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I vini Diesel Farm a anteprima mostra Abramovic alla Biennale Arte

I vini Diesel Farm a anteprima mostra Abramovic alla Biennale Arte

Tra il 4 e il 5 maggio a Venezia le etichette di Tenuta di Marostica

Milano, 4 mag. (askanews) – Diesel Farm è presente alla Biennale Arte di Venezia 2026 con i vini della tenuta di Marostica, scelti per accompagnare gli eventi inaugurali di “Transforming Energy”, la mostra della celebre artista Marina Abramovic inserita nella “61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia”. La collaborazione prenderà forma nei giorni del vernissage, prima dell’apertura al pubblico fissata per il 6 maggio.

Gli appuntamenti si terranno oggi e domani, il 4 e 5 maggio, tra le Gallerie dell’Accademia e l’Hotel Gabrielli di Venezia e coinvolgeranno ospiti internazionali, collezionisti e protagonisti del mondo dell’arte, della cultura e della creatività. In questo contesto le etichette di Diesel Farm entreranno nel programma degli eventi che introducono la mostra, legando il progetto vitivinicolo di Renzo Rosso a uno dei passaggi inaugurali di questa edizione della Biennale.

L’iniziativa riflette una linea che Rosso segue da tempo e che mette la creatività al centro come elemento capace di far dialogare ambiti diversi. Dentro questa visione, Diesel Farm non resta soltanto una tenuta agricola ma vuole diventare il punto in cui produzione, paesaggio e ricerca culturale si incontrano. Il legame con l’arte contemporanea si inserisce in questa impostazione e porta a Venezia una realtà nata lontano dai circuiti espositivi ma costruita attorno a un’idea precisa di relazione tra territorio e linguaggi creativi.

A Marostica (Vicenza) Diesel Farm si sviluppa infatti come un progetto agricolo immerso nella natura, dove il paesaggio ha un ruolo centrale e la terra è anche spazio di sperimentazione. Da qui nascono vini e altri prodotti legati al territorio, in un lavoro che vuole unire qualità, sostenibilità e rispetto dei ritmi naturali. La presenza alla Biennale colloca questa esperienza dentro un contesto internazionale, senza separarla dalla sua origine: quella di una produzione radicata nel Veneto e chiamata, per due giorni, a entrare nel racconto inaugurale della mostra di Abramovic.