conflitto con l’Iran.
Il drone di fabbricazione iraniana che ha colpito la base aerea era stato lanciato dal Libano, ha dichiarato il ministro degli Esteri Constantinos Kombos, parlando con il Guardian. E meno di 12 ore dopo che l’ordigno si è schiantato contro la struttura militare una settimana fa, altri due droni da combattimento sono stati intercettati a distanza dall’isola. Anche loro in provenienza dal Libano.
“In questo momento è un dato di fatto che dobbiamo guardare al fronte libanese”, ha affermato il ministro, confermando per la prima volta la provenienza dei droni. “Dobbiamo essere molto attenti… dobbiamo assicurarci che i sistemi in atto coprano tutte le possibilità di minaccia”. I funzionari ciprioti, orgogliosi della neutralità e del ruolo umanitario di una nazione insulare che è anche lo stato dell’Ue più vicino al Medio Oriente, sono fermamente convinti che siano le basi britanniche, non il paese, ad essere state prese di mira dagli attacchi dall’inizio dell’offensiva guidata dagli Stati Uniti contro l’Iran. Nicosia, sostengono, aveva ripetutamente lanciato l’allarme sulla minaccia rappresentata dalle strutture durante i colloqui con Londra iniziati lo scorso anno.
La base di Akrotiri è la principale base del Regno Unito per le operazioni all’estero in Medio Oriente ed è ampiamente considerata la porzione di territorio di gran lunga più importante mantenuta dalla Gran Bretagna nel 1960, quando Londra tenne il 3% del territorio dell’isola in cambio dell’indipendenza.
“Abbiamo costantemente comunicato che le basi potrebbero essere un obiettivo se le cose si muovessero in una direzione specifica a livello regionale”, ha detto Kombos. “Questa è una preoccupazione che abbiamo costantemente condiviso… ma l’esito di quelle conversazioni è chiaro in termini di ciò che è emerso domenica sera”. Era evidente, ha detto, “che non tutto ciò che si poteva fare è stato fatto secondo le aspettative che abbiamo noi, che le persone che vivono e lavorano nelle basi, i ciprioti, hanno anche loro, e sono sicuro anche il governo britannico… ma, in questo momento, voglio concentrarmi su come migliorare la cooperazione”.
Il rapido dispiegamento di navi da guerra e risorse aeree provenienti da diversi stati europei – supporto militare arrivato su richiesta di Cipro – ha contribuito a rafforzare la difesa delle installazioni, ha proseguito il ministro. Sebbene il cordone creato intorno all’isola sia di per sé senza precedenti, il governo – ha chiarito – continuerà a insistere per l’adesione alla Nato, ostacolata dall’opposizione della Turchia. “Nel frattempo, stiamo cercando di garantire la possibilità di collegarci ai sistemi e alle strutture della Nato il più possibile anche per chi non è membro dell’Alleanza”.
L’esercito israeliano rivendica di aver colpito a Teheran il quartier generale della forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione. In una nota delle Idf si legge che “il quartier generale spaziale del regime terroristico iraniano è stato attaccato”, la sede “serviva da centro di ricezione, trasmissione e ricerca per l’Organizzazione spaziale iraniana, affiliata alle forze del regime”. Secondo le forze israeliane, “comprendeva l’edificio di controllo e gestione del satellite Khayyam, lanciato nell’agosto 2022, e utilizzato dai Guardiani della Rivoluzione per promuovere le loro operazioni e monitorare lo Stato di Israele così come i paesi della regione”.
Circa 200 membri di Hezbollah e di altri gruppi sono stati uccisi in attacchi israeliani in Libano dalla scorsa settimana. Lo affermano le Forze di Difesa israeliane. Le Idf hanno annunciato di aver condotto oltre 600 attacchi in Libano, utilizzando oltre 820 bombe, dopo che Hezbollah ha iniziato ad attaccare Israele lunedì in risposta all’uccisione della guida suprema iraniana. Dei 200 miliziani uccisi, 80 erano membri della Forza Radwan d’élite di Hezbollah, 70 operatori dell’artiglieria di Hezbollah e altri erano comandanti, tra loro il capo della Jihad Islamica Palestinese in Libano, affermano le Idf, citate dal Times of Israel.
Gli attacchi israeliani della scorsa settimana hanno causato la morte di 394 persone nel paese, ha reso noto il ministero della Salute libanese.
“La cooperazione tra Iran e Russia non è una novità, non è un segreto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, interpellato da Nbc News sull’assistenza che Mosca starebbe fornendo nell’ambito del conflitto con Usa e Israele. “Ci stanno aiutando in molti modi diversi, ma non ho informazioni dettagliate al riguardo”, ha aggiunto.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio con l’omologo egiziano Badr Abdelatty, in cui ha ribadito “il sostegno italiano per tutte le iniziative diplomatiche che possono portare a un allentamento della tensione e una de-escalation”. Lo ha detto in un punto stampa alla Farnesina.
“Speriamo che la guerra si possa concludere il prima possibile, anche se non mi pare che da parte di nessuno dei Paesi coinvolti ci sia l’intenzione di chiudere in tempi rapidissimi”, ha aggiunto il vicepremier.
“La situazione è ancora preoccupante, tanto che abbiamo deciso di ridurre il personale delle nostre ambasciate a Baghdad e a Beirut”. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina dopo la riunione in videoconferenza con le ambasciate. “Rimarrà nelle due sedi soltanto il personale indispensabile per l’attività diplomatica”, ha aggiunto.
Il segretario militare della Guida Suprema dell’Iran è stato eliminato. Lo ha riferito il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha dichiarato di essere stato informato durante una valutazione della situazione tenutasi con le Idf. Il Ministro della Difesa ha elogiato le IDF per l’impresa: “Continuate a dar loro la caccia”, ha detto ai militari. “Abu-al-Qasem Baba’iyan, il nuovo capo dell’ufficio militare del leader supremo, nominato solo pochi giorni fa, dopo che il suo predecessore era stato eliminato nell’attacco in cui Khamenei era stato ucciso, è stato eliminato anche lui”, ha riferito l’ufficio di Katz.
Dopo i raid di Usa e Israele contro cinque raffinerie di petrolio a Teheran, in Iran, le fiamme si sono riversate anche sulle strade della capitale. Nelle immagini diffuse sui social, è possibile vedere il fuoco scaturito dal carburante finito nelle fogne e nei canali di drenaggio.
Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito ieri sera cinque impianti petroliferi durante gli attacchi notturni nella capitale iraniana e nei suoi dintorni, ha dichiarato alla televisione di Stato Keramat Veyskarami, amministratore delegato della National Iranian Oil Products Distribution Company.
“La scorsa notte, quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi a Teheran e nell’Alborz sono stati attaccati da aerei nemici”, ha aggiunto il funzionario. “Sono state danneggiate 5 strutture. L’incendio è stato domato”.
Udite una serie di forti esplosioni nel pomeriggio a Tel Aviv, nel centro di Israele, dopo che l’esercito ha segnalato il lancio di missili dall’Iran. “Poco fa l’esercito israeliano ha identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, si legge in un comunicato dell’esercito, che ha aggiunto che i sistemi di difesa antiaerea sono stati immediatamente attivati.
Gli attacchi israeliani in Libano hanno provocato la morte di quasi 400 persone (almeno 394 persone dicono i dati diffusi) in una settimana, tra cui 83 bambini e 42 donne. Lo ha reso noto il ministro della Salute Rakan Nassereddine in conferenza stampa.
Il bilancio del giorno precedente era di 294 morti, da quando il Libano è stato coinvolto lunedì scorso nel conflitto regionale a seguito di un attacco contro Israele del gruppo sciita filo-iraniano Hezbollah. Il ministro ha denunciato attacchi diretti contro “le squadre mediche e le ambulanze”, precisando che sono stati uccisi nove soccorritori.
I primi nove giorni di attacchi aerei contro l’Iran condotti da Israele e Stati Uniti hanno causato la morte di 200 bambini sotto i 12 anni e di circa 200 donne. Lo ha riferito su X Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute iraniano.
Nel complesso, il bilancio delle vittime del conflitto supera le 1.200 persone, con oltre 10.000 civili feriti, tra cui 1.400 donne. Kermanpour ha inoltre denunciato attacchi alle strutture sanitario: nove ospedali risultano fuori servizio e 14 ambulanze sono state distrutte.
L’organismo clericale dell’Iran ha deciso chi sarà la nuova guida suprema dell’Iran. Lo hanno reso noto i suoi componenti, anche se il nome non è ancora stato annunciato. “La votazione per nominare la guida suprema ha avuto luogo e il leader è stato scelto”, ha affermato Ahmad Alamolhoda, membro dell’Assemblea degli esperti, come riportato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr, aggiungendo che il segretariato dell’organismo annuncerà più tardi il nome.
Altri membri confermano la decisione, e uno di loro suggerisce che l’incarico sarà assunto dal figlio del defunto leader supremo Ali Khamenei. Mojtaba Khamenei è stato indicato come possibile successore del padre, divenuto leader supremo nel 1989. Rappresenta la massima autorità politica e religiosa dell’Iran e ha l’ultima parola su tutte le questioni di Stato.
L’Iran sta prendendo di mira sistemi radar e di difesa aerea in diversi Paesi del Golfo Persico, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Bahrain, Kuwait e Arabia Saudita. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, analisti e immagini satellitari. Gli attacchi, considerati ritorsioni contro i bombardamenti di Stati Uniti e Israele, avrebbero ridotto la capacità delle forze americane e alleate di monitorare i missili in arrivo.
Le immagini satellitari mostrano danni a installazioni strategiche, tra cui un radar di allerta precoce presso la base aerea di Al-Udeid in Qatar, sede della più grande struttura Usa nella regione, e un radar Tpy-2 collegato a una batteria Thaad in Giordania. Sono stati colpite anche le cupole radar a Camp Arifjan in Kuwait, le schiere di antenne per comunicazioni satellitari presso il quartier generale della Quinta Flotta Usa in Bahrain e un radar alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita.
Funzionari statunitensi hanno assicurato al Wsj che le difese rimangono pienamente operative e che sono in fase di dispiegamento nuovi intercettori e apparecchiature. L’ammiraglio Brad Cooper ha dichiarato che dall’inizio del conflitto gli attacchi missilistici sono diminuiti di circa il 90% e quelli con droni dell’83%, anche se oltre 100 droni continuano a colpire quotidianamente gli Emirati Arabi Uniti. Gli esperti sottolineano che gli attacchi evidenziano la vulnerabilità dei radar avanzati e la difficoltà di difendersi da una gamma completa di minacce aeree, dai missili ai droni.
La Mezzaluna Rossa iraniana e l’agenzia ambientale di vertice del Paese hanno avvertito che, a seguito degli attacchi israelo-americani alle raffinerie di petrolio di Teheran, i livelli di inquinamento dell’aria nella capitale sono diventati pericolosi. Secondo i media di Stato, le autorità raccomandano ai cittadini di restare in casa e di evitare attività all’aperto non necessarie.
Le autorità hanno inoltre sottolineato che le sostanze chimiche rilasciate dai serbatoi di carburante colpiti potrebbero provocare piogge acide, dannose per pelle e polmoni. L’organizzazione ha inoltre consigliato alle persone con problemi di salute di non uscire e, in generale, di indossare mascherine se costrette a muoversi all’aperto, per limitare l’esposizione ai contaminanti atmosferici.
Trentadue persone, tra cui minorenni, sono state uccise stamattina negli attacchi delle Idf a Beirut e nel Libano meridionale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale libanese, secondo cui 20 delle vittime sono state uccise in un attacco contro un edificio nel villaggio di Sir al-Gharbiyah, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale.
Tre persone sono state uccise in un attacco contro un’abitazione nel villaggio di Aitit, mentre quattro sono state uccise e diverse altre sono rimaste ferite in un attacco contro il villaggio di Qana nelle prime ore di stamattina. Inoltre, cinque persone sono state uccise in un attacco contro un’abitazione nel villaggio di Batfakhta.
Secondo fonti ufficiali israeliane, gli attacchi erano diretti ad alti funzionari libanesi della Forza Quds, dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva promesso “molte sorprese” per la prossima fase del conflitto. La maggior parte delle vittime è stata colpita in aree in cui il portavoce in lingua araba delle Idf, Avichay Adraee, aveva diramato avvisi di evacuazione ai residenti.
Con la morte di due guardie di frontiera segnalata dalle autorità del Kuwait, il bilancio delle vittime della crisi in Medio Oriente sale ad almeno 14 morti tra i Paesi del Golfo Persico. Il dato emerge da un conteggio del The New York Times basato su fonti ufficiali.
Secondo il quotidiano, dieci delle vittime erano civili, tutti cittadini stranieri. Tra loro anche una bambina di 11 anni uccisa in Kuwait. I Paesi del Golfo dipendono in larga misura dalla manodopera straniera per sostenere le proprie economie.
Sono almeno 198 le donne iraniane uccise dall’inizio del conflitto con Stati Uniti e Israele. Lo riferisce il ministero della Salute di Teheran, citato da Haaretz.
Dall’inizio degli attacchi israelo-americani, nove giorni fa, “sono state uccise oltre 1.200 persone e più di 10.000 sono rimaste ferite”. Lo ha riferito il ministero della Salute iraniano.
La distribuzione di carburante nella capitale iraniana Teheran è stata “temporaneamente interrotta” a seguito degli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro depositi petroliferi nella città e nelle aree circostanti. Lo ha dichiarato il governatore della capitale, Mohammad Sadegh Motamedian.
“A causa dei danni alla rete di approvvigionamento del carburante, la distribuzione è stata temporaneamente interrotta”, ha affermato Motamedian, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna. Il governatore ha aggiunto che “il problema è in fase di risoluzione”, senza fornire ulteriori dettagli sui tempi per il ripristino del servizio.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso nuovamente apprezzamento per la premier Giorgia Meloni e per la disponibilità dell’Italia a contribuire alla gestione della crisi in Medio Oriente. In una breve conversazione telefonica con il Corriere della Sera, il leader americano ha lodato la premier italiana mentre Washington prosegue le operazioni contro l’Iran insieme a Israele.
“Amo l’Italia, penso che Giorgia sia una grande leader”, ha detto Trump. Interpellato sul possibile ruolo italiano nel conflitto e sulla decisione di inviare assetti navali per la difesa di Cipro, il presidente ha aggiunto: “Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica”.
Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, possiede due appartamenti di lusso con vista sull’ambasciata israeliana a Londra.
Lo riporta il notiziario israeliano Ynet News citando Bloomberg, secondo cui Khamenei li possiede probabilmente dal 2014, ma la sua proprietà è stata rivelata solo dopo una lunga indagine. Sul quotidiano britannico Daily Mail, gli esperti hanno lanciato l’allarme per una “grave violazione della sicurezza”.
L’agenzia di stampa ha rivelato che i suoi appartamenti hanno un valore di circa 50 milioni di euro e che Khamenei possiede anche 11 proprietà a Hampstead, nel nord di Londra, tramite una società fittizia.
Le forze armate israeliane hanno avvertito che prenderanno di mira il successore della guida suprema iraniana Ali Khamenei e chiunque sia coinvolto nel processo di nomina del nuovo leader. Lo ha affermato l’esercito israeliano, citato da Cnn, mentre i media di Stato iraniani hanno riferito che Teheran sarebbe vicina alla scelta del prossimo leader supremo.
“Dopo l’eliminazione del tiranno Khamenei, il regime terroristico iraniano sta cercando di riorganizzarsi e scegliere una nuova Guida Suprema – ha scritto l’Idf – Voglio sottolineare che il lungo braccio dello Stato di Israele continuerà a inseguire il successore e chiunque tenti di nominarlo”. L’esercito israeliano ha inoltre lanciato un avvertimento diretto a coloro che partecipano alla riunione incaricata di selezionare il nuovo leader: “Non esiteremo a colpire anche voi. Consideratevi avvertiti”.
Tre uomini indonesiani dell’equipaggio di un rimorchiatore battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti risultano dispersi dopo che l’imbarcazione, la Musaffah 2, è affondata venerdì nello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Giacarta.
Secondo la nota, un altro membro indonesiano dell’equipaggio è sopravvissuto ed è attualmente ricoverato con ustioni in un ospedale della città di Khasab, in Oman. Prima di affondare, la Musaffah 2 sarebbe stata scossa da un’esplosione che ha provocato un incendio a bordo. Le autorità locali hanno avviato un’indagine per accertare le cause dell’incidente.
“Stiamo vincendo a livelli mai visti prima, e rapidamente”. Lo ha assicurato a Cbs il presidente americano Donald Trump, commentando l’andamento dell’operazione militare in Iran. “È stato incredibile il lavoro che abbiamo fatto. I missili sono stati ridotti in mille pezzi – ha detto il presidente – Ne sono rimasti pochissimi. I droni sono stati distrutti. Le fabbriche vengono fatte saltare in aria proprio mentre parliamo. La marina non esiste più, è sul fondo del mare, 42 navi in sei giorni. La marina è sparita. L’aviazione è sparita”.
Ha concluso: “Ogni singolo elemento delle loro forze armate è sparito. La loro leadership è sparita. Non c’è nulla che non sia stato eliminato”.
Esplosioni si sono udite nella provincia centrale iraniana di Yazd. Lo riporta l’agenzia di Stato Irna, aggiungendo che al momento non è chiaro cosa sia stato colpito dagli attacchi. In precedenza erano state segnalate esplosioni in altre parti del Paese, tra cui la capitale iraniana Teheran e la provincia centrale di Isfahan.
“È necessario prevedere e individuare alcuni luoghi sensibili, luoghi che possono essere oggetto di ritorsioni da parte del terrorismo di matrice jiadista e islamista, che si nutre anche delle attività dei cosiddetti lupi solitari che possono far azioni dimostrative”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in una intervista al Quotidiano Nazionale nell’ambito della quale tocca anche l’argomento immigrazione e realizzazione di un Cpr a Bologna dove ieri si è recato per partecipare a un evento organizzato dalla Lega: “I Cpr sono utili in tutta Italia, quindi anche a Bologna. In una città come Bologna dove il 48% dei reati è commesso dai cittadini stranieri, credo che sia fisiologico pensare – rimarca Piantedosi – pensare ad avere qui una struttura di questo tipo”, anzi ipotizza la realizzazione di un Cpr per ogni regione.
Nono giorno di guerra in Iran, oggi 8 marzo. La giornata si apre con nuovi attacchi Usa-Israele nella notte sull’Iran. Tra gli altri obiettivi, colpiti cinque impianti petroliferi di Teheran. Raid delle Idf anche su Beirut, con un attacco aereo nella zona in cui ha sede il gruppo militante libanese Hezbollah.
Intanto, chiarendo le affermazioni di ieri, Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il suo Paese “sarà costretto a rispondere” a qualsiasi attacco o tentativo di invasione da parte di un paese vicino “per necessità”.
È stata raggiunta la maggioranza per la scelta della prossima guida suprema dell’Iran. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Maher, citando Mehdi Babai, membro dell’Assemblea degli Esperti, che ha sottolineato l’esistenza di “diversi ostacoli che devono essere risolti”.
Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito cinque impianti petroliferi durante gli attacchi notturni nella capitale iraniana e nei suoi dintorni. Lo ha dichiarato alla televisione di Stato Keramat Veyskarami, amministratore delegato della National Iranian Oil Products Distribution Company.
“La scorsa notte, quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi a Teheran e nell’Alborz sono stati attaccati da aerei nemici”, ha aggiunto il funzionario. “Sono state danneggiate 5 strutture. L’incendio è stato domato”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il suo paese “sarà costretto a rispondere” a qualsiasi attacco o tentativo di invasione da parte di un paese vicino.
In dichiarazioni trasmesse dalla televisione di Stato, ha aggiunto che, se i nemici dell’Iran “tentano di usare qualsiasi paese per attaccare o invadere il nostro territorio, saremo costretti a rispondere a quell’attacco. Rispondere non significa avere controversie con quel paese o voler danneggiare la sua popolazione: risponderemmo per necessità”. Ieri Pezeshkian si era scusato con i paesi vicini che ospitano basi militari statunitensi per gli attacchi al loro territorio.
La caduta di detriti missilistici ha ferito tre persone e danneggiato un edificio universitario in Bahrein. Lo ha reso noto il ministero degli Interni. “A seguito della palese aggressione iraniana, 3 persone sono rimaste ferite e sono stati inflitti danni materiali a un edificio universitario nella zona di Muharraq dopo la caduta di frammenti di missile”, ha affermato il ministero in una nota, riferendosi a un’area insulare a nord-ovest di Manama.
Il ministero degli Interni ha inoltre dichiarato che un attacco con un drone iraniano ha danneggiato un impianto di desalinizzazione dell’acqua. “L’aggressione iraniana bombarda casualmente obiettivi civili e ha provocato danni materiali a un impianto di desalinizzazione dell’acqua in seguito a un attacco da parte di un drone”, ha affermato il ministero in una nota, dopo che Teheran aveva precedentemente accusato gli Stati Uniti di aver colpito uno dei propri impianti di desalinizzazione da una base in Bahrein.
Diversi caccia iraniani F-14 sono stati distrutti in attacchi all’aeroporto di Isfahan. Lo ha annunciato l’esercito israeliano. Gli F-14 di fabbricazione statunitense furono forniti all’Iran prima della Rivoluzione islamica del 1979. Sono stati colpiti anche i sistemi di rilevamento e di difesa che rappresentavano un rischio per gli aerei dell’aeronautica militare israeliana.
L’esercito israeliano afferma che la distruzione degli F-14, insieme agli attacchi di venerdì che hanno distrutto 16 aerei utilizzati dalla Forza Quds dell’Irgc presso l’aeroporto internazionale Mehrabad di Teheran, rientrano negli sforzi per rafforzare il controllo di Israele sui cieli dell’Iran.
Cosa succede in Iran e in Medio Oriente, le ultime notizie
L’operazione Epic Fury è iniziata otto giorni fa, quando Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio, hanno lanciato un attacco contro l’Iran e avviato una serie di attività militari che hanno portato – tra le altre cose – all’uccisione della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei. Dall’inizio dell’operazione di USA e Israele, l’Iran ha lanciato attacchi indiscriminati contro numerosi Paesi del Golfo e contro basi statunitensi in Medio Oriente e perfino a Cipro.
Ieri si sono registrati nuovi allarmi a Dubai, tra esplosioni e evacuazioni, nella giornata caratterizzata da nuovi raid di Israele su Teheran, con le Idf (le forze armate israeliane) che hanno colpito l’aeroporto Mehrabad e anche depositi di petrolio nella capitale. L’Iran ha risposto lanciando droni contro lo Stato Ebraico e le basi Usa negli Emirati e in Kuwait. Colpita dai Pasdaran la petroliera Prima nel Golfo, avrebbe ignorato i divieti sullo Stretto di Hormuz.
Intanto arriva il nuovo avvertimento del presidente americano Donald Trump, che ha spiegato che l’Iran “sarà colpito molto duramente a causa del suo comportamento scorretto”. Nel frattempo il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha chiesto scusa ai Paesi vicini, annunciando lo stop agli attacchi “a meno che un raid contro l’Iran non provenga da loro”. E gli attacchi continuano: oltre 80 caccia contro Teheran, colpita tra l’altro anche l’università militare.
A Teheran, l’Assemblea degli Esperti si riunirà “nelle prossime 24 ore” per scegliere la nuova Guida Suprema, dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei da parte delle forze israeliane. Intanto negli attacchi che hanno colpito il Paese è stato ferito figlio di Ali Khamenei Mojtaba, “l’erede designato” alla successione spirituale della Repubblica Islamica.
Nel frattempo in Italia, la premier Giorgia Meloni ribadisce il fatto che “La nostra linea è molto chiara: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarne parte. Noi lavoriamo per quanto possibile all’obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell’area”.

