Infortuni, vademecum dell’Inail sull’assicurazione obbligatoria contro gli incidenti domestici - QdS

Infortuni, vademecum dell’Inail sull’assicurazione obbligatoria contro gli incidenti domestici

redazione

Infortuni, vademecum dell’Inail sull’assicurazione obbligatoria contro gli incidenti domestici

sabato 18 Gennaio 2020 - 00:00

La domanda va presentata esclusivamente con modalità telematiche entro il 31 gennaio: riguarda le persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni

ROMA – È stato pubblicato sul portale Inail un vademecum per immagini della durata di quattro minuti che illustra, in modo dettagliato, agli utenti tutto ciò che è necessario sapere sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici.

La pubblicazione del filmato si aggiunge all’opuscolo informativo, già reso disponibile, aggiornato con le recenti innovazioni normative apportate alla polizza dalla legge di bilancio 2019.

In apertura del filmato l’individuazione dei rischi riguardanti il lavoro domestico. Il video si apre con una panoramica sui pericoli in cui possono incorrere le persone che svolgono la propria attività all’interno dell’abitazione. Gli infortuni in casa possono essere determinati da una vasta tipologia di cause legate all’utilizzo del fuoco, dell’elettricità, del gas, delle sostanze chimiche e alle cadute. L’ambito domestico coincide con l’abitazione e le relative pertinenze (soffitte, cantine, giardini, balconi) dove risiede il nucleo familiare dell’assicurato. Se l’immobile fa parte di un condominio, si considerano anche le parti comuni (androne, scale, terrazzi).

Dopo aver individuato i rischi connessi al lavoro domestico il video si sofferma sulle prestazioni fornite dall’Inail in caso di infortunio e sulle novità apportate dalla legge di bilancio 2019 tra cui: l’ampliamento della platea assicurativa dai 18 ai 67 anni, l’estensione della tutela anche agli infortuni più lievi con abbassamento del grado di inabilità per la costituzione della rendita dal 27 al 16%. Se l’inabilità è compresa, fra il 6 e il 15%, è prevista l’erogazione di una prestazione, una tantum, di importo pari a 300 euro. In presenza di determinate gravi menomazioni si ha anche diritto all’assegno per assistenza personale continuativa.

Il vademecum per immagini spiega le modalità d’iscrizione e di pagamento. Da quest’anno la quota assicurativa ammonta a 24 euro annui, da versare entro il 31 gennaio. Si può pagare, tramite Pago PA, online sul sito dell’Inail, di Poste italiane spa, delle banche e di altri prestatori di servizi (la lista è pubblicata su www.pagopa.gov.it), oppure in tutti gli uffici di Poste Italiane, in banca, al bancomat, presso le ricevitorie, i tabaccai e i supermercati abilitati al servizio, utilizzando contanti o carte oppure con addebito in conto corrente.

Dal 1° gennaio sono obbligatorie, esclusivamente in via telematica, per gli utenti in possesso delle credenziali dispositive, la richiesta di prima iscrizione all’assicurazione, di iscrizione/rinnovo annuale per i soggetti esonerati dal pagamento del premio e l’istanza di cancellazione. I nuovi iscritti possono pagare la quota assicurativa in qualsiasi momento dell’anno. L’assicurazione è gratuita per le fasce di popolazione con un reddito complessivo lordo non superiore a euro 4.648,11 annui e appartenente a un nucleo familiare il cui reddito lordo non superi 9.296.22.

Disciplinata dalla legge 3 dicembre 1999, numero 493: “Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici”, l’assicurazione obbligatoria Inail contro gli infortuni domestici mira a valorizzare dal punto di vista etico e sociale il ruolo delle persone che svolgono, senza vincolo di subordinazione e in modo gratuito, la propria attività all’interno della casa in cui abitano. Con la legge 493/1999, per la prima volta in Europa, è stato introdotto il tema della tutela della salute contro i rischi da infortuni per invalidità permanente derivanti dal lavoro svolto in ambito domestico.

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Un commento

  1. bini maurizio ha detto:

    Trovo inappropriato e fuori luogo restringere l’età fino a 67 anni. E’ proprio a partire da quel momento nel quale si va in pensione e quindi siamo a casa, aiutando moglie, figli, nipoti e quindi più esposti a rischi di infortuni.
    Come il governo non guarda ai pensionati così puro lo fa l’inail.
    GRAZIE.

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