C’è anche Domenico Reina, fratello del cardinale Baldassarre attuale vicario generale di Papa Leone a Roma, tra gli indagati nell’inchiesta del Cefpas, l’ente pubblico per la formazione del personale sanitario in capo alla Regione Siciliana. La “cricca” che avrebbe gestito assunzioni e consulenze all’interno dell’ente con un sistema di parentopoli e favoritismi, avrebbe avuto tra i suoi obiettivi anche l’accaparramento di consenso elettorale tra i cattolici.
Secondo quanto scritto nel decreto di perquisizione e sequestro da parte della Procura di Caltanissetta “l’utilizzo del Cefpas per il conseguimento di fini meramente personali veniva in rilievo anche nell’ambito della vicenda corruttiva avente a oggetto l’affidamento mediante trattiva diretta dell’appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale per il Cefpas, per il quale era stato previsto l’importo di 128 mila euro a Domenico Reina, soggetto senza pregresse esperienze nelle reti di documentazione multimediale e in generale del tutto inidoneo a ricoprire qualsiasi ruolo”.
I nomi degli indagati: c’è anche un deputato Ars
Tra i nomi spiccano quelli di Riccardo Gallo Afflitto, deputato dell’Assemblea regionale siciliana; Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas; Giuseppe Capodieci, dirigente generale dall’Asp di Agrigento; Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, funzionari in servizio al Cefpas; Salvatore Enrico Giambelluca, medico in quiescenza; Pietro Tirone, legale rappresentante della Sice srl e di Vincenzo Raitano, funzionario regionale in pensione.
Chiesto il carcere per il deputato Gallo
Per gli inquirenti “l’unico scopo perseguito dagli indagati era ringraziarsi il fratello di Reina, il cardinale Baldassarre detto Baldo, al fine di convogliare i voti dell’elettorato cattolico sulla figura di Margherita La Rocca Ruvolo alleata politica di Riccardo Gallo Afflitto”. Si tratta di una deputata regionale di Forza Italia, non indagata però nell’inchiesta.
Le misure cautelari richieste dei pm sono le seguenti: il carcere per Gallo Afflitto, Roberto Sanfilippo, Gioacchino Pontiillo; chiesti i domiciliari invece per Giuseppe Capodieci, Vincenzo Raitano, Pietro Tirone, Salvatore Giambelluca, Maria Luisa Zoda.
Il rapporto tra il deputato dell’Ars e il direttore pro tempore del Cefpas
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura della Repubblica il direttore pro tempore del Cefpas avrebbe posto in essere condotte corruttive per atti contrari ai doveri d’ufficio, asservendo le sue funzioni di capo dell’ente agli interessi del deputato regionale, tra cui: l’assegnazione dell’incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a un funzionario del Cefpas, uomo di fiducia del deputato, secondo criteri di assegnazione concordati con lo stesso; l’assegnazione alla moglie del deputato, su richiesta di quest’ultimo, di quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo determinato al Cefpas; la sottoscrizione di un accordo quadro tra Cefpas e Asp di Agrigento, su richiesta del deputato, per avviare procedure di distacco di personale tra i due enti, in modo che la moglie dell’esponente politico potesse lavorare ad Agrigento.
Corruzione e falso ideologico
La corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio è stata contestata anche al dirigente dell’Asp di Agrigento, che avrebbe sottoscritto l’accordo quadro con il Cefpas per favorire la moglie del deputato, al fine di mantenere il suo ruolo di direttore dell’Asp; al rappresentante legale di una società edile, il quale avrebbe promesso al deputato la messa a disposizione della sua azienda in cambio di favoritismi per l’esecuzione dell’appalto; al funzionario regionale in quiescenza, in quanto, quale componente della “Commissione di valutazione per l’assegnazione dell’incarico di esperto giuridico amministrativo del Cefpas”, avrebbe favorito il funzionario del Cefpas, uomo di fiducia del deputato, accettando la promessa di futuri incarichi. Infine, il reato di falso ideologico è stato contestato a un funzionario del Cefpas e a un medico in quiescenza i quali, membri della “Commissione di Valutazione” per la realizzazione della biblioteca virtuale, avrebbero falsamente attestato che l’elaborato contenente il progetto fosse stato effettivamente proposto all’operatore economico che si è aggiudicato la gara.
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