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Home restaurant, come aprire un’attività a casa

Ivana Zimbone

Home restaurant, come aprire un’attività a casa

martedì 08 Settembre 2020 - 00:00
Home restaurant, come aprire un’attività a casa

Il nuovo modello di ristorazione potrebbe sconvolgere il settore enogastronomico e favorire le pari opportunità. Gaetano Campolo (Home restaurant Hotel): “Nessuna autorizzazione necessaria per cominciare a lavorare”

CATANIA – Oggi è possibile aprire un’attività di ristorazione finalizzata alla valorizzazione del territorio a costo zero, conciliando in maniera flessibile passione, lavoro e famiglia. Grazie a Home Restaurant Hotel ogni casa può diventare un potenziale ristorante dove offrire gustose pietanze, eventualmente da consegnare anche a domicilio ai potenziali clienti.

Il primo home restaurant è nato nel maggio 2015 a Firenze. Da allora sono aumentati sempre più i cittadini che hanno fatto questa scelta – non vincolante – per aprire la loro nuova attività. Un settore sempre più incentivato dalle direttive dell’Unione europea sul quale ancora in Italia regna la disinformazione.

Il direttore generale di Confcommercio – Roberto Calugi – sarebbe presuntamente colpevole di diffondere fake news contrarie alle direttive europee che starebbero danneggiando il settore, motivo per il quale Home restaurant Hotel – piattaforma online leader nel settore – lo avrebbe denunciato. E ancora il Comune di Montopoli Val d’Arno è stato condannato a risarcire un iscritto per avergli richiesto, ingiustamente, la certificazione S.C.I.A.

Infatti, secondo quanto previsto dal Ministero dell’Interno l’1 febbraio 2019, l’home restaurant è un’attività occasionale per la quale occorre semplicemente la comunicazione d’inizio attività alla questura territoriale di riferimento e la segnalazione sul citofono di casa; pertanto non esiste alcun codice Ateco di riferimento e nessuna S.C.I.A. possibile. Questo nonostante il ddl Home Restaurant del gennaio 2017 abbia tentato di arginare l’iniziativa, per venire poi bocciato dall’Antitrust nei mesi successivi.

Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, si è fatto attivo promotore del settore al fine di valorizzare il territorio, assieme al Comune.

COME APRIRE UN HOME RESTAURANT

Qualsiasi cittadino può scegliere di aprire un’attività di home restaurant (da integrare eventualmente con l’attività di ristorazione da asporto), purché la sua moralità davanti alla legge non sia venuta meno, anche se svolge già un’altra occupazione. L’iniziativa si rivolge pure ai b&b e alle case vacanze. L’unico requisito? La presenza di una cucina di casa agibile, perché i clienti vengono considerati “ospiti” e possono utilizzare il bagno normalmente presente in qualsiasi abitazione.

Il padrone di casa può accogliere un numero illimitato di clienti, ma solo per un massimo di 3 giorni alla settimana. E non necessita di nessuna autorizzazione sanitaria per la somministrazione dei cibi.

Sulla piattaforma www.homerestauranthotel.it è possibile registrarsi e abbonarsi alla cifra di 100 o 200 euro annuali (in funzione del pacchetto scelto), così da essere seguiti passo passo e ricevere assistenza, dalla comunicazione in Questura all’annuncio online per i potenziali clienti, affinché l’attività venga promossa al meglio e senza imprevisti dovuti alla cattiva informazione.

ASPETTI FISCALI

L’home restaurant si affianca ad attività di tipo privato e quindi necessita semplicemente del codice fiscale del padrone di casa, fino a un guadagno di 5mila euro netti l’anno. Per introiti superiori, invece, è bene rivolgersi a un commercialista. Le ricevute per il cliente non sono di tipo fiscale, mentre per gli importi superiori a 77,47 euro occorre applicare una comune marca da bollo. Home restaurant Hotel offre agli associati sia i moduli per le comunicazioni alla questura, sia le ricevute per i clienti.

HOME RESTAURANT, UNA MOLLA PER IL TURISMO E PER L’EMANCIPAZIONE FEMMINILE

Gaetano Campolo, Ceo e Founder di Home restaurant Hotel, auspica un incremento costante del fenomeno: “Se la stampa non chiarisce la questione, continuerà a dilagare la carenza informativa per i cittadini. Il Governo non sembra intervenire in maniera mirata, nonostante la volontà espressa dall’Ue in tal senso, probabilmente per paura di eventuali ritorsioni di Confcommercio – chiosa -. Spero che soprattutto il Meridione usufruisca dell’opportunità, perché ha tutte le carte in regola per potenziare sempre più i flussi turistici. Si tratta di un’occasione proficua anche per le donne che desiderassero voltar pagina dopo un triste trascorso, come sta accadendo all’interno di un centro antiviolenza, ed emanciparsi potendo conciliare il lavoro con la cura dei propri figli.

Ne approfitto per invitare i lettori a scaricare gratuitamente la nostra rivista sul nostro sito e a guardare su Donna Tv (canale 62 del digitale terrestre o sul sito internet donnatv.it), ogni martedì e giovedì alle ore 12, il programma “Home restaurant Hotel experience” per un viaggio nel settore enogastronomico”.

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