I No Vax costano ai cittadini siciliani 6 milioni di euro al mese - QdS

I No Vax costano ai cittadini siciliani 6 milioni di euro al mese

redazione

I No Vax costano ai cittadini siciliani 6 milioni di euro al mese

Giuseppe Lazzaro Danzuso  |
giovedì 24 Febbraio 2022 - 06:00

Questa la stima di Altems. L'assessore Ruggero Razza: “Vaccinatevi”. Bruno Cacopardo: “Tre grandi categorie di chi si rifiuta: male informati, radical chic e ostili”

In un solo mese quasi sei milioni di euro, per la precisione 5.736.393, che in lire sarebbe oltre undici miliardi.
Questo il costo delle mancate vaccinazioni per il Servizio sanitario nazionale in Sicilia da metà gennaio a metà febbraio di quest’anno, calcolato su dati fino al 17 febbraio 2022.

La stima ci è stata fornita dall’Altems, l’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che nell’Instant Report del novembre-dicembre 2021, presentato il 13 gennaio scorso, aveva calcolato come l’impatto economico delle mancate vaccinazioni sull’intera italia ammontasse all’incredibile cifra di 143.321.642 euro. Sempre in un solo mese.
“È spaventosa la pressione che il nostro Servizio sanitario nazionale ha ricevuto da quest’ultima ondata di Covid 19” aveva commentato il professor Americo Cicchetti, direttore dell’Altems.

Ma dai dati si comprende anche quanto sia alto per la collettività il costo del rifiuto di vaccinarsi da parte di una certa parte della popolazione, che ha condotto e conduce a un altissimo numero di ricoveri altrimenti evitabili. Secondo una recente stima della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), il 74% dei ricoverati nelle terapie intensive italiane è no vax.

Secco il commento dell’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza.
“Il Sistema sanitario – ha detto – ha il dovere di curare e assistere tutti i cittadini, senza fare distinzioni. E questo è il nostro obiettivo primario. Certamente un maggior numero di vaccinati comporta una diminuzione del rischio di ricovero e dunque la possibilità di dedicare i reparti ospedalieri e la spesa sanitaria ad altre patologie”.

I reparti ospedalieri di area medica sono infatti intasati di persone che rifiutano di vaccinarsi e i responsabili delle strutture sottolineano l’alto prezzo pagato da tutti quei malati, a cominciare dai cronici, che per questa situazione non possono essere adeguatamente seguiti.
“Non posso che rinnovare – ha sottolineato Razza – l’invito a vaccinarsi a tutti i siciliani in target che ancora non l’hanno fatto. Sicuramente si ridurrebbero i rischi individuali di contrarre la malattia in forme severe e si potrebbero liberare risorse che il Sistema sanitario potrebbe impiegare su altri fronti”.

Per calcolare il costo dei no vax in Sicilia, Altems è partita dal dato dell’ultimo mese, fino al 17 febbraio scorso, fornito con quotidiani bollettini dalla Protezione Civile della Regione Siciliana: in quel periodo, negli ospedali isolani, gli ammalati di Covid in area medica sono stati 1.239, mentre quelli ricoverati in area critica, ossia le rianimazioni, 104.
Incrociando questi dati con quelli del report settimanale Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) si è lavorato per individuare il costo economico per il paziente ricoverato in area medica e per quello in terapia Intensiva.

“Secondo il Report settimanale Fiaso del 15 febbraio scorso – hanno spiegato gli esperti dell’Altems -, negli ospedali siciliani, in area medica i pazienti Covid rappresentano il 60% dei ricoverati e il dato sale addirittura al 77% in area critica. Si segnala inoltre che esiste anche un esiguo numero di persone le quali, senza copertura vaccinale adeguata, si sono ammalati di Covid: 535 sono ricoverati in area medica e 58 in area critica”.
“Il numero di degenza media – hanno sottolineato gli esperti Altems – è stato calcolato in base alla gravità del paziente: 11,3 giorni per i pazienti interamente in Medicina interna, Pneumologia, Malattie infettive, eccetera, e 14,9 per i pazienti che transitano dalle terapie intensive”.

Per quanto riguarda invece il costo giornaliero dell’ospedalizzato, questo è stato stimato in base alle tabelle di riferimento del “Libro Verde sulla spesa pubblica”. In base a questi parametri, il costo del ricovero in area medica è di 709,72 al giorno, mentre quello quotidiano nelle terapie intensive è più che raddoppiato: ben 1.680,59 euro.
“Questi due driver di costo – hanno sottolineato gli esperti dell’Altems – sono stati utilizzati per stimare il costo per il Ssn dei non vaccinati.

L’infettivologo Cacopardo al QdS: “Tra i vaccinati, invece, il 20% non completa il ciclo”

Il prof. Bruno Cacopardo è, tra i medici siciliani, uno di quelli che ha combattuto in prima linea la guerra contro il Covid.

Primario infettivologo dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, fa parte del Comitato tecnico scientifico regionale ed è membro della commissione che concede l’esenzione dai vaccini.
È lui a rivelarci che in un’area come quella della provincia di Catania il 30-35% della popolazione o non si è vaccinata o – ma di questi parleremo in seguito – non ha fatto un ciclo vaccinale completo.

Parliamo di un numero di persone molto grande: circa 150.000. E tra questi i cosiddetti no vax, che il medico suddivide in tre grandi categorie: male informati, radical chic e ostili.

I male informati

“I primi – spiega – rappresentano più della metà dei non vaccinati e per loro si potrebbe fare molto. Essi non hanno cultura di base, non vanno dal medico, non seguono i media. Ricevono informazioni solo parlando con chi ha avuto una qualche esperienza diretta del vaccino: negozianti, vicini di casa, parenti”.
Dutturi, mi dissiru ca ‘stu vaccinu è ‘na purcaria – racconta – è la frase che sentiamo ripetere più di frequente. E siccome queste persone in un quartiere come Librino rappresentano l’80% della popolazione, per loro si potrebbe fare moltissimo sfruttando un sistema di informazione di prossimità che fornisca notizie comprensibili, alla loro portata. Una rete di patronati, parrocchie persino partiti politici presenti sul territorio”.

Ci sono poi i radical chic, che, secondo il medico, nella provincia etnea rappresentano circa il 30% dei no vax

“Sono – sottolinea – persone convinte di avere contatti diretti con il divino: alternativi, esoterici, trascendenti, illuminati. Alcuni sono addirittura medici che ritengono nociva la scienza ufficiale, salvo poi aggrapparvisi quando devono curarsi da qualche patologia seria. Parlo di omeopati, agopuntori, pranoterapeuti e chi più ne ha più ne metta. Tutti convinti che la guarigione passi da un’energia che attraversa l’Universo e che bisogna cogliere senza interferenze farmacologiche”.

Il prof. Cacopardo spiega che costoro hanno anche sviluppato una terminologia dedicata sulla pandemia: vaccinarsi è pungersi, il vaccino è l’inoculo, il siero.
“Al contrario del precedente – afferma – questo gruppo di no vax non è convertibile e qui ritroviamo i battaglieri, che sui social hanno trovato un’inaspettata ribalta e interpretano il ruolo dell’eroe o dell’eroina. In genere sostengono che dal virus ci si difende con un mix di buona alimentazione, attività sportiva, assunzione di integratori e contatto con la natura. Uno di questi gruppi, ad esempio, propugna l’efficacia antivirale dell’esposizione del sedere ai raggi solari”.

“Ma bisogna dire chiaramente – conclude – che se una vita sana consente di godere di una buona salute, contro il Covid l’immunità dev’essere specifica, rivolta contro gli antigeni del virus. Con gli anticorpi creati con la vaccinazione. E stupisce la sicumera di taluni medici in pensione che pontificato criticando dal divano di casa l’operato dei colleghi in attività. Molti di costoro rivendicano la taumaturgica paternità di trattamenti miracolosi con percentuali di guarigione soprannaturali”.

Il terzo gruppo è quello degli ostili, zoccolo duro dell’opposizione al vaccino

“L’ostilità – spiega Cacopardo – non è fondata su ragioni mediche ma politiche. Gli ostili rifiutano tutto ciò che proviene da istituzioni che essi non accettano. Hanno negato il virus con manifestazioni di piazza, violato il lockdown, bollato le mascherine come museruole, diffuso la bufala che con il vaccino viene inoculato un microchip. E poiché sui social, qualunque sciocchezza si dica, c’è chi è pronto a darti retta…”.

Infine ci sono coloro i quali hanno effettuato un ciclo vaccinale incompleto, interrompendolo “per l’insorgere di eventi avversi giudicati intollerabili ma prevalentemente soggettivi, ossia non confermati da esami”.
“Tra i vaccinati – ricorda Cacopardo – il 20% non completa il ciclo. E lamenta, dopo la prima dose, tachicardia, cardiopalmo, parestesia, ossia formicolio. E ancora insonnia, dolore retrosternale, vertigini, cefalee, senso di bruciore alla testa e ai piedi. Ma se effettui indagini specifiche, non risulta nulla. Perché i sintomi, nella stragrande maggioranza dei casi, sono creati dalla psiche del vaccinato, che però sospende il ciclo con i danni che sono sotto gli occhi di tutti”.
“E quando – conclude – ho proposto loro di avvalersi di un’assistenza psicologica, si sono risentiti profondamente.

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Un commento

  1. lina arena ha detto:

    vi dovreste solo vergognare per la campagna idiota sui vaccini. Vaccinatevi voi e attendete i mali che vi assaliranno.

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