Home » Sicilia » Regionali in Sicilia, Sammartino al QdS.it: “Schifani bis auspicabile, ma molto dipende da Forza Italia”

Regionali in Sicilia, Sammartino al QdS.it: “Schifani bis auspicabile, ma molto dipende da Forza Italia”

Regionali in Sicilia, Sammartino al QdS.it: “Schifani bis auspicabile, ma molto dipende da Forza Italia”
Luca Sammartino, Imagoeconomica

Dall’autonomia al sostegno all’agricoltura, il vice presidente della Regione Siciliana e assessore all’Agricoltura racconta al QdS.it le priorità della Lega Italia federale sull’Isola e le prospettive del centrodestra

Il federalismo, il ruolo della Sicilia nelle politiche nazionali e le prospettive del centrodestra in vista delle prossime elezioni regionali. Sono alcuni dei temi affrontati da Luca Sammartino – assessore regionale all’agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea – in un’intervista al QdS.it, nella quale rivendica il contributo della nuova Lega al governo dell’Isola e rilancia la centralità del Mezzogiorno.

Dalla mozione dedicata al Sud alle misure per sostenere l’agricoltura siciliana, l’onorevole illustra le priorità politiche e gli interventi su cui intende puntare. Al centro anche il rapporto con il governo Schifani e il confronto interno alla coalizione sul futuro della guida della Regione.

Che cosa significa essere federalisti?

Vuol dire una cosa molto chiara: i territori sono al centro dell’agire politico. Non si va a Roma con il cappello in mano ma si rende la propria regione più competitiva.

Abbiamo messo dentro non soltanto le peculiarità della nostra Isola, ma anche quelle di tutte le regioni meridionali. Con la parola federalismo vogliamo rappresentare quella libertà che deve connotare sempre di più chi, dal buon governo, vuole tirare fuori le proposte per i siciliani. Non si può essere federalisti a fasi alterne. E si è autonomisti se si fa in modo che i legislatori e i rappresentanti istituzionali locali si approccino a un governo centrale che ascolta le loro esigenze. È necessario restituire dignità ai nostri luoghi, avere più capacità organizzativa e difendere l’identità e la storia delle nostre regioni. Attualmente siamo in una situazione paradossale, nella quale un presidente del Consiglio deve chiedere lo scostamento di bilancio alla Comunità europea per aiutare i propri concittadini a causa del caro carburante.

In occasione dell’ufficializzazione dell’ingresso di Carlo Auteri nel partito, è stato sottolineato che la Lega Italia federale non si limita alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. In concreto, cosa significa porre i territori al centro dell’azione politica?

L’Italia federale è l’inizio di un racconto autonomista che avverrà in tutte le regioni italiane, grazie alla forza del nostro segretario nazionale che ha voluto sancire sempre di più la matrice identitaria del nostro partito. È un salto di qualità non indifferente che unisce, dalle regioni del Sud a quelle del Nord, la specificità dell’autonomia e del buon governo dei nostri amministratori locali.

In Sicilia rappresentiamo oltre cinquecento amministratori locali con vocazioni e peculiarità diverse, dalle Isole minori, dalle Pelagie alle Egadi, per arrivare alle isole Eolie fino all’entroterra ennese o nisseno. Rappresentiamo il cuore pulsante di alcune battaglie identitarie che vogliamo mettere in campo, sia con il gruppo parlamentare sia con il gruppo di Camera e Senato: costituiscono non soltanto la storia e l’identità di questa terra, ma anche un fatto concreto dopo quarant’anni di tromboni che hanno parlato di aiuto al Mezzogiorno. Se in questi anni registriamo un’attenzione verso il Mezzogiorno, cantieri aperti, finanziamenti, con dati numerici e oggettivi, significa che la classe dirigente siciliana ha alzato la testa e inizierà, grazie a questa piattaforma, a rivendicare i diritti dei nostri concittadini.

La mozione per il Mezzogiorno da lei presentata al congresso mette al centro il sostegno alle imprese, al lavoro e alla crescita produttiva, logistica ed energetica del Sud. Quali sono le principali proposte e gli interventi su cui intendete puntare?

La mozione riconosce il ruolo centrale del Sud nel progetto nazionale del partito. È parecchio eloquente che il congresso riparta dal Meridione in un’ottica chiaramente federale. ZES unica, infrastrutture, sostegno a imprese e lavoro sono le stelle polari del nostro agire quotidiano, inoltre dobbiamo lavorare affinché gli investimenti si traducano in crescita stabile. La mozione, ci tengo a ricordarlo, è il frutto di un lavoro corale portato avanti dalla classe dirigente del partito. Una comunità di donne e uomini che lavora incessantemente per i propri territori.

Qual è il vero problema dell’agricoltura siciliana che la politica non ha ancora risolto?

Non sono pochi i problemi che vive oggi. Io sono un ottimista e preferisco pensare alle soluzioni da introdurre per risolverli. Noi stiamo facendo la nostra parte. Un primo passo lo abbiamo fatto con le variazioni di bilancio stanziando risorse certe al settore cerealicolo e per il caro carburante. A tale proposito vorrei sottolineare che contro il caro gasolio siamo intervenuti tempestivamente stanziando con risorse regionali 33 milioni, il governo centrale ne ha messe 60 milioni per tutto il territorio nazionale. Ma siamo impegnati anche sul fronte della siccità con misure ad hoc, penso ai laghetti aziendali, in grado di lenire le difficoltà dei nostri agricoltori.

Come si posiziona attualmente il partito in Sicilia?

La Lega Italia federale è collocata all’interno del centrodestra che governa, bene, l’Isola. Siamo alleati leali che lavorano quotidianamente per cambiare lo stato di cose presenti attraverso una politica che ha nei territori il suo epicentro.

Qual è il bilancio del rapporto con il governo Schifani e quali sono le prospettive politiche in vista delle prossime elezioni regionali?

Stiamo dando un prezioso contributo all’agire del governo Schifani attraverso il lavoro instancabile dell’assessore Mimmo Turano all’istruzione e al mio all’agricoltura. Crediamo di avere svolto un ottimo lavoro. Abbiamo ancora tante cose da fare, un secondo mandato sarebbe auspicabile ma molto dipende dalla discussione interne a Forza Italia. Mi auguro che si possa superare questa fase con il dialogo tra alleati.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram