Inquinamento nel polo industriale di Siracusa. L’ira di 170 mila cittadini arriva al Ministero - QdS

Inquinamento nel polo industriale di Siracusa. L’ira di 170 mila cittadini arriva al Ministero

Rosario Battiato

Inquinamento nel polo industriale di Siracusa. L’ira di 170 mila cittadini arriva al Ministero

giovedì 16 Maggio 2019 - 00:05
Inquinamento nel polo industriale di Siracusa. L’ira di 170 mila cittadini arriva al Ministero

Cosa si respira nel quadrilatero aretuseo? Fiume di adesioni alla petizione lanciata su change.org. Il ministro Costa: “Alta attenzione”. Il promotore Patti: “Centraline vecchie e bonifiche ferme”

PALERMO – Oltre 170 mila firmatari online per la petizione lanciata su change.org da Giuseppe Patti, responsabile nazionale per la Legalità dei Verdi italiani ed ex presidente del WWF di Siracusa, che si intitola emblematicamente “Fermiamo l’inquinamento a Siracusa!”. Un raccolta che si domanda in apertura “cosa respiriamo nel quadrilatero industriale di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa?” e che pone interrogativi sulla salubrità dei luoghi che insistono nell’area di uno dei più grandi poli petrolchimici d’Europa, in un pezzo di Sicilia che per decreto è stato dichiarato Sito di interesse nazionale (sin) con priorità di bonifica, sebbene il risanamento dei luoghi, come evidenziato nell’inchiesta pubblicata ieri su dati dell’Ispra, sia ancora in una fase iniziale. Nei giorni scorsi, sempre online, è arrivata anche la risposta del ministro Costa.

L’appello ripercorre la storia recente del polo mettendo in evidenza la correlazione tra qualità dell’aria e mortalità. In particolare, si evidenzia che il “monitoraggio della qualità dell’aria è affidato a tre centraline dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale e a otto centraline della ex Provincia regionale, purtroppo spesso spente o mal funzionanti”. Queste ultime, si legge nel preambolo della raccolta firme, sono in grado di “registrare solo alcuni inquinanti, ma non tutti, a causa del mancato aggiornamento del Catasto nazionale degli inquinanti da parte del Governo nazionale”. D’altra parte “non è invece possibile conoscere come mai in queste zone ci sono tutti questi casi di tumore: è impossibile ricevere informazioni su quanti cittadini usufruisco del codice di esenzione 048 per patologie tumorali, l’Azienda sanitaria provinciale non è infatti in grado di fornirle”.

Di fronte a un tema così delicato, che ha visto il coinvolgimento di 170 mila persone che hanno deciso di supportare la causa online, con un flusso che continua a crescere, c’è stata la risposta del ministro Costa che ha messo in evidenza “l’alta attenzione sul quadrilatero industriale” con “effetti di un inquinamento ambientale che ha origini antiche e conseguenze ancora vivissime sulla popolazione”. Poi ha aggiunto: “la Direzione competente del ministero dell’Ambiente sta seguendo con attenzione l’iter complesso della messa in sicurezza e bonifica delle varie aree del Sin di Priolo, dove è stata riscontrata contaminazione nei terreni, nei sedimenti marini, nelle acque superficiali, sotterranee e profonde”.

Il futuro passa da un riscatto generale dell’area: “Il nostro obiettivo è difendere l’ambiente, creare posti di lavoro, tutelare la salute umana” e “occorre, dunque, un impegno concreto, da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni locali, per raggiungere un risultato che sta a cuore tutti: il riscatto e la rinascita ‘verde’ della zona industriale di Siracusa”.

Non si è fatta attendere la controreplica di Giuseppe Patti: “Signor ministro – ha scritto – in quasi un anno di governo purtroppo non si sono registrati segni di discontinuità con il passato”. Di certo, ha aggiunto, “non avete la bacchetta magica ma delle azioni a breve scadenza potevate attuarle per dare un segnale che tutto non è fermo” invece “le centraline sono sempre le stesse, le bonifiche ferme al palo, nessuna speranza per il potenziamento dei reparti oncologici negli ospedali di Augusta, Lentini e Siracusa, nessuna indagine epidemiologica avviata”.

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