Via via che si espandono in maniera esponenziale gli smartphone, si espande nella stessa maniera l’ignoranza. Sembra un paradosso perché, potendo accedere a tutte le informazioni universali quasi in tempo reale, si dovrebbe presumere e desumere che il cervello conosca di più, capisca di più, funzioni meglio.
Errore colossale, perché tutti i frammenti che ognuno legge sullo smartphone non vengono registrati e catalogati automaticamente nel cervello e non vengono neanche memorizzati. Cosicché, la parte del cervello-serbatoio, quando è vuoto rimane vuoto. L’altra parte, quella elaborativa, non funzionando in modo da valutare le informazioni, classificarle e inglobarle, rimane quasi inattiva.
Ma quando il cervello non ha la funzione di valutare fatti e circostanze che pervengono all’attenzione delle persone, di fatto le rende inermi e incapaci di affrontare le difficoltà che accadono loro, inevitabilmente, giorno dopo giorno.
La capacità elaborativa del cervello e gli impulsi primordiali
Gli impulsi primordiali sono motivazioni che inducono le persone ad agire per rispondere ai propri bisogni elementari, quali bere, mangiare, dormire e altro. Ma una persona non si può comportare come un animale, proprio perché il Padre Eterno (per chi ci crede, come noi) l’ha dotata di un sistema pensante. La questione che ne discende è se tale sistema pensante viene utilizzato o meno.
Purtroppo, dobbiamo registrare che tale capacità elaborativa sta diminuendo e lo si deduce dal rapporto invertito fra persona e smartphone, che è diventato smartphone-persona, la quale è vittima dei propri impulsi primordiali che la rendono dipendente dallo strumento.
Si legge, infatti, sempre più frequentemente di una sorta di dipendenza psico-fisica di coloro che detengono il “feticcio”, di cui non possono più fare a meno, perché per ogni attività da svolgere hanno bisogno di chiedere come si fa, quando si fa, dove si fa, eccetera.
Insomma, l’ignoranza dilaga e investe in modo nefasto la gran parte delle popolazioni, per cui aumenta sempre di più l’abisso fra una minoranza di soggetti che pensano con la propria testa e una maggioranza di soggetti che pensano con la testa degli altri.
Smartphone, informazione e capacità di pensare autonomamente
Questa maggioranza è il serbatoio di voti cui accedono le corporazioni, i gruppi di potere, i partiti politici e altri furbacchioni che hanno capito come utilizzare la cosiddetta Democrazia a loro uso e consumo. Quindi, il principio generale secondo il quale è il Popolo che si autogoverna mediante i propri delegati istituzionali, è di fatto sovvertito perché sono proprio codesti delegati istituzionali a manipolare la maggioranza del Popolo, incapace di valutazioni autonome, e a indirizzarla verso il soddisfacimento delle proprie necessità.
Non solo, ma dobbiamo richiamare ancora una volta la denominazione che abbiamo dato agli effetti di quanto precede e cioé ai governi che sono maggioranza della minoranza, da noi denominati “Minocrazia”.
L’analisi che precede non vuole essere catastrofica, ma semplicemente riflettere una realtà che proprio la stragrande maggioranza di persone dipendente dagli smartphone contesterà inevitabilmente, perché non si rende conto della subordinazione volontaria a questi malefici strumenti, che, invece, se ben adoperati, produrrebbero risultati molto positivi.
Intelligenza artificiale e uso consapevole della tecnologia
Sia infatti ben chiaro che noi non li riteniamo strumenti del diavolo gli smartphone, né l’aumento immenso di potenza di software e hardware, chiamati “Intelligenza artificiale”: tutto dipende dal modo in cui si utilizzano. Al riguardo, vogliamo ricordare che essa non è frutto di questi anni, bensì è stata così denominata nel 1956 da McCarthy e Minsky, durante la Conferenza di Dartmouth.
La potenza di elaborazione dell’Ia è enorme e se essa sarà messa al servizio dell’umanità, produrrà vantaggi eccellenti. Ma, attenzione, potrebbe essere utilizzata da malvagi, per sottomettere popolazioni ignare, anche a loro insaputa. Ed è qui che casca l’asino, perché mentre una volta gli schiavi sapevano di esserlo, oggi gli utilizzatori degli smartphone non ne sono consapevoli.
Serve a qualcosa la valutazione che precede? Non lo sappiamo, ma è nostro dovere metterla nero su salmone, sperando che illumini qualche coscienza.

