Roma, 24 apr. (askanews) – L’altare della Patria, i luoghi della memoria e della lotta partigiana, le tante cerimonie sul territorio, il proprio collegio elettorale o l’agenda ancora libera. In un paese dove la festa della Liberazione dal nazifascismo – 81esima edizione – è tutt’altro che immune da polemiche politiche, sono molto diversi i modi in cui le massime cariche dello Stato e i leader politici rievocano e festeggiano il 25 Aprile.
Di buon mattino c’è l’appuntamento istituzionale: domani, alle 9, all’Altare della Patria a Roma si ritroveranno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana per la deposizione di una corona d’alloro al monumento che ricorda i caduti. A quanto si sa al momento l’agenda di Meloni, La Russa – che nei giorni scorsi si è detto pronto a “rifare” quello che faceva da ministro della Difesa, ovvero rendere omaggio ai partigiani e poi ai caduti della Repubblica di Salò – e Fontana si ferma qui. Agenda ancora in corso di definizione anche per il leader della Lega e vice premier Matteo Salvini, mentre l’altro vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani sarà prima alle Fosse Ardeatine, dove deporrà una corona al Mausoleo in ricordo delle 355 vittime della strage nazi-fascista, e poi a Ferentino, dove renderà omaggio al monumento ai caduti. Lì una lapide ricorda anche la figura di don Giuseppe Morosini, cappellano militare unitosi alla Resistenza e fucilato a Forte Bravetta il 3 aprile del 1944.
Da tempo è noto dove trascorrerà la festa della Liberazione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che fin dal suo primo mandato ha iniziato una sorta di viaggio nei luoghi della memoria della lotta partigiana e della Resistenza, toccando Vittorio Veneto (2019), Varallo Sesia (2016), Civitella Val di Chiana (2024) e, l’anno scorso, Genova. Quest’anno sarà nelle Marche, a San Severino, città medaglia d’oro al merito civile, città segnata da otto stragi nazifasciste e dal sacrificio della popolazione civile che nascose e sfamò centinaia di ebrei perseguitati. Un posto, ha osservato ieri il presidente, ricevendo al Quirinale le associazioni combattentistiche e d’arma, che “come molte realtà del nostro paese rappresenta un luogo simbolico della Resistenza”.
In un altro posto dove la Resistenza è stata forte e le rappresaglie dei nazifascisti efferate sarà la segretaria del Pd Elly Schlein che, dalle 9.30, parteciperà al 25 aprile di Sant’Anna di Stazzema, paesino delle Apuane, dove i nazisti uccisero, con l’aiuto dei fascisti, quasi tutti gli abitanti del posto, 560 persone. Il leader M5s Giuseppe Conte, impegnato in Campania per una serie di appuntamenti politici, parteciperà, la mattina, alla commemorazione della Liberazione a Napoli, al monumento dedicato a Salvo D’Acquisto, vice brigadiere simbolo dei valori di libertà e democrazia, che si sacrificò per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento nazista.
I due leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e anche il segretario di +Europa Riccardo Magi saranno alla manifestazione nazionale organizzata a Milano dall’Anpi mentre Matteo Renzi, leader di Italia Viva, sarà a Firenze. Carlo Calenda, segretario di Azione partecipa oggi pomeriggio a un’iniziativa al Museo storico della Resistenza a Torino.
Infine, il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci ha spiegato che domani, forse dalla sua casa di famiglia in Versilia, festeggerà San Marco e non la Liberazione, e questo fino a quando questa festa non “diventerà una festa di tutti gli italiani che unisce invece di dividere”.
Gianfranco Rotondi, esponente democristiano di Fratelli d’Italia, che in aula alla Camera ha duramente accusato la sinistra che cantava “Bella ciao” di voler dividere il Paese, ha annunciato, invece, che sarà in Abruzzo, a Onna. Perchè Onna? Perchè lì, il 25 aprile del 2009, l’allora premier Silvio Berlusconi “fece un grande discorso” nel quale invitò a “costruire un sentimento nazionale unitario” ricordando con rispetto “tutti i caduti”, “anche quelli che hanno combattuto dalla parte sbagliata” senza che significhi “neutralità e indifferenza”.

