Integrazione o conciliazione - QdS

Integrazione o conciliazione

Fleres Salvo

Integrazione o conciliazione

mercoledì 20 Maggio 2020 - 00:00

La giustizia e la libertà non possono fare a meno di due concetti: conciliazione e reciprocità

L’inadeguatezza delle politiche di razionale e rispettosa globalizzazione, l’ipocrisia delle presunte motivazioni religiose come cause scatenanti i conflitti tra Stati, una classe politica impreparata, la preponderanza della finanza sull’economia reale e popoli stanchi hanno creato una sorta di confusa “terra di nessuno”, fondata sulla guerriglia, sullo spregiudicato commercio delle armi, sulla migrazione incontrollata, sull’informazione depistante, ecc.

Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, e di noi italiani in primo luogo, per via delle condizioni geopolitiche nelle quali ci troviamo, del crollo delle nostre aziende di produzione, della presenza del Vaticano, con le sue alterne dinamiche, degli incontrollati flussi migratori, buoni per solidarizzare ma anche per speculare.

A fronte dell’incompleto scenario appena descritto, una stampa disorientata e boccheggiante, saccente e ricattata, sommaria e pigra vorrebbe avere la pretesa di formare o, per meglio dire, di riformare il suo popolo di lettori: meno del 7% del popolo complessivo. Quest’ultimo, da sempre più incline a lamentarsi perché la Nazionale di calcio ha preso un gol di troppo, piuttosto che per un sistema normativo scadente, al quale ha comunque contribuito, vuole esercitare la propria libertà a scapito di quella altrui e vuole amministrare la giustizia distinguendola tra quella verso se stessi, clemente e vantaggiosa, e quella verso gli altri, severa e intollerante. Così continuiamo a blaterare di integrazione e di inclusione, ma trascuriamo il fatto che, da che mondo è mondo, da che religione è religione, da che economia è economia, da che democrazia è democrazia, la giustizia e la libertà non possono fare a meno di due concetti che purtroppo non sento citare quasi mai: il concetto di conciliazione e il concetto di reciprocità, esattamente inversi a quello di imposizione. Ma integrare è più facile, includere non necessita di concessioni. Per imporre, poi, basta la forza che richiede meno impegno intellettuale, non ci spinge a capire le ragioni degli altri, non ci assegna il dovere morale di trovare soluzioni condivise e possibili.

Chissà cosa penserebbe John Rawls, secondo cui “bisogna garantire il massimo schema di libertà individuali per ciascuno, compatibilmente con lo stesso schema di libertà individuali per gli altri.”

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