MESSINA – Ponte sullo Stretto, dove eravamo rimasti? Con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti, lo scorso 6 maggio la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la conversione in legge del cosiddetto decreto Commissari – ribattezzato da molti decreto Ponte – riattivando formalmente l’iter amministrativo per la realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Un via libera arrivato sul filo di lana, a ridosso della scadenza dell’11 maggio, ultimo giorno utile per evitare la decadenza del provvedimento. Ma riannodiamo il filo.
Lo stop della Corte dei Conti nel 2025
Il recente intervento normativo nasce come risposta diretta allo stop imposto dalla Corte dei Conti il 29 ottobre 2025, quando i giudici contabili avevano bocciato la delibera del Cipess che, nell’estate dello stesso anno, aveva approvato il progetto aggiornato del Ponte. Un mese dopo, il 27 novembre, la Corte aveva pubblicato le motivazioni che avevano indotto l’organismo a esprimere parere negativo sull’opera.
In primo luogo, la Corte dei Conti aveva rilevato la violazione della direttiva 92/43/CE sulla tutela degli habitat naturali, contestando la carenza di istruttoria e motivazione nella delibera Iropi. Poi la violazione dell’articolo 72 della direttiva 2014/24/UE, relativa alle modifiche sostanziali intervenute nel rapporto contrattuale originario. Infine, la mancata acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti, in contrasto con gli articoli. 43 e 37 del decreto-legge 201/2011, sul piano tariffario alla base del piano economico-finanziario.
Le opere strategiche del Ministero delle Infrastrutture
Ora, il provvedimento approvato dall’emiciclo agisce su più fronti, consentendo al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti di snellire i tempi per la realizzazione e l’ammodernamento di quelle opere considerate “strategiche” per il Paese. Tra queste, oltre al Ponte sullo Stretto di Messina, figurano anche il Mose, la diga di Genova, il traforo del Gran Sasso e le opere necessarie e funzionali allo svolgimento degli Europei 2032 in Italia.
Per quanto riguarda l’infrastruttura siculo-calabrese, l’intento del Governo è quello di superare lo scoglio delle criticità evidenziate dalla Corte e progredire verso l’opera più prioritaria dell’esecutivo Meloni, così come l’ha definita a più riprese, nel corso di questi anni, dal titolare del Mit, Matteo Salvini.
Commissario straordinario e interventi ferroviari
E proprio il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti dovrà provvedere agli “adempimenti necessari” – si legge nell’articolo 1 del provvedimento – per “conformarsi” alle deliberazioni della Corte dei Conti. In particolare, il comma 5 presente nell’articolo sancisce la nomina dell’amministratore delegato pro tempore di Rete ferroviaria italiana (Rfi) quale Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi infrastrutturali ferroviari complementari al Ponte”.
Finanziamenti Ponte sullo Stretto: stanziati oltre 14 miliardi
Inoltre, il comma 8 rimodula le risorse economiche destinate alla realizzazione dell’opera “provvedendo a spostare un importo complessivo di 2,787 miliardi di euro dal periodo 2026-2029 al quinquennio 2030-2034”. In particolare, vengono distribuiti 26 milioni di euro per l’anno 2030, 407 milioni per il 2031, 857 milioni per il 2032, 293 milioni di euro per il 2033 e 1.204 milioni di euro per il 2034. Le risorse stanziate complessivamente per il Ponte sullo Stretto di Messina ammontano quindi a 14,442 miliardi di euro.
I prossimi passaggi verso i cantieri del Ponte
Una volta completati tutti gli adempimenti – in rispetto delle indicazioni fornite dalla Corte dei Conti -, la palla passerà nuovamente al Cipess che dovrà redigere la nuova delibera. Il documento verrà dunque sottoposto nuovamente ai rilievi dei giudici contabili che dovranno verificarne la legittimità. Superato questo scoglio, si passerà finalmente alla fase realizzativa dell’opera. Il Governo confida, adesso, in un processo senza intoppi che possa condurre finalmente alla posa della prima pietra entro la fine del 2026.

