Sicilia: sviluppo sostenibile tra caos incentivi e autorizzazioni - QdS

Sicilia: sviluppo sostenibile tra caos incentivi e autorizzazioni

Gabriele Patti

Sicilia: sviluppo sostenibile tra caos incentivi e autorizzazioni

sabato 01 Giugno 2019 - 00:03
Sicilia: sviluppo sostenibile tra caos incentivi e autorizzazioni

Nell’aula magna di Scienze politiche a Catania si è tenuta la giornata di studi “Energy today”. Il ricercatore Enea Cappello: “Nel nuovo Piano energetico più attenzione al territorio”

CATANIA – “Negli ultimi dieci anni si sono fatti dei progressi importanti sia in termini di riduzione delle emissioni che nella produzione di energia rinnovabile, ma bisogna curare la dimensione non solo economica, ma anche sociale e culturale”. Senza trascurare l’impatto ambientale e la transizione energetica. La voce del responsabile del centro di consulenza Enea, Francesco Cappello, scandisce a chiare lettere le parole d’ordine di “Energy Today”, la giornata di studi promossa dal dipartimento di scienze politiche e sociali d’intesa con il Comune di Catania.

Università, attori istituzionali, associazioni ambientali e imprese. Tutti riuniti nell’aula magna di Palazzo Pedagaggi per dare il via a una riflessione sul tema dello sviluppo sostenibile. “Quella di oggi (giovedì scorso per chi legge) – ha spiegato la docente Claudia Benanti – è solo la prima tappa di un percorso ben più lungo”. Un progetto che intende portare avanti una proficua collaborazione con l’obiettivo di proporre metodi alternativi di produzione energetica anche attraverso la creazione di una rete di esperti che, grazie a un confronto positivo, possa contribuire a migliorare le condizioni ambientali nell’ottica di un sano sviluppo sostenibile.

A porgere i consueti saluti di indirizzo il direttore del dipartimento di Scienze politiche, Giuseppe Vecchio, e l’omologo di Scienze giuridiche, Roberto Pennisi. “In merito all’innovazione – ha esordito Vecchio – abbiamo un problema sociale e giuridico”. Per questo “su quest’iniziativa si deve scommettere molto”. Dello stesso parere il direttore del dipartimento di giurisprudenza, Roberto Pennisi, il quale, ribadendo il compito del giurista come risolutore di conflitti d’interesse, ha sottolineato come “in questo settore la priorità va data alla risoluzione del conflitto tra energia e ambiente”.

Tra gli interventi più significativi, degno di nota quello del tecnologo e ricercatore Enea, Francesco Cappello. “Nel 2014 – spiega l’ingegnere – avevamo già superato l’obiettivo intermedio della road map che dal 2012 al 2020 avrebbe dovuto portare la Sicilia al raggiungimento del 15,9% di energia da fonti rinnovabili. Nel momento in cui sono finiti gli incentivi, però, è calato anche il numero degli impianti”.
Ma questo non è l’unico male che attanaglia lo sviluppo sostenibile dell’Isola. “Al momento – precisa Cappello – ci sono tre problemi: gli scarsi incentivi economici, le autorizzazioni e gli scarsi livelli di occupazione negli impianti a energia rinnovabile”. Il responsabile Enea vanta anche un ruolo da protagonista nella redazione del nuovo Pears 2019. Il Piano energetico ambientale della Regione siciliana – il cui preliminare è stato pubblicato lo scorso 28 maggio sul portale dell’Ente regionale – mira , entro il 2030, al raggiungimento dell’autonomia energetica dell’Isola attraverso tre obiettivi: raddoppiare la quota di eolico, triplicare la quota di fotovoltaico, investire in gas naturali come il biogas o il biometano. “Si tratta – sottolinea Cappello – di un piano di transizione che rispetto al precedente fa più attenzione al ritorno territoriale: potenzia gli impianti esistenti e ne migliora la capacità produttiva”.

Autore del termine “Isole da sole”, Cappello è a capo del cd “Modello Salina”. Il progetto – la cui proposta è ancora al vaglio degli uffici di Palazzo d’Orleans – si inquadra nell’ambito dell’iniziativa del segretariato Clean Energy for Eu Islands e nasce dal partenariato tra Regione, i Comuni di Leni, Malfi e Santa Marina di Salina, stakeholder e l’associazione ambientalista MareVivo. Sul piatto un impianto autonomo di produzione che possa fornire energia all’intera Isola senza deturpare un territorio ad elevata attrazione turistica.

Per il responsabile Enea la soluzione ottimale per contemperare le due esigenze sarebbe l’implementazione di un impianto di Gnl. “Il metano liquefatto a basso impatto ambientale – conclude – potrebbe rifornire l’intera Isola e contribuire alla creazione di una comunità energetica ecosostenibile”.

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