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Hantavirus, l’infettivologo Cacopardo parla al QdS: “Basta allarmismi, ecco come stanno le cose”

Hantavirus, l’infettivologo Cacopardo parla al QdS: “Basta allarmismi, ecco come stanno le cose”

L’infettivologo etneo rassicura sul virus e spiega la situazione attuale

Calma e gesso. Non esiste alcuna emergenza sanitaria in Sicilia e, in generale, a livello globale legata all’Hantavirus”. Esordisce così ai microfoni del Quotidiano di Sicilia il professor Bruno Cacopardo, infettivologo e pneumologo dell’ospedale Garibaldi-Nesima, nonché docente di Malattie infettive della facoltà di Medicina dell’Università di Catania. Dopo le drammatiche scorie a livello fisico e psicologico lasciate dal Covid, lo scoppiare del focolaio del virus all’interno della nave da crociera MV Hondius ha suscitato subito preoccupazioni e paure nella popolazione, allarmata dalla possibilità – pressoché inesistente – di tornar a fare i conti con pandemie o lockdown. Ma, come anticipato, le prospettive sembrano essere diametralmente opposte rispetto a quanto accaduto con il Coronavirus.

Cacopardo: “Nessun’emergenza: patologia già conosciuta da anni”

“Non esiste assolutamente alcuna emergenza – spiega Cacopardo al QdS -. L’evento nasce da un soggetto partito dall’Olanda per andare a praticare birdwatching in una discarica dell’Argentina del Sud notoriamente popolata da roditori. Subito dopo, non pago, l’uomo ha deciso di imbarcarsi in una crociera diretta verso il Sud Africa. In questo lasso temporale è stato colpito dalla variante sudamericana “Andes dell’Hantavirus. Questa tipologia di patologia dà luogo a polmonite emorragiche, trasmettendosi da persona a persona. Il contagio interumano, però, di questa specifica variante avviene a causa di mutazioni del DNA del virus avvenute circa 15-20 anni fa. Quindi i contagi tra esseri umani da Hantavirus esistono già da tempo, soprattutto in Paesi come Argentina, Cile o Perù”.

”Virus completamente diverso dal Covid”

La diffusione dell’Hantavirus ha caratteristiche diametralmente opposte rispetto al Covid-19: i motivi continua a spiegarli il professor Cacopardo: “L’Hantavirus se rimane nell’aria non resiste a lungo, se esposto per troppo tempo all’aperto semplicemente essicca. Non c’entra assolutamente nulla con il Coronavirus, la cui trasmissione avviene nel giro di secondi: la capacità di trasmissione da uomo a uomo avviene solo in determinati contesti, in ambienti ristretti, restando vicini e avendo contatti prolungati con chi è affetto dalla malattia. I numeri, infatti, testimoniano che la variante ‘Andes’ si è diffusa soprattutto all’interno di nuclei familiari. Dopo quanto accaduto sulla nave da crociera, ci si è subito preoccupati che la malattia potesse aver subito ulteriori mutazioni favorendo un maggior contagio tra esseri umani. A smentire ciò ci ha pensato uno studio di Zurigo che analizzando minuziosamente l’Hantavirus nella sua forma più recente ha stabilito che non è cambiato di una virgola rispetto a ciò che è sempre stato. Lo ribadisco: questa patologia non ha alcuna caratteristica pandemica perché si trasmette raramente e soltanto a determinate condizioni che ho citato prima”. 

”In Sicilia situazione tranquilla: nessun caso sospetto”

Anche in Sicilia, dunque, si può stare definitivamente tranquilli? Cacopardo ne è convinto: “La preoccupazione può essere data dal fatto che l’Hantavirus, se ci si contagia, sia una brutta gatta da pelare con un tasso di mortalità abbastanza alto. Possiede un tempo d’incubazione abbastanza lungo che può arrivare fino a 45 giorni e non si è riusciti ancora a capire se un soggetto asintomatico possa riuscire ugualmente a contagiare. In tutta l’Isola, fin qui, non abbiamo registrato alcun caso: l’unico dubbio si è avuto riguardo la turista argentina ricoverata a Messina per polmonite il cui esame ha dato fortunatamente esito negativo. A Catania, nello specifico, in queste settimane non si è palesato il minimo dubbio riguardo pazienti potenzialmente affetti da Hantavirus”.

”Basta allarmismi”

L’emergenza da Hantavirus non esiste e difficilmente la situazione potrà peggiorare nelle prossime settimane, questa la chiosa finale del professor Cacopardo:  “In Sicilia non esistono condizioni o motivazioni tali da creare ansia, angoscia e preoccupazioni. Non mi aspetto che il virus penetri sull’Isola massicciamente. Mi auguro, soltanto, che vi sia una corretta gestione dei casi clinici accertati senza suscitare, immotivatamente, panico nei cittadini”.

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