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Hantavirus, ministero Salute: in Italia e Ue rischio molto basso

Hantavirus, ministero Salute: in Italia e Ue rischio molto basso

Più sorveglianza su contatti, attenzione clinica su casi sospetti

Milano, 11 mag. (askanews) – Il rischio di diffusione in Italia dell’Hantavirus tipo Andes collegato al focolaio sulla nave da crociera MV Hondius è considerato molto basso, ma il ministero della Salute ha disposto più sorveglianza sui contatti, attenzione clinica sui casi sospetti e una ricognizione dei laboratori regionali in grado di eseguire la diagnosi. Le misure riguardano soprattutto eventuali casi importati e persone entrate in contatto con passeggeri o membri dell’equipaggio della nave. E’ quanto emerge dalle 17 pagine della circolare del ministero della Salute sul focolaio di Hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius. Il documento, indirizzato a una rete ampia di soggetti istituzionali, sanitari e amministrativi, spiega che il virus Andes richiede particolare cautela perché, a differenza di altri Hantavirus, ha causato rari episodi di trasmissione interumana, sempre in condizioni di contatto stretto e prolungato. Non sono disponibili terapie antivirali specifiche né vaccini autorizzati per prevenire o trattare queste infezioni.

L’Organizzazione mondiale della sanità valuta basso il rischio per la popolazione mondiale e moderato quello per passeggeri ed equipaggio della MV Hondius. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie considera molto basso il rischio per la popolazione generale dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. In Italia la stessa valutazione è stata condivisa dalla rete Dispatch e dal gruppo di esperti sui laboratori, che hanno comunque indicato la necessità di un approccio prudente per la gestione di eventuali casi importati. Nella valutazione italiana pesa anche l’assenza, nel Paese, del principale serbatoio naturale del virus Andes, il roditore Oligoryzomys longicaudatus, diffuso nelle regioni meridionali del Sud America.

Nel Nord Italia sono stati individuati roditori sieropositivi per altri ceppi di hantavirus, associati a febbre emorragica con sindrome renale o nefropatia epidemica. Nell’uomo, in Italia, sono stati segnalati solo pochi casi sporadici, legati a esposizioni avvenute all’estero o in aree transfrontaliere.

Il ministero della Salute ha attivato il coordinamento nazionale e il raccordo con Organizzazione mondiale della sanità, sistema europeo di allerta rapida, Comitato per la sicurezza sanitaria della Commissione europea, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e Global Health Security Initiative.

Le Regioni dovranno individuare strutture idonee per l’attività diagnostica e contribuire alla rete dei laboratori regionali di riferimento. Per i contatti asintomatici non ci sono al momento raccomandazioni basate su evidenze che sostengano il test di routine o ne definiscano la frequenza. In presenza di un quadro clinico compatibile, anche senza un collegamento epidemiologico chiaro con la nave o con aree endemiche, potrà essere valutata l’esecuzione di indagini specifiche dopo consulto infettivologico.

Agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera il ministero chiede particolare attenzione per eventuali eventi sanitari a bordo di navi e aerei riconducibili a hantavirus. In caso di sospetto, gli uffici dovranno allertare il livello centrale e gestire casi e contatti con dispositivi di protezione adeguati. Alle compagnie aeree viene richiamato l’obbligo di segnalare tempestivamente situazioni che possano far ipotizzare una malattia infettiva a bordo e di collaborare alla tracciabilità dei contatti.