Sembra destinato ad allargarsi lo scandalo sugli arbitri con protagonista l’ex designatore (sospeso) Gianluca Rocchi, con l’inchiesta che giorno dopo giorno sta assumendo contorni molto più ampi e strutturali. Al centro del fascicolo del pm Maurizio Ascione, l’attenzione investigativa si sta infatti spostando – come scrive oggi Repubblica – oltre l’Inter.
La posizione dell’Inter
La novità più rilevante, secondo il quotidiano romano, emersa dagli atti finora in mano alla magistratura, non concerne più soltanto le presunte pressioni per ottenere arbitri “graditi” (o per evitare quelli “sgraditi“) nel finale della scorsa stagione, ma disegna uno scenario di intercettazioni delicate in cui l’ex designatore Gianluca Rocchi dialoga direttamente con dirigenti di diversi club di Serie A. Il dettaglio, riportato da Repubblica, scuote il sistema-calcio: l’attività di ascolto del pm Ascione è pronta ad allargarsi in modo capillare ad altre piazze del campionato. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano, che vede indagati lo stesso Rocchi, il suo vice Andrea Gervasoni e altri tre arbitri, ha ottenuto una proroga di sei mesi ed entra ora in una fase particolarmente sensibile. Finora i riflettori si erano concentrati su Giorgio Schenone, referente arbitrale inserito nell’organigramma dell’Inter, la cui audizione in Procura è ritenuta probabile nei prossimi giorni. I magistrati intendono verificare se fosse lui il misterioso “tramite” evocato da Rocchi in una conversazione con Gervasoni. Il passaggio riguarda l’arbitro Daniele Doveri, esplicitamente respinto dal club milanese con una frase agli atti: «Loro non lo vogliono più vedere».
Tirati in ballo altri club: spunta anche la Juve
La vera svolta, però, sta nell’imminente estensione delle convocazioni. Da quanto filtra dagli uffici giudiziari milanesi, il pm Ascione chiamerà a breve anche i dirigenti omologhi a Schenone attivi in altre società di Serie A. Nel campionato italiano hanno un club referee manager altri tre club oltre all’Inter: la Juventus, il Parma e la Lazio. L’obiettivo è definito: cercare riscontri oggettivi e conferme dirette alle intercettazioni che coinvolgono svariate società in contatti continui con il designatore arbitrale. Tali interlocuzioni dirette, va ricordato, sono tassativamente vietate dai regolamenti sportivi. La Procura vuole appurare se le comunicazioni siano state correttamente mediate dai delegati ufficiali preposti ai rapporti con i club (Pinzani nella scorsa stagione e Di Marco in quella in corso) oppure se si sia assistito a un aggiramento sistematico delle norme. Rocchi ha sempre negato di aver intrattenuto conversazioni telefoniche private con i vertici delle società.
Gervasoni nega tutto durante l’interrogatorio
Da parte sua, Andrea Gervasoni, in un interrogatorio fiume di quattro ore, ha respinto punto per punto le contestazioni e la ricostruzione dell’esposto dell’ex assistente Rocca, escludendo irregolarità sia sul caso Salernitana-Modena, sia su presunte pressioni per un rigore negato in Inter-Roma del 27 aprile 2025. La palla passa ai dirigenti delle altre società: le loro testimonianze potrebbero delineare con precisione la portata di questo terremoto sportivo e a chiarirne i reali confini.
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