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L’incubo hantavirus in crociera, cosa c’è da sapere sulla pericolosa infezione

L’incubo hantavirus in crociera, cosa c’è da sapere sulla pericolosa infezione
Foto Adnkronos

Tre, finora, i decessi accertati e altri tre casi diagnosticati a un passeggero e a due componenti dell’equipaggio. Gli infettivologi: “Attenzione alta ma no ad allarmismi”

Il pericoloso hantavirus ha trasformato una crociera in incubo per i passeggeri e l’equipaggio della MV Hondius, piccola nave battente bandiera olandese dove si teme ci sia un focolaio della rara infezione di origine animale che può essere trasmessa anche all’uomo e che può essere letale.

Tre, finora, i decessi accertati ma è altrettanto certo che ci siano altri tre casi diagnosticati a un passeggero e a due componenti dell’equipaggio.

La compagnia Oceanwide Expeditions attraverso un comunicato ha affermato di gestire una “grave situazione medica”, senza, però, fornire ulteriori dettagli sullo stato di salute degli altri crocieristi.

La situazione

Ci sarebbe un virus di originale animale a bordo della nave da crociera partita da Ushuaia, nel profondo Sud dell’Argentina (è la città più australe del mondo), lo scorso 20 marzo con destinazione Capo Verde, il cui arrivo era previsto ieri, 4 maggio. L’ultimo bollettino riporta tre decessi: una coppia di coniugi olandesi e un cittadino tedesco.

Sono tre invece quelli risultati positivi al virus, rispettivamente un cittadino britannico – ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Johannesburg, in Sudafrica – e due componenti dell’equipaggio, rimasti a bordo della nave. A bordo circa 200 persone, in lista 149 passeggeri provenienti da oltre 20 Paesi, a cui si aggiungono gli oltre 50 componenti dell’equipaggio.

Il decesso dei coniugi olandesi

C’è una coppia di anziani tra le vittime del virus. A confermarlo è il ministero degli esteri olandese, il Paese di cui i coniugi erano originari. L’uomo, un 70enne, avrebbe accusato febbre, mal di testa, dolori addominali e diarrea. Il suo decesso è avvenuto mentre la nave si trovava al largo dell’isola di Sant’Elena, dove il corpo è stato successivamente portato in attesa del rimpatrio. Sua moglie, di 69 anni, è stata trasferita in Sudafrica, dove sarebbe collassata all’aeroporto di Johannesburg per poi morire in un ospedale vicino.

Gli infettivologi: “Attenzione alta ma niente allarmismi”

L’Hantavirus, dunque, creando il panico tra i passeggeri della nave Hondius, attualmente al largo delle coste africane e diretta verso l’arcipelago della Canarie, nell’Atlantico, dopo lo scalo negato a Capo Verde. L’invito della presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Cristina Mussini, è quello di tenere alta la guardia, senza “allarmismi ingiustificati”.

Ma di cosa si tratta esattamente? Si tratta di un virus trasmesso all’uomo da vettori animali, tra cui i roditori. L’infezione avviene per diretto contatto con feci, saliva, urine di topi infetti o per inalazione dei virus attraverso i loro escrementi.

Tuttavia è raro che la trasmissione – secondo la presidente – avvenga da uomo a uomo. I sintomi possono essere respiratori, come polmonite interstiziale, ma anche grave insufficienza renale. L’esperta poi tranquillizza, sottolineando che si tratta di un’infezione conosciuta in letteratura, presente da anni soprattutto nei territori balcanici.

Cosa c’è da sapere: il periodo di incubazione

L’ultimo nodo da sciogliere è quello dell’incubazione, ossia il periodo compreso tra il contagio e la comparsa dei primi sintomi. Bisognerà attendere infatti l’esito dell’indagine epidemiologica per comprendere cosa sia davvero accaduto a bordo della nave. Su questo Cristina Mussini ha precisato che l’Hantavirus ha un periodo di incubazione che varia da 2 a 20 giorni. L’ipotesi è che uno o più passeggeri fossero già positivi al virus durante l’imbarco.

Su questo punto torna l’epidemiologo Michael Baker, interpellato dalla Bbc. Anche secondo l’esperto neozelandese i viaggiatori sarebbero stati infettati prima di salire a bordo della nave da crociera, proprio a causa del lungo periodo di incubazione del virus.

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