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Incendi in Sicilia, il business è dopo le fiamme? Il nodo dei finanziamenti per rimboschire

Incendi in Sicilia, il business è dopo le fiamme? Il nodo dei finanziamenti per rimboschire
Incendi, vigili del fuoco. Immagine di repertorio, via Imagoeconomica

Il M5S interroga la Regione sui fondi per il patrimonio forestale e chiede un database pubblico sui progetti di rimboschimento e sulle aree incendiate

Chiarire, rendendo disponibili al pubblico, i dati sui progetti di riforestazione e rimboschimento autorizzati dopo casi di incendio sui terreni demaniali.

A chiederlo al governo Schifani è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Roberta Schillaci insieme agli altri colleghi del gruppo parlamentare, con un’interrogazione che riporta l’attenzione sul fenomeno dei roghi abusivi. Anche il 2026 è stato un anno funesto, con migliaia di ettari bruciati e morti, tra chi per professione o atto volontario ha tentato di contrastare il fuoco finendo per rimetterci la vita.

Dietro agli incendi ancora oggi c’è un grande punto interrogativo: si tratta soltanto dell’effetto di comportamenti di singoli mossi da piccoli illeciti obiettivi, favoriti dalle carenti opere di prevenzione, o c’è un qualche disegno più ampio, un business che giustifica l’azione di distruzione diffusa in tutte le province?

I divieti da rispettare

La legge che regola il settore, stabilendo quali vincoli vanno apposti nelle aree su cui si sono verificati gli incendi, risale al 2000.

I divieti si estendono per periodi diversi e riguardano la possibilità di esercitare attività di pascolo, cambiare la destinazione d’uso dei terreni, edificare, ma anche avviare opere di rimboschimento senza autorizzazione. In quest’ultimo caso, il legislatore ha cercato di contrastare eventuali speculazioni legate alle attività di ricostituzione degli ecosistemi danneggiati.

“(La legge) sottopone i soprassuoli boscati e i pascoli percorsi dal fuoco a specifici vincoli di destinazione e prevede, in via generale, il divieto per cinque anni delle attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale finanziate con risorse pubbliche, fatte salve le specifiche autorizzazioni regionali concesse per documentate situazioni di dissesto idrogeologico o per urgenti esigenze di tutela ambientale e paesaggistica”, si legge nell’interrogazione.

Casi che fanno eccezione

Il passaggio è importante in quanto esplicita come il rimboschimento è consentito in caso di interesse generale, dettato per esempio dalla necessità di ridurre il dissesto idrogeologico. Le attività, però, devono essere autorizzate.

“Gli interventi di manutenzione, ripristino, messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio forestale non possono essere realizzati in modo estemporaneo, ma devono essere inseriti – sottolinea l’esponente cinquestelle – in progetti esecutivi previamente predisposti, approvati e finanziati, nel rispetto delle procedure amministrative, contabili e di affidamento previste dalla normativa vigente, assunti nell’ottica anche di interventi di ripristino e di ripopolamento vegetale delle aree percorse dal fuoco”.

Per questo motivo, i pentastellati rivolgendosi a Schifani e all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino chiedono di esplicitare “quali misure finanziarie, di provenienza statale, regionale ed europea, e quali progetti siano stati adottati negli ultimi cinque anni per la manutenzione, la gestione, la valorizzazione, il ripopolamento e la tutela del demanio forestale regionale, specificando l’area territoriale interessata e se la stessa è stata interessata da incendi precedenti, al fine di verificare il rispetto della normativa vigente”.

La richiesta è quella di avere informazioni non soltanto in sede parlamentare, ma di dare a tutti i siciliani la possibilità di approfondire il tema. Per questo nell’interrogazioni si chiede a Schifani e Sammartino di dichiarare “se intendano pubblicare, in un’apposita sezione del portale istituzionale e di amministrazione trasparente, un database aggiornato e consultabile contenente i progetti approvati, le aree interessate, gli stati di avanzamento, le somme erogate e i risultati conseguiti nel settore forestale”.

La questione del catasto

Tra gli anelli deboli della macchina di contrasto alle speculazioni c’è, come più volte scritto da questa testata, la redazione dei catasti incendi da parte dei Comuni. Il documento è fondamentale in quanto indica di anno in anno su quali terreni attivare i vincoli. Se i catasti non sono aggiornati la legge del 2000 risulta inefficace.

Ogni anno in Sicilia vengono commissariati centinaia di Comuni per inadempienze con il catasto incendi.

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