Home » Editoriale » Il rispetto delle regole: ordine e puntualità

Il rispetto delle regole: ordine e puntualità

Il rispetto delle regole: ordine e puntualità

Il rispetto delle regole è fondamento della democrazia

Il corpo umano funziona in base a regole precise. Quando qualcuna di esse è “irregolare”, l’anomalia diventa una malattia. Per cui, intervengono i medici per curarla e ripristinare il buon funzionamento del corpo in base, appunto, alle regole.

In natura vi sono regole che fanno funzionare tutti i meccanismi, che poi di fatto regolano la vita degli esseri viventi. Nelle centinaia di specie di ogni genere vi sono regole che consentono a tutti di funzionare rigorosamente.

Doveri prima dei diritti: la specie umana e il rispetto delle regole comuni

Fatto questo incipit, non si capisce perché la specie umana non debba funzionare anch’essa in base a regole precise, secondo cui vi sono dei doveri da osservare senza indugi e poi ottenere che vengano rispettati i diritti.

L’intelligenza di cui è stata dotata la specie umana non sempre viene utilizzata in questo ambito. Il perché non lo sappiamo, ma esistono i prevaricatori di natura che tentano, e spesso ottengono, di scavalcare gli altri, con la conseguenza che si formano le schiere dei forti e dei deboli, i quali soccombono sistematicamente ai primi.

La Democrazia come strumento per rispettare il prossimo e gestire le risorse comuni

Sul tema delle regole siamo intervenuti più volte, sottolineando l’esigenza del rispetto dei Codici deontologici di tutti i tempi, quelli veri e sostanziali, non gli altri moraleggianti che non servono a niente.

Il primo fra questi è rispettare il prossimo, non arrecargli alcun male o danneggiamento, fare in modo che tutti possano vivere adoperando le risorse comuni in modo equo e obiettivo. Per attuare questi principi è stata “inventata” la Democrazia, ovvero il potere del Popolo. Si parla, insomma, di un insieme di individui che dovrebbe esprimere il consenso su altri individui deputati e delegati a gestire l’intera Comunità.

Classe dirigente e incompetenza: quando gli incolti vanno a governare

La scelta di una classe dirigente istituzionale è delicata perché il Popolo dovrebbe saperla fare correttamente. In altri termini, non dovrebbe eleggere gli ignoranti, gli incompetenti, gli stupidi, gli incolti.

Tuttavia, non essendovi nelle costituzioni dei Paesi democratici i requisiti prima elencati, avviene esattamente il contrario: che fra tante persone colte, moralmente ineccepibili e perbene, ne vengono elette altrettante e forse di più che non hanno i requisiti per andare a occupare gli scranni delle massime istituzioni a livello locale, regionale e centrale.

Ma quando vanno a governare degli incolti o degli stupidi o persone senza moralità, che leggi possono approvare? Che iniziative possono prendere? In altri termini: che Governo scaturisce dalle loro menti impreparate e inidonee a gestire la Cosa pubblica? Sembra una domanda retorica, e forse lo è. Ma la risposta è inequivocabile e precisa: il malgoverno, l’accentuazione delle disuguaglianze, la violazione dei diritti più elementari, l’inosservanza dei doveri fondamentali, soprattutto da parte di coloro che hanno le maggiori responsabilità.

Il declino delle istituzioni democratiche e la mancanza di grandi personalità

Non sappiamo se vi sia rimedio alla malattia sopra indicata, almeno nella nostra era, che sotto questo punto di vista vede le istituzioni di tutto il mondo democratico in forte declino, perché non vi sono grandi personalità come quelle del passato, capaci di perseguire l’interesse generale e non quello dei gruppi di potere.

È la regola della vita. Vi sono “le discese ardite e le risalite”, come recitava una vecchia canzone di Lucio Battisti. Finché le discese non si sono completate e non si tocca il fondo, non comincia mai la risalita. Nella nostra epoca non ci sembra che il fondo sia stato toccato, nonostante governino persone di modesta qualità, che non hanno prospettive a due o tre lustri, che sono oggetto di pressione dei gruppi di potere cui prima si accennava.

Ottimismo e puntualità: il dovere di ogni persona come goccia del mare

Insomma, persone non libere perché non sono colte. Non sono colte perché non hanno studiato tutta la vita, perché non hanno letto qualche migliaio di libri, perché sconoscono le vicende delle civiltà degli ultimi secoli, non solo occidentale ma anche quelle orientali, più antiche delle prime.

Tuttavia, il pessimismo non ci deve dominare, in quanto è necessario essere ottimisti e ordinati, cioè funzionare con puntualità, osservando i principi etici più di quelli legislativi, senza stancarci mai finché l’energia non ci mancherà.

È un dovere di ogni persona, incurante se essa rappresenta soltanto una goccia del mare, ricordandoci che tante gocce, tutte insieme, fanno il mare.