Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 9 marzo 2026.
Donald Trump annuncia che con l’operazione in Iran è stata distrutta quasi ogni forza di Teheran e sono stati fatti grandi passi avanti. “Procediamo a un ritmo impensabile, siamo avanti rispetto alla tabella di marcia”, ha affermato da Miami.
Telefonata di un’ora tra Donald Trump e Vladimir Putin. Un colloquio definito “serio e costruttivo” dalla Russia. “Trump ha chiamato Putin per discutere degli sviluppi della situazione internazionale attuale”, dice Yuri Ushakov, consigliere presidenziale del Cremlino. Tra gli argomenti di conversazione l’attuale situazione in Medio Oriente, ma anche quelle di Ucraina e Venezuela.
“Putin ha espresso a Trump le proprie considerazioni sulla risoluzione del conflitto iraniano, anche in seguito ai suoi colloqui con i leader dei Paesi del Golfo”, aggiune, parlando di una soluzione “politica e diplomatica” rapida. Putin, inoltre, “ha valutato positivamente gli sforzi di mediazione intrapresi” da Trump nel conflitto ucraino.
“L’accento nella conversazione tra Putin e Trump è stato posto sull’Iran e sui negoziati per l’Ucraina“, riferisce ancora Ushakov. “La conversazione tra Putin e Trump è stata di carattere professionale, costruttivo e franco”.
“Saremo sempre grati alle famiglie di questi eroi”. Così Donald Trump parlando dei militari americani caduti nella guerra nell’area del Golfo. “Queste famiglie saranno distrutte, in questo momento questa è stata la cosa veramente più difficile da fare. I familiari mi dicono sempre: ‘faccia in modo di vincere mi raccomando, perché i nostri non stavano giocando’”, aggiunge.
“Me l’hanno detto in tanti, tutti dicono la stessa cosa, faccia in modo di vincere signor presidente. Non abbiamo vinto ancora abbastanza, andremo avanti sempre più determinati per arrivare alla vittoria definitiva“.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato telefonicamente con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan, dopo che un missile iraniano in arrivo è stato intercettato nello spazio aereo turco. “La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre dichiarato la sua disponibilità a ridurre la tensione nella regione, a condizione che lo spazio aereo, il suolo e le acque dei nostri vicini non vengano utilizzati per attaccare il popolo iraniano”, ha dichiarato Pezeshkian in una dichiarazione.
“La guerra in Iran è praticamente finita”. Così, almeno, sostiene il presidente statunitense Donald Trump, aggiungendo che gli USA stanno “distruggendo il nemico”. “Avremo un mondo molto più sicuro quando tutto sarà finito. E finirà abbastanza presto”, commenta.
“Non ci fermeremo finché il nemico non sarà totalmente sconfitto”, aggiunge anche.
“Per la seconda volta oggi (lunedì), l’esercito ha lanciato un’ondata di attacchi aerei su larga scala a Teheran“, ha dichiarato l’esercito in una brevissima dichiarazione, specificando di aver preso di mira “obiettivi terroristici“.
“Abbiamo fatto qualche escursione per liberarci di qualche personaggio malvagio”. Così, intervenendo a una conferenza dei repubblicani del Congresso a Miami, il presidente statunitense Donald Trump.
“I nostri soldati sono stati bravi”, ha aggiunto, sottolineando che gli Stati Uniti “stanno andando veloci”.
L’esercito israeliano ha annunciato oggi di aver portato a termine ieri sera una serie di attacchi contro sei basi aeree in Iran, presumibilmente utilizzate per “armare e finanziare” gli alleati di Teheran, tra cui Hezbollah in Libano e i ribelli Houthi in Yemen. Lo ha comunicato l’esercito israeliano (Idf) in un comunicato.
Nell’ambito di questi attacchi, “numerosi aerei sono stati distrutti, inclusi aerei appartenenti alla Forza Quds”, il ramo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche responsabile delle operazioni all’estero, “così come elicotteri d’attacco”.
“Papa Leone XIV esprime profondo dolore per tutte le vittime dei bombardamenti di questi giorni in Medio Oriente, per i tanti innocenti, tra cui molti bambini, e per chi prestava loro soccorso, come Padre Pierre El-Rahi, sacerdote maronita ucciso questo pomeriggio a Qlayaa. Segue con preoccupazione quanto avviene e prega perché cessi al più presto ogni ostilità”. Lo fa sapere il Vaticano.
Le azioni diplomatiche italiane proseguono con l’obiettivo di promuovere la de-escalation nel Golfo Persico e nella più ampia regione mediorientale. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha oggi tenuto un colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, e con il Ministro degli Esteri dell’India, Subrahmanyam Jaishankar. A renderlo noto è la Farnesina.
Le Forze di Difesa israeliane affermano di aver rilevato un nuovo attacco con missili balistici in provenienza dall’Iran verso il nord di Israele. Lo riporta il Times of Israel.
Per l’Europa “non ci sono le condizioni d’emergenza e invece per noi dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina”. Bisogna “agire subito stoppando i prezzi dell’energia, prima che si diffondano su tutti i beni di consumo come nel 2022”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel corso della discussione all’Eurogruppo sull’impatto della crisi in Medio Oriente sui prezzi energetici, informano fonti del Mef.
Gli attacchi statunitensi e israeliani contro gli impianti petroliferi iraniani rischiano di contaminare cibo, acqua e aria, con potenziali gravi conseguenze per la salute pubblica. È l’allarme lanciato dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo cui in alcune aree del Paese è stata segnalata persino “pioggia mista a petrolio”.
Il responsabile dell’agenzia Onu ha spiegato in un post su X che i danni alle infrastrutture petrolifere possono avere effetti sanitari particolarmente gravi per bambini, anziani e persone con patologie preesistenti. Nel fine settimana raid statunitensi e israeliani hanno colpito diversi impianti energetici nei pressi di Teheran, causando almeno quattro morti secondo la televisione di Stato iraniana.
Hezbollah ha reso noto di aver preso di mira con”missili avanzati” la base del Comando del Fronte Interno israeliano a Ramla, vicino a Tel Aviv. Il movimento sciita libanese ha affermato in una nota di aver lanciato l’attacco “in risposta alla criminale aggressione israeliana che ha colpito decine di città e villaggi libanesi e la periferia meridionale di Beirut”.
Dopo il lancio di un missile balistico, il secondo, intercettato nello spazio aereo turco, Ankara ha convocoato l’ambasciatore iraniano per protestare. Lo riferisce l’agenzia di stampa Anadolu.
Il Presidente americano Donald Trump “insieme a tutto il suo team dell’energia” sta considerando “tutte le opzioni sostenibili” per tenere sotto controllo il prezzo del petrolio. Lo rende noto la portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers.
Il governo tedesco sta valutando l’adozione di “misure specifiche” contro il caro benzina. A dichiararlo è il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil, vicecancelliere. “Stiamo assistendo a un aumento dei prezzi”, ha aggiunto il ministro, condannando ogni forma di speculazione sul tema.
“Stiamo discutendo misure specifiche all’interno del Governo federale”, ha aggiunto Klingbeil, sottolineando che le leggi antitrust potrebbero essere una possibile soluzione. Altre misure potenziali includono l’aumento dei requisiti di trasparenza per le compagnie petrolifere e tetti specifici per i prezzi, che potrebbero subire aumenti solo una volta al giorno.
Gli Stati Uniti lanciano l’allerta per la possibile attivazione di cellule dormienti iraniane all’estero. L’allerta, visionata da Abc News, si basa su un’analisi preliminare di una trasmissione “probabilmente di origine iraniana” diffusa in più Paesi subito dopo la morte dell’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso lo scorso 28 febbraio. Il messaggio intercettato era codificato e destinato a “riceventi clandestini” in possesso della chiave di decodifica, un sistema tipico per impartire istruzioni a “operatori segreti o agenti dormienti” senza ricorrere a internet o reti cellulari.
L’allerta sottolinea che, pur non essendoci “minacce operative legate a una località specifica”, le autorità devono intensificare la sorveglianza su eventuali frequenze radio sospette.
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth Social che terrà alle 22.30 italiane una conferenza stampa – la prima dall’inizio dell’operazione militare contro l’Iran – dalla sala da ballo del suo golf club Trump National Doral, a Miami.
La Russia è pronta a fornire gas e petrolio ad acquirenti europei a patto che si tratti di una cooperazione di lungo termine. Lo afferma il presidente Vladimir Putin: “Se le aziende e acquirenti europei decidono all’improvviso di riorientarsi a una cooperazione sostenibile di lungo periodo, esente da pressioni politiche, si può partire. Non ci siamo mai rifiutati”, dichiara. “Siamo disposti a lavorare con gli europei ma abbiamo bisogno di segnali da loro, segnali sulla loro prontezza a lavorare con noi per assicurare la stabilità e la sostenibilità che chiediamo”.
“Come per altre guerre, la Turchia sta dalla parte della giustizia e sostiene la soluzione dei conflitti attraverso il dialogo“, dichiara Recep Tayyip Erdogan sottolineando però che Ankara ha le capacità difensive per rispondere alle eventuali minacce alla propria sovranità e sicurezza. “La repubblica della Turchia è forte e capace in ogni campo – dice – ha la capacità di rigettare ogni attacco e colpire chi minaccia la nostra sopravvivenza“.
La Gran Bretagna avrebbe rinunciato a portare avanti i preparativi di emergenza per l’invio della portaerei HMS Prince of Wales in Medio Oriente, dopo l’ultimo post critico del presidente americano Donald Trump sul premier britannico Keir Starmer, accusato di voler partecipare alla guerra con l’Iran dopo che era già stata “vinta”. Lo rivela il Financial Times.
“La HMS Prince of Wales è sempre stata in stato di massima prontezza e stiamo aumentando la preparazione della portaerei, riducendo il tempo necessario per salpare per qualsiasi dispiegamento”, aveva affermato il Ministero della Difesa lo scorso sabato.
Se alcuni funzionari britannici affermano ora che non c’è mai stato alcun piano di inviare la portaerei in Medio Oriente e che invece l’unità della Marina è in fase di preparazione per le operazioni della NATO, con un dispiegamento previsto nell’Artico, altri – sottolinea il Financial Times – sostengono che il cambio di stato di prontezza è stato effettivamente ordinato la scorsa settimana per dare al governo la possibilità di dispiegare la nave da guerra nel Mediterraneo orientale o oltre, verso il Medio Oriente.
Trump con un post su Truth aveva risposto così all’iniziativa di Londra: “Il Regno Unito, un tempo nostro grande alleato, forse il più grande di tutti, sta finalmente valutando seriamente l’invio di due portaerei in Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ne abbiamo più bisogno, ma lo ricorderemo. Non abbiamo bisogno di persone che si uniscono alle guerre dopo che abbiamo già vinto!”. L’altra portaerei britannica, la HMS Queen Elizabeth, è attualmente in fase di ristrutturazione e non può quindi essere dispiegata.
Collaboratori di Starmer hanno negato che Trump abbia avuto alcun ruolo nel cambiamento dei piani per il dispiegamento della HMS Prince of Wales, insistendo – riporta il giornale – sul fatto che la telefonata di 20 minuti tra i due leader di domenica è stata “costruttiva”.
L’obiettivo principale della Turchia è mantenersi fuori “dall’incendio” della guerra con l’Iran. Lo conferma, in conferenza stampa, il presidente Recep Tayyip Erdogan dopo il missile intercettato nelle scorse ore. “Sono stati comunicati i necessari avvertimenti all’Iran, ma nonostante questi, continua a intraprendere passi sbagliati”.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato al New York Post di avere “un piano per tutto“, anche per il forte aumento dei prezzi del petrolio provocato dalla guerra con l’Iran, che ha raggiunto cifre sopra i 100 dollari al barile.
L’Iraq è “l’unico Paese della regione a essere in questo momento sotto il fuoco incrociato degli attacchi delle milizie filoiraniane e degli Stati Uniti”, riporta l’Adnkronos. Pesa anche la situazione politica del Paese: a quattro mesi dalle elezioni, non c’è ancora un Governo nelle piene funzioni. Il premier uscente Mohammed Shia al-Sudani cerca in tutti i modi di tenere il Paese fuori dalla guerra, ma purtroppo – tra gli attacchi dei filoiraniani e quelli del fronte USA – l’Iraq è sempre più vicino a diventare il nuovo fronte “caldo” della guerra.
La Croazia “limiterà i prezzi della benzina e del gasolio, poiché la guerra in Medio Oriente sta riducendo l’approvvigionamento globale di petrolio”. Ad annunciarlo è il primo ministro croato Andrej Plenkovic. Il governo, aggiunge, “limiterà i prezzi a partire da martedì diventando uno dei primi Paesi dell’Unione Europea a limitare l’aumento dei prezzi alla pompa”.
Si legge nelle dichiarazioni di Plenkovic : “I prezzi del gasolio saranno limitati a 1,55 euro (1,80 dollari) al litro, evitando un aumento previsto fino a 1,72 euro (1,99 dollari). Allo stesso tempo, la benzina rimarrà a 1,50 euro (1,74 dollari) al litro, invece di un potenziale 1,55 euro (1,80 dollari)”. Plenkovic afferma che “tali misure erano necessarie poiché il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz si è praticamente fermato dall’inizio della guerra, il 28 febbraio.
La Serbia, dal canto suo, ha annunciato il divieto di esportazione di petrolio e carburante per i prossimi dieci giorni.
Donald Trump ha commentato per la prima volta la nomina del 56enne Mojtaba Khamenei a Guida Suprema iraniana. Interpellato dal New York Post sulle sue precedenti minacce di uccidere qualsiasi successore di Ali Khamenei non approvato dagli USA, Trump ha commentato: “Non ve lo dico. Non sono contento di lui“.
Alla luce delle attuali tensioni geopolitiche, Ita Airways ha esteso la sospensione dei voli da e per Tel Aviv fino al 2 aprile (incluso il volo AZ809 del 3 aprile) e la sospensione dei voli da e per Dubai fino al 15 marzo. Lo fa sapere Ita, scusandosi per il disagio e assicurando che “la compagnia monitora e valuta costantemente la situazione della sicurezza in Medio Oriente ed è in stretto contatto con le autorità”. “La sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi è sempre la massima priorità per Ita Airways e per il Gruppo Lufthansa”, si legge in una nota.
Oggi l’Iran ha lanciato 17 missili balistici e 6 droni contro il Qatar. Lo rende noto il Ministero della Difesa, che specifica che tutti i missili e i droni sono stati intercettati. Nelle scorse ore sono state anche arrestate 313 persone per aver condiviso immagini e quelle che hanno definito “informazioni fuorvianti” durante i giorni degli attacchi dell’Iran.
“Non volevamo questa guerra, ma abbiamo la responsabilità di fare tutto il possibile per proteggere i nostri compatrioti, proteggere le nostre economie ed evitare un’escalation nella regione, in Libano e in Medio Oriente”. Lo ha scritto in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron, mentre è in visita a Cipro, dove ha incontrato il presidente cipriota Nikos Christodoulides e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis.
”Per quanto riguarda i cittadini italiani, la situazione migliora di ora in ora perché stanno riprendendo molti voli di linea, quindi direi che non c’è più l’emergenza”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti alla Farnesina. ”L’unico punto ancora critico sono le Maldive, dove però non c’è la guerra, sono soltanto italiani che stanno cercando di rientrare”, ha precisato aggiungendo che ”ci sono voli di linea normali, ma non sono sufficienti a smaltire tutti coloro che vogliono rientrare in tempi rapidi”.
”Vedremo che cosa diranno i turchi”, ma ”bisogna sempre essere molto prudenti ed evitare una escalation”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando il lancio di missili verso la Turchia. Tajani ha espresso ”solidarietà alla Turchia, siamo vicini in amicizia al popolo turco, ma occorre grande prudenza” e ”non credo che ora ci siano le ragioni per l’applicazione dell’Articolo 5″.
”Per quanto riguarda i cittadini italiani, la situazione migliora di ora in ora perché stanno riprendendo molti voli di linea, quindi direi che non c’è più l’emergenza”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti alla Farnesina. ”L’unico punto ancora critico sono le Maldive, dove però non c’è la guerra, sono soltanto italiani che stanno cercando di rientrare”, ha precisato aggiungendo che ”ci sono voli di linea normali, ma non sono sufficienti a smaltire tutti coloro che vogliono rientrare in tempi rapidi”.
“Quando Cipro viene attaccata, è l’Europa ad essere attaccata”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in visita a Paphos.
“La difesa di Cipro – ha sottolineato Macron parlando con a fianco il presidente cipriota Nikos Christodoulides e con il premier greco Kyriakos Mitsotakis – è evidentemente una questione essenziale per il vostro Paese, per il vostro vicino, partner e amico, la Grecia, ma anche per la Francia e con lei per l’Unione Europea”.
‘Continuiamo ad avere relazioni diplomatiche con l’Iran, siamo per una de-escalation e continuiamo a parlare con i Paesi che sono vittime dell’aggressione”. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo a una domanda sulla nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida suprema dell’Iran e ad un eventuale riconoscimento del nuovo leader iraniano da parte dell’Italia.
Forti esplosioni sono state udite nella capitale del Qatar, Doha, e a Manama, capitale del Bahrein, mentre l’Iran intensifica la sua campagna aerea contro i paesi vicini del Golfo. Gli stati del Golfo sono stati presi di mira da ondate di droni e missili iraniani da quando Teheran ha lanciato la sua rappresaglia in in risposta agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele.
Sono undici i Paesi – tra quelli vicini dell’Iran, Paesi europei e Stati Uniti – che hanno chiesto aiuto all’Ucraina per contrastare i micidiali droni di fabbricazione iraniana “Shahed”. Lo ha riferito in un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando “il chiaro interesse per l’esperienza dell’Ucraina nella protezione delle vite umane, negli intercettori, nei sistemi di guerra elettronica e nell’addestramento”.
“Quando Cipro viene attaccata, è l’Europa ad essere attaccata“. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in visita a Paphos.
Migliaia di persone in piazza a Teheran per “il giuramento di fedeltà” alla nuova Guida suprema iraniana, l’ayatollah Mojtaba Khamenei. Lo riferiscono i media locali. La cerimonia dovrebbe svolgersi simultaneamente in diverse città e province.
Un attacco aereo avrebbe colpito una base delle Hashed al-Shaabi nei pressi di Mosul (Iraq). Lo riferiscono due funzionari iracheni. Secondo uno dei funzionari, il raid – presumibilmente condotto dagli USA – avrebbe preso di mira una base nell’area di Bartella, nella provincia di Ninive.
Un missile balistico lanciato dall’Iran – poi intercettato dai sistemi di difesa aerea della NATO – è entrato nello spazio aereo turco. Lo conferma il Ministero della Difesa di Ankara. Fortunatamente non vi sarebbero vittime. “Ribadiamo ancora una volta che saranno prese con determinazione e senza esitazione tutte le misure necessarie contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese”, si legge nella nota.
“Le Idf hanno appena iniziato un’ondata d’attacchi su larga scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano“. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano in una nota, precisando che gli attacchi hanno colpito infrastrutture a Teheran, Isfahan e nel sud del Paese.
Washington consiglia con forza ai cittadini degli USA di lasciare la Turchia sudorientale e ordina il ritiro del personale non essenziale dal consolato di Adana “causa di rischi per la sicurezza”. Lo annuncia l’ambasciata Usa ad Ankara in un comunicato pubblicato anche su X.
“Il giorno 9 marzo il dipartimento di Stato ha ordinato ai dipendenti non essenziali del governo americano e ai familiari dei dipendenti di lasciare il consolato generale di Adana a causa di rischi per la sicurezza”, si legge nel messaggio in cui si fa riferimento a un travel advisory che afferma che “gli americani che si trovano nella Turchia sud orientale sono vivamente incoraggiati a partire subito”.
Il Parlamento libanese ha rinviato di due anni le elezioni legislative che erano previste a maggio. La decisione è stata presa principalmente a causa del nuovo conflitto tra Israele e Hezbollah.
Il prezzo del petrolio sfonda il tetto dei 100 dollari a barile e Donald Trump boccia gli attacchi di Israele contro impianti e depositi dell’Iran. La guerra spinge il prezzo del greggio a livelli mai toccati dal 2022 e dall’invasione russa dell’Ucraina avvenuta 4 anni fa.
Il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato a Cipro, per “testimoniare la solidarietà” del suo Paese all’isola, colpita nei giorni scorsi da droni che sarebbero stati lanciati dal Libano nel contesto della guerra all’Iran. Previsto un incontro con il presidente cipriota Nikos Christodoulided e il premier greco Kyriakos Mitsotakis.
Il Libano si dice “pronto” a negoziati con Israele per “una pace solida, duratura ed efficace”. Lo assicura il premier libanese Nawaf Salam, intervistato dal quotidiano “L’Orient le jour”. “Siamo aperti a qualsiasi agenda, qualsiasi formato e qualsiasi località” per tenere i negoziati, aggiunge.
Un video diffuso nelle scorse ore riprende il lancio di droni dall’Iran contro il Bahrein: l’attacco avrebbe raggiunto anche l’impianto petrolifero di Al Ma’ameer, nota e strategica raffineria della Bahrain Petroleum Company.
L’Iran torna a negare il proprio coinvolgimento negli attacchi contro Turchia, Cipro e Azerbaigian. In un briefing con i giornalisti, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che “nessuna offensiva è partita dal territorio iraniano” contro quei Paesi. “Abbiamo ripeturamente avvertito che il nemico potrebbe condurre alcuni attacchi per provocare una frattura tra noi e gli altri Paesi”, ha aggiunto il portavoce.
Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con Mojtaba Khamenei per la sua nomina a nuova Guida Spirituale dell’Iran. In una nota resa nota dal Cremlino, Putin ha affermato di essere fiducioso che Khamenei continuerà l’opera del padre “con onore” e unirà il popolo iraniano “di fronte a prove difficili”. Ha aggiunto che la Russia continuerà a sostenere l’Iran, affermando di voler “confermare il suo incrollabile sostegno a Teheran e la sua solidarietà con i nostri amici iraniani”. “In un momento in cui l’Iran si trova ad affrontare un’aggressione armata – ha detto ancora – il tuo mandato in questa posizione d’alto rango richiederà senza dubbio grande coraggio e dedizione”.
Il servizio di emergenza Magen David Adom rende noto che, in seguito a un bombardamento missilistico dell’Iran, una persona è morta e due sono rimaste ferite gravemente in due località nel centro di Israele.
Sono stati identificati impatti di missili in due diverse località nel centro di Holon. A Bat Yam, una scheggia di missile sarebbe caduta in un’area aperta. L’esercito israeliano ha accusato l’Iran di aver nuovamente utilizzato munizioni a grappolo nei suoi attacchi missilistici contro Israele, anche ai danni di civili. Un portavoce dell’esercito non ha specificato quale area del Paese sia stata presa di mira.
Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno annullato il viaggio in Israele previsto per domani. Lo confermano i media israeliani.
Per Ursula von der Leyen le conseguenze del conflitto nell’area del Golfo sono “già una realtà oggi, che si tratti di energia e finanza, commercio e trasporti, o dello spostamento di persone. Le basi militari britanniche a Cipro, a cui voglio riaffermare la nostra piena solidarietà, sono state prese di mira. Le truppe Nato sono state chiamate ad abbattere un drone. I nostri cittadini sono rimasti intrappolati nel fuoco incrociato. I nostri partner vengono attaccati, e ho contattato molti di loro in tutta la regione per esprimere la nostra solidarietà e il nostro sostegno. E l’impatto a lungo termine sta già ponendo domande esistenziali: sul futuro del nostro sistema internazionale basato sulle regole, o su come l’Europa trovi unità in queste situazioni”.
L’intera situazione, sottolinea, “dimostra quanto sia precaria la situazione globale oggi, quanto siano diversificate le minacce e come l’Europa sarà sempre influenzata da ciò che accade nel mondo. Quindi l’idea che possiamo semplicemente ritirarci e isolarci da questo mondo caotico è semplicemente un’illusione. Ritengo che sia fondamentale comprendere questo mentre definiamo la nostra politica estera per l’anno a venire”.
“Voglio essere chiara: non ci sono lacrime da versare per il regime iraniano, che ha inflitto morte e imposto repressione al proprio popolo, e che ha causato devastazione e destabilizzazione in tutta la regione attraverso i suoi proxy armati di missili e droni”. Lo dichiara la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue.
“Molti iraniani, all’interno del Paese e in tutta Europa e nel mondo, hanno festeggiato la morte dell’ayatollah Khamenei, come molte altre persone in tutta la regione. Sperano che questo momento possa aprire un percorso verso un Iran libero. Il popolo iraniano merita libertà, dignità e il diritto di decidere il proprio futuro, anche se sappiamo che questo sarà irto di pericoli e instabilità durante e dopo la guerra”, aggiunge. E sottolinea: “L’Europa deve concentrarsi sulla realtà della situazione, vedere il mondo così come è oggi”.
Le autorità del Qatar hanno arrestato 313 persone per aver condiviso filmati e “informazioni fuorvianti” sugli attacchi dell’Iran. Lo conferma il Ministero degli Interni di Doha spiegando in una nota, sostenendo che le persone arrestate “hanno filmato e diffuso video e pubblicato informazioni fuorvianti che avrebbero potuto infiammare l’opinione pubblica”.
Due persone sono rimaste ferite ad Abu Dhabi a causa della caduta di detriti di un drone lanciato dall’Iran verso gli Emirati Arabi Uniti. Lo riferiscono le autorità di Abu Dhabi, spiegando che i sistemi di difesa aerea sono entrati in azione per contrastare la minaccia proveniente dall’Iran.
Almeno 32 civili, tra cui bambini, sono rimasti feriti in un attacco condotto con un drone iraniano contro l’isola di Sitra, in Bahrain, nella notte. Quattro di loro sarebbero in gravi condizioni.
Un attacco aereo ha colpito la periferia sud di Beirut: lo riferiscono i media statali libanesi, dopo che Israele aveva avvertito che avrebbe preso di mira le filiali di una società legata a Hezbollah. Le immagini trasmesse in diretta dall’AFPTV hanno mostrato grandi colonne di fumo che si alzavano dalla zona, roccaforte del gruppo armato sostenuto dall’Iran. Nella mattinata l’esercito israeliano aveva avvertito che avrebbe colpito le filiali di Al-Qard al-Hasan, una società finanziaria legata a Hezbollah.
L’esercito israeliano ha colpito “illegalmente” un villaggio nel sud del Libano con proiettili contenenti fosforo bianco. Lo dichiara l’organizzazione per i diritti umani Human. Attraverso la geolocalizzazione e la verifica di sette immagini, la Ong avrebbe verificato l’utilizzo da parte di Israele del fosforo bianco con l’artiglieria contro aree residenziali nel villaggio di Yohmor, nel Libano meridionale. L’attacco è avvenuto poche ore dopo che l’esercito israeliano aveva intimato agli abitanti del villaggio e a decine di altri nel Libano meridionale di lasciare le loro abitazioni.
La strage nella scuola elementare a Minab – costata la vita, secondo i media statali iraniani, a più di 160 bambine – potrebbe essere responsabilità statunitense. A dimostrarlo un video, pubblicato su Mehr News, che mostrerebbe l’attacco aereo statunitense ai danni di un edificio nella base navale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, adiacente alla scuola elementare.
Nel filmato, girato da un cantiere edile nelle vicinanze, si vede un missile compatibile con un missile da attacco terrestre americano BGM o UGM-109 Tomahawk (TLAM) prima che colpisca una posizione all’interno della base dell’IRGC. La Marina statunitense utilizza i Tomahawk, lanciandoli dalle sue navi di superficie e dai suoi sottomarini. Secondo gli esperti, Israele non utilizzerebbe questo tipo di missili.
Sam Lair, ricercatore associato al James Martin Center for Nonproliferation Studies, ha dichiarato alla Cnn che le munizioni nel video sono compatibili con un missile da attacco terrestre Tomahawk statunitense: “Innanzitutto, rispecchia le caratteristiche visive di un TLAM. La forma cruciforme con ali montate centralmente e un kit di coda sul retro. In secondo luogo, il video è stato girato a circa 250 metri dal probabile punto di impatto. Ciò significa che la munizione deve essere di grandi dimensioni. Questo esclude altre munizioni statunitensi con caratteristiche visive simili, come la GBU-69B”. Altri esperti di armi consultati dalla Cnn concordano con questa valutazione e aggiungono che i TLAM vengono spesso utilizzati per aprire i bombardamenti prima che venga raggiunta la supremazia aerea.
È stato convocato per oggi un raduno nazionale per giurare fedeltà alla nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, scelto come successore del padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso il primo giorno dell’operazione militare israelo-americana lo scorso 28 febbraio. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna spiegando che il Consiglio di coordinamento per la propagazione islamica dell’Iran ha invitato la popolazione a radunarsi “simultaneamente in tutto il Paese” alle 15 ora locale, le 17.30 ora italiana, per giurare di fedeltà al nuovo leader.
Il ministero della Difesa turco ha confermato di aver schierato sei caccia F-16 a Cipro Nord come misura di sicurezza dopo che l’isola era stata presa di mira da un attacco di droni. “Alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sei aerei da combattimento F-16 e sistemi di difesa aerea sono stati schierati oggi nella Repubblica turca di Cipro Nord”, si legge in una nota.
Cosa succede in Iran e in Medio Oriente, le ultime notizie
Al nono giorno del conflitto in Medio Oriente, la popolazione israeliana è stata svegliata da una nuova pioggia di missili balistici a cui ha risposto poche ore dopo lanciando una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. A Teheran intanto sembrerebbe che gli Esperti abbiano trovato un accordo sul successore di Khamenei come Guida suprema, anche se il nome deve ancora essere ufficializzato. Durante la notte, le forze israeliane hanno condotto un raid di precisione in un alto edificio di Beirut, che avrebbe causato la morte di 4 persone: “Abbiamo ucciso un comandate dei pasdaran iraniani”.
Nonostante le parole del presidente Pezeshkian, l’Iran continua imperterrito a lanciare missili e droni contro i Paesi del Golfo. L’Arabia Saudita avrebbe intercettato diversi velivoli esplosivi sopra Riad, tra cui uno diretto contro il quartiere diplomatico. Nella notte, un’esplosione ha coinvolto anche l’ambasciata americana a Oslo. Non ci sarebbero feriti. Secondo Axios, gli Usa starebbero discutendo internamente la possibilità di usare forze speciali in Iran per sottrarre uranio arricchito. Intanto media israeliani fanno sapere che “per la prima volta gli Emirati attaccano l’Iran”, ma la federazione smentisce. “Si tratta di fake news, quando facciamo qualcosa, abbiamo il coraggio di annunciarlo”, ha scritto su X il presidente della Commissione per la difesa emiratina, Rashid Al Nuaimi.
