Il caro prezzi frena la corsa delle E-car - QdS

Il caro prezzi frena la corsa delle E-car

Marco Carlino

Il caro prezzi frena la corsa delle E-car

giovedì 25 Luglio 2019 - 03:00

Osservatorio auto Findomestic: su 1 mln di immatricolazioni nel 2019 solo 3.500 sono 100% elettriche. Anche la scarsa autonomia incide sulla scelta del consumatore. Nei prossimi 5 anni la svolta

CATANIA – L’auto elettrica sembra essere il futuro, ma a quanto pare non il presente. Stando, infatti, a quanto afferma l’Osservatorio auto di Findomestic, su quasi un milione di auto nuove immatricolate in Italia nel 2019, solo poco più di 3.500 sono 100% elettriche e circa 48mila sono ibride, di cui appena duemila di tipologia Plug-In, cioè capaci di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2.

L’Osservatorio ha interrogato un campione di automobilisti in sedici Paesi del mondo: nei prossimi cinque anni il 57% degli intervistati ha dichiarato che acquisterà un’auto ibrida, soprattutto in Messico (80%), Italia (76%), Spagna (75%) e Brasile (75%). Il 43% ha risposto che ne comprerà una tutta elettrica, con percentuali che si attestano intorno al 70% in Messico (72%), Brasile e Cina (68%). In Italia quasi 6 intervistati su 10 dicono di essere intenzionati all’acquisto di un’auto ibrida elettrica e più di 4 su 10 a una elettrica 100%.

Ma qual è il motivo che non fa decollare le e-car? Chi ha condotto lo studio afferma che il principale freno alla diffusione dell’auto elettrica è il costo d’acquisto, ancora alto e poco concorrenziale.

Oggi l’86% del campione mondiale, il 91% degli italiani, è consapevole che il veicolo elettrico costi più dell’equivalente termico e il 42% (32% degli italiani) non è disposto a sostenere alcuno sforzo supplementare per acquistare un’auto elettrica.

Gli unici Paesi in grado di offrire forme efficaci di incentivazione sono la Cina, che ha introdotto esenzioni fiscali comprese fra 5.100 e 8.700 dollari, e la Norvegia, la cui normativa prevede l’esenzione dall’imposta sull’acquisto e dall’Iva, uno sconto sull’acquisto dei veicoli ibridi ricaricabili e l’esenzione dalla tassa di circolazione, dai pedaggi e dalle spese di traghetto.

L’autonomia resta poi uno dei punti deboli delle auto elettriche: il 54%, il 46% in Italia, ha dichiarato che ne acquisterebbe una solo se l’autonomia superasse i 300 km. Questo problema è strettamente legato alla scarsa disponibilità delle colonnine di ricarica rapida: un eventuale aumento lungo la rete stradale e autostradale rassicurerebbe i due terzi degli automobilisti di tutto il mondo (71% in Italia) insoddisfatti dalle attuali infrastrutture.

“Il futuro dell’auto elettrica – spiega il presidente di Unrae Michele Crisci – sarà molto legato alla capacità che le infrastrutture avranno di permettere agli utenti una ricarica continua, veloce, diffusa in maniera ampia sia domestica sia pubblica, sia nei luoghi dove lavoriamo. Non dobbiamo dimenticarci – continua – che il nostro Paese vive anche di turismo e quindi dobbiamo immaginarci un futuro in cui i turisti dovranno ricaricare le loro vetture”.

Il tratto ecologico delle e-car costituisce, invece, un punto di forza per l’89% dei possessori di auto (il 93% in Italia), convinti che lo sviluppo delle auto elettriche potrà ridurre in maniera significativa l’inquinamento, ma, e questo è il paradosso, anche aumentare le emissioni di Co2.

Un automobilista su tre è attento a come viene prodotta l’elettricità che alimenta le automobili e a come vengono smaltite le batterie. Se da un lato le auto elettriche francesi e norvegesi riducono notevolmente le emissioni di gas serra, dall’altra quelle degli Stati Uniti e, in misura maggiore, della Cina risultano più inquinanti delle auto equivalenti a motore termico.

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