L’identità politica dei politici di “pongo” - QdS

L’identità politica dei politici di “pongo”

Fleres Salvo

L’identità politica dei politici di “pongo”

mercoledì 24 Giugno 2020 - 00:00
L’identità politica dei politici di “pongo”

Normalmente, oltre che ad essere facilmente manipolabili, sono esperti in opinioni generiche

Chi ha una propria identità, personale o politica, può confrontarsi con altri, può discuterne, può cambiare opinione, può farla cambiare all’interlocutore, perché fonda il suo pensiero su precisi punti di riferimento: educativi, culturali, professionali, ideologici, religiosi, ecc.
Chi non ha una propria identità somiglia tanto a una bandiera al vento, priva persino di pennone: è pronto ad andare ovunque e per qualunque ragione. Non avere identità politica o culturale significa non avere affidabilità, ma soprattutto significa non poter offrire al confronto con i terzi un proprio consolidato punto di vista, né la disponibilità a cambiarlo.
Come si fa a cambiare qualcosa che non esiste? Questo è il motivo per cui non è vero che i politici sono tutti uguali. Non lo sono perché alcuni hanno una loro identità, più o meno condivisibile, più o meno rigida e intransigente, mentre altri, non avendone, appaiono molto simili al “pongo”. Il “pongo” è quel particolare materiale che assume la forma che gli si vuole fare assumere, fino a quando non si decida di cambiarla o fino a quando altri non decidano di fargliela cambiare.

I “politici di pongo” sono i più pericolosi di tutti. Normalmente, oltre che ad essere facilmente manipolabili, sono esperti in opinioni generiche, direi qualunquistiche: oscillano tra il sapere tutto di tutto e il non sapere nulla di nulla. La loro frase tipica è “ci vuole ben altro”, oppure “si potrebbe fare altro”, o ancora “vedremo più in là” o anche “me lo potevate dire prima”. Ecco, quando ci si imbattete in questo genere di personaggi bisogna stare molto attenti, perché non promettono nulla di buono, tuttavia sono pronti a promettere di tutto; non sono capaci di fare nulla, ma sono pronti a fare qualunque cosa.

Non che non possa capitare a chiunque di dire che “ci vorrebbe ben altro” o “me lo potevate dire prima”, ma è l’uso sistematico, che deve mettere in allarme. Così come per giocare a carte bisogna avere le carte, per vivere in una qualsiasi società bisogna avere una propria opinione e saperla difendere. Chi dispone di una propria identità e di propri valori può confrontarsi con chiunque, con buone possibilità di riuscita. Chi parte da zero o, peggio, chi sceglie qualsiasi altro numero, perché gli vanno bene tutti, può capitare che arrivi da qualche parte ma non è detto che sia quella giusta.

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