In Sicilia si accorcia la durata media della vita - QdS

In Sicilia si accorcia la durata media della vita

Serena Giovanna Grasso

In Sicilia si accorcia la durata media della vita

giovedì 16 Maggio 2019 - 00:00
In Sicilia si accorcia la durata media della vita

Inmp-Istat: chi è meno istruito vive anche meno (l’aspettativa di vita alla nascita è inferiore di 2-3 anni). Basso e alto livello di istruzione: per gli uomini si va dai 78,9 anni agli 81,5 anni. Donne più longeve

PALERMO – Nel Mezzogiorno la vita si accorcia. Chi ha un livello di istruzione più basso vive anche meno. Questo purtroppo è quanto emerge dalla lettura dell’“Atlante italiano delle disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione”, redatto dall’Inmp (Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà) in collaborazione con l’istituto nazionale di statistica.

In Sicilia la speranza di vita alla nascita va dai 78,9 anni per un basso livello di istruzione agli 81,5 anni per un livello elevato tra gli uomini e tra gli 83,3 anni per un basso livello di istruzione agli 85,3 anni per un livello elevato tra le donne. Si tratta di oltre un anno in meno per gli uomini con un basso livello di istruzione rispetto all’Emilia Romagna (80), alla Provincia autonoma di Trento e alla Provincia autonoma di Bolzano (80,4) e oltre due anni in meno per gli uomini con un alto livello di istruzione rispetto alla Provincia autonoma di Bolzano (83,6 anni).

Mentre tra le donne siciliane, la speranza di vita è inferiore di oltre due anni quando si parla di un basso livello di istruzione (85,5 anni nella Provincia autonoma di Bolzano, in Umbria e nelle Marche) e di oltre tre anni relativamente ad un livello di istruzione elevato (86,9 anni nella Provincia autonoma di Bolzano, 86,5 anni in Lombardia, 86,4 anni nella Provincia autonoma di Trento e in Veneto).

Diabete, tumori e malattie cardiache sono le cause che uccidono più frequentemente nelle nostra regione.
Un marcato gradiente di mortalità Nord-Sud si osserva per il diabete mellito: le regioni dove si registrano i maggiori eccessi sono la Campania, la Sicilia, la Calabria, la Basilicata e, soprattutto tra le donne, la Puglia. È importante specificare che solo una piccola parte della mortalità attribuibile al diabete viene notificata segnalando tale patologia come causa di morte. Infatti, il diabete agisce come concausa aumentando la mortalità per molte cause cardiovascolari, genitourinarie, infettive e oncologiche.

In Sicilia si osserva un tasso di mortalità particolarmente elevato anche per le malattie ischemiche del cuore e per le malattie cerebrovascolari. Mentre la mortalità per tumori maligni del colon e del retto presenta eccessi di mortalità Piemonte, Liguria, Sardegna (in particolare tra gli uomini), Sicilia e Lazio (in particolare tra le donne).

Per i tumori maligni dell’utero e della mammella, si osserva un gradiente Nord-Sud, con eccessi di mortalità in tutto il Mezzogiorno, nello specifico in Sicilia, Calabria e nelle province sannite. In particolare, relativamente ai tumori maligni dell’utero, un più basso livello di istruzione si associa a un eccesso di mortalità abbastanza generalizzato, con valori superiori al 25% in Sicilia e Molise.

“In generale – si legge all’interno dell’atlante – in Italia le disuguaglianze su base geografica si intrecciano con quelle sociali su base individuale, sebbene le seconde non spieghino completamente le prime: il dato sembra suggerire l’esistenza di fattori di contesto in grado di generare differenze geografiche al netto delle differenze socioeconomiche nella salute. Tra i fattori da valutare sono senz’altro compresi quelli riferiti all’assistenza sanitaria erogata, in particolare per le note differenze territoriali in ambito di prevenzione”.

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