In Sicilia tassi di natalità superiori alla media - QdS

In Sicilia tassi di natalità superiori alla media

Andrea Carlino

In Sicilia tassi di natalità superiori alla media

mercoledì 25 Settembre 2019 - 00:00
In Sicilia tassi di natalità superiori alla media

Il rapporto sull’evento nascita del ministero della Salute si riferisce all’anno 2016. Prosegue calo natalità ma nell’Isola si registra l’8,2 per mille contro i 7,8 per mille nazionale

PALERMO – Il Rapporto sull’evento nascita, realizzato dall’ufficio statistica del ministero della Salute, presenta annualmente le informazioni relative all’evento nascita su tutto il territorio nazionale. Nel corso del 2016 (anno a cui si riferisce la rilevazione) prosegue il calo delle nascite, in tutte le aree del Paese. Il fenomeno è in larga misura l’effetto della modificazione della struttura per età della popolazione femminile ed in parte dipende dalla diminuzione della propensione ad avere figli. Il tasso di natalità varia da 6,3 nati per mille in Liguria a 10,4 a Bolzano rispetto ad una media nazionale del 7,8 per mille.

Nelle Regioni del Sud, i tassi di natalità più elevati sono quelli di Campania, Calabria e Sicilia (8,2) che presentano valori superiori alla media nazionale mentre la Sardegna ha un valore pari al 6,4 per mille. Anche la fecondità mantiene l’andamento decrescente degli anni precedenti: nel 2016 il numero medio di figli per donna scende a 1,34 (rispetto a 1,46 del 2010). I dati per il 2016 – segnala il rapporto – danno livelli più elevati di fecondità al Nord a Trento e Bolzano e nel Mezzogiorno in Campania e Sicilia (1,33). Le regioni in assoluto meno prolifiche sono invece Sardegna, Basilicata e Molise. L’89,2% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati, il 10,5% nelle case di cura e solo lo 0,1% altrove (altra struttura di assistenza, domicilio, etc). In Sicilia, in particolare, il quadro segna: 84,4 nel pubblico, mentre il 13,5 nel privato. L’analisi della condizione professionale, invece, evidenzia, sul territorio nazionale, che il 55,3% delle madri ha un’occupazione lavorativa, il 29,3% sono casalinghe ed il 13,3% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione.

Le aree geografiche di provenienza più rappresentate, sono quella dell’Africa (25,9%) e dell’Unione Europea (25,4%). In Sicilia i parti registrati da madri italiani sono il 93,05%, poi il 3% di madri europee, 1,72 africane, 0.30 sudamericane, 1,09 asiatiche. L’età media della madre è di 32,8 anni per le italiane mentre scende a 30,2 anni per le cittadine straniere. I valori mediani sono invece di 33 anni per le italiane e 30 anni per le straniere. L’età media al primo figlio è per le donne italiane, quasi in tutte le Regioni, superiore a 31 anni, con variazioni tra Nord e Sud. In Sicilia il 2,8 delle madri ha meno di 20 anni (1,2 media nazionale), il 35% ha un’età compresa tra 20 e 29 anni (media nazionale 29,2%), il 54% ha un’età tra 30 e 39 anni (media nazionale 59,65), mentre più di 40 anni per il 7,42% (9,99 media nazionale).

Si conferma il ricorso eccessivo al parto per via chirurgica. In media, nel 2016 il 33,7% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali.

In Sicilia il parto cesareo è scelto, nel pubblico, per il 39,4% dei casi su un totale di 31,7 a livello nazionale. In totale i parti cesarei in Sicilia sono 41.342. Il parto cesareo è più frequente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere: si ricorre al taglio cesareo nel 27,8% dei parti di madri straniere e nel 35,4% dei parti di madri italiane. Per quanto riguarda i parti plurimi, in Sicilia i valori sono sotto la media nazionale: 1,6 rispetto a 1,7.

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