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Incendi, arriva un gruppo di volontari dal Friuli: gemellaggio con la Sicilia per contrastare i roghi

Incendi, arriva un gruppo di volontari dal Friuli: gemellaggio con la Sicilia per contrastare i roghi
Il rogo a Santo Stefano Quisquina, foto dalla pagina Facebook del Comune (20 luglio 2026)

L’intervento rientra nell’ambito dei gemellaggi tra i sistemi di Protezione civile. Nella provincia messinese opereranno nove volontari e due funzionari. Lavoreranno per 15 giorni

La Sicilia è ripiombata nella morsa degli incendi. Il clima torrido di questo luglio favorisce il propagarsi delle fiamme in più zone dell’isola, ma ancora una volta le condizioni meteo fanno soltanto da sfondo a un fenomeno che resta innanzitutto di origine antropica. I roghi divampati anche in orari serali suggeriscono la tesi di sempre: dietro agli incendi c’è soprattutto la mano dell’uomo.

Quanto però tali atti dolosi rispondano a una qualche regia unica o quantomeno ad azioni concordate continua a restare un quesito senza risposta: a oggi, da nessuna delle procure presenti in Sicilia sono arrivati segnali in questa direzione. Le cause vengono ricondotte a un mix di inciviltà, malcostume e inadempienze nelle forme di prevenzione.

Quella del 2026, intanto, passerà alla storia come un’estate in cui in Sicilia i roghi hanno causato morti: il decesso di Alessandro Marchì, il vigile del fuoco ucciso da un malore mentre era intento a spegnere un incendio a San Cataldo, ha riportato la memoria al 2023 quando nell’isola si registrarono diversi morti.

E mentre il governo Schifani si trova al centro delle critiche delle opposizioni, in Sicilia si apprestano ad arrivare un gruppo di volontari dal Friuli Venezia Giulia. L’intervento rientra nell’ambito dei gemellaggi tra i sistemi di Protezione civile.

Due settimane

Saranno 15 i giorni in cui in provincia di Messina opereranno nove volontari provenienti dalla regione del Nord-Est. Il gruppo arriverà in Sicilia accompagnati da due funzionari della Protezione civile friulana, a bordo di mezzi utili per l’impegno nella campagna antincendio.

Saranno ospitati tra Sant’Agata di Militello e Acquedolci, dove usufruiranno di vitto e alloggio.

“È necessario implementare le capacità di risposta del sistema regionale di protezione civile, con particolare riguardo alle attività connesse alla prevenzione ed al contrasto degli incendi boschivi e d’interfaccia con azioni di vigilanza e controllo del territorio”, si legge nel provvedimento con cui il capo della Protezione civile Salvo Cocina individua le figure a cui spetterà pianificare l’ospitalità.

Il gruppo rimarrà nel Messinese dal 2 al 16 agosto. Ai nove volontari spetterà l’alloggio comprensivo di prima colazione e i servizi di pranzo e cena.

Il costo complessivo è stato stimato in 25mila euro. “Ritenuto di prevedere l’affidamento a due distinti operatori economici, rispettivamente per il servizio di alloggio con prima colazione e mezza pensione e per il servizio di cena”, viene specificato.

Anche nel 2025 i volontari friulani avevano dato supporto alle attività in Sicilia. In quel caso erano stati 12 i componenti del gruppo, a cui si erano aggiunti due funzionari. Tutti arrivati a bordo di quattro pick-up, un pulmino e un fuoristrada.

Il Friuli Venezia Giulia non è l’unica regione che collabora con la Sicilia. Già l’anno scorso, nell’isola, in particolare nel Trapanese, erano arrivati volontari dalle province di Brescia e Pavia.

Una presenza, quella della Regione Lombardia, che si replicherà anche quest’anno. “Sono 258 i volontari della Protezione civile specializzati in antincendio boschivo che nella stagione estiva dalla Lombardia sono a supporto delle Regioni Sicilia, Sardegna, Lazio e Puglia, che ne hanno fatto richiesta”, si legge in una nota divulgata dalla Regione guidata dal governatore Attilio Fontana.

Arresto a Modica

Il tribunale di Ragusa ha disposto il trasferimento in carcere di un 23enne che era stato accusato di avere tentato di appiccare il fuoco nella collina di Monserrato, dove per diversi giorni le fiamme hanno minacciato le abitazioni della zona. Il giovane è stato intercettato mentre armeggiava con una zappa, spostando cumuli di terra.
Nei suoi confronti c’è l’accusa di avere provato a spargere i tizzoni, mentre l’indagato, assistito dal proprio avvocato, ha dichiarato che voleva creare una barriera taglia fuoco.

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