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L’inaugurazione dell’anno tributario, in Sicilia aumentano i ricorsi: il picco su Catania, Messina e Palermo

L’inaugurazione dell’anno tributario, in Sicilia aumentano i ricorsi: il picco su Catania, Messina e Palermo

Il presidente delle corti di giustizia tributaria Sicilia, Antonio Novara, evidenzia: “La Corte di secondo grado, dal canto suo nonostante l’aumento delle sopravvenienze, ha tenuti fermi gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni”.

“In Sicilia nel 2025 ci sono stati 31.480 nuovi ricorsi in primo grado, solo in Campania ci sono stati più ricorsi: 36 mila. Ben distante si collocano tutte le altre Regioni dell’Italia centrale, ma soprattutto quelle dell’Italia settentrionale. Un dato che evidenzia una propensione al ricorso alla giustizia tributaria inversamente proporzionale rispetto alla ricchezza dei territori. Le Corti siciliane di primo grado hanno esaurito nel 2025 un numero di ricorsi (36.262). Nonostante l’elevatissimo numero di definizioni, che ha comportato un abbattimento significativo dell’arretrato, il dato dei ricorsi pendenti risulta, tuttavia, ancora assai critico, poiché, considerate le sopravvenienze, al 31 dicembre 2025 risultavano pendenti davanti alle Corti di primo grado ben 45.704 controversie, con le punte maggiori nelle città di Catania, Messina, Palermo e Ragusa”.

Questo quanto dichiarato dal presidente delle corti di giustizia tributaria in Sicilia Antonio Novara nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del 2026 alla cerimonia di Palazzo Steri a Palermo. Come sottolineato da Novara, già “nel primo scorcio di quest’anno le controversie pervenute in primo grado sono già 6.386, con punte allarmanti a Catania, Messina e Palermo. In sostanza, il proficuo lavoro svolto, non disgiunto dal minor numero di nuovi procedimenti iscritti nel 2025, ha consentito alle Corti siciliane di primo grado di ridurre l’arretrato nella misura del 9,5% rispetto al 2024”.

Antonio Novara: “Obiettivi già raggiunti, possiamo confermarci pure nel 2026 grazie all’impegno della Corte”

“La Corte di secondo grado, dal canto suo – ha proseguito Antonio Novara in un secondo momento – nonostante l’aumento delle sopravvenienze, ha tenuti fermi gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni e, per quanto oggi interessa, anche nel 2025, nel quale l’arretrato ha segnato un abbattimento di quasi 2.000 procedimenti. In definitiva, nel corso del quinquennio che va dal 2021 al 2025 si è avuta una riduzione delle pendenze nel numero di oltre 23.000 procedimenti, che ha comportato una riduzione percentuale complessiva di oltre il 55% in soli cinque anni. Ritengo che gli obiettivi raggiunti possano essere ripetuti pure nel 2026 grazie all’impegno ininterrottamente dimostrato da tutti i componenti della Corte”.

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