Taormina, intesa tra Comune e Iacp per nuovi alloggi popolari - QdS

Taormina, intesa tra Comune e Iacp per nuovi alloggi popolari

Massimo Mobilia

Taormina, intesa tra Comune e Iacp per nuovi alloggi popolari

mercoledì 19 Febbraio 2020 - 00:01
Taormina, intesa tra Comune e Iacp per nuovi alloggi popolari

Protocollo per “interventi infrastrutturali e sperimentazione di modelli innovativi sociali e abitativi”. Progetto d’inclusione che punta ad arginare la disgregazione demografica del centro storico

TAORMINA (ME) – Dopo decenni di silenzio si torna a parlare di edilizia popolare nella capitale del turismo siciliano. E lo si fa partendo da un Protocollo d’intenti che la Giunta del sindaco Mario Bolognari ha sottoscritto nei giorni scorsi con lo Iacp di Messina, avente per oggetto proprio “interventi infrastrutturali e sperimentazione di modelli innovativi sociali e abitativi”.

L’iniziativa, formulata nella delibera n. 42 del 7 febbraio, si inserisce nei progetti finanziati dall’Unione europea attraverso il Po Fesr 2014-2020, destinati al disagio abitativo, rivolto alle famiglie per le quali viene riconosciuta la soglia di povertà, che la Regione siciliana ha avviato tramite linee di intervento per potenziare il patrimonio pubblico esistente, recuperando alloggi già di proprietà dei Comuni o degli Istituti autonomi case popolari (Iacp). Ci sono a disposizione, per tutta l’Isola, 1 milione e 200 mila euro di risorse e Taormina risulta avere i requisiti per aderire al progetto.

La Perla dello Ionio, infatti, quale città ad alto tasso turistico, vede i suoi cittadini impiegati per la maggior parte nel terzo settore e tra essi, a causa delle trasformazioni demografiche, culturali ed economiche dell’ultimo decennio, sono emerse nuove condizioni di disagio abitativo, con nuclei familiari che non per forza hanno un reddito basso, ma comunque insufficiente da consentire loro di abitare nel centro storico. Il mercato immobiliare taorminese ha subito, in effetti, un’impennata storica e, se da un lato è diventato quasi impossibile comprare un appartamento, sia per i prezzi alle stelle, sia per redditi legati a contratti a tempo determinato (causa della stagionalità turistica), dall’altro lato il proliferarsi incontrollato di B&B e case vacanze ha quasi azzerato la presenza di case in affitto per lungo periodo.

Sul territorio di Taormina, tra il centro storico e la frazione di Trappitello, il Comune è già in possesso di otto alloggi popolari, che hanno un valore complessivo non superiore a 188 mila euro. A questi appartamenti già esistenti e assegnati, dovrebbero aggiungersi adesso altri sette piccoli alloggi che, a seguito dell’incontro tra l’Iacp di Messina e l’Amministrazione comunale, dovrebbero essere realizzati a Casa Grandmont, un edificio che il Comune ha ereditato in passato dall’omonimo pittore belga. La storica casa di via Fazzello si trova, infatti, da diversi anni nel degrado più totale, dopo aver ospitato fino agli anni Novanta l’asilo comunale. Per questo motivo la Giunta ha deciso di destinarla al recupero legato all’edilizia popolare, nonostante la posizione in pieno centro storico e l’indubbio valore storico. È passato il concetto secondo cui era meglio approfittare di questa iniziativa che lasciare nell’abbandono un edificio che è diventato rifugio di topi e immondizia. Sicuramente bisognerà seguire la fase progettuale, in maniera tale da puntare al recupero edilizio per realizzare i nuovi alloggi, senza stravolgerne l’architettura.

Nelle intenzioni dell’Amministrazione c’è la volontà che le future case possano essere rifugio di giovani coppie che, per le ragioni economiche e sociali espresse in precedenza, possano trovare aiuto grazie ai nuovi alloggi del Comune senza abbandonare il centro storico in cui sono cresciuti. Un sentimento condiviso di salvaguardia dell’identità cittadina ha dunque mosso le scelte della Giunta. Un progetto di inclusione sociale che punta a frenare la disgregazione demografica del centro storico. Comune e Iacp lavoreranno adesso, in collaborazione, per presentare la documentazione necessaria al dipartimento regionale delle Infrastrutture, con la volontà anche di istituire una “Cabina della comunità”, che funga da soggetto interattivo tra pubblico e privato sia nella fase propedeutica agli interventi, quindi progettuale e poi selettiva per le future assegnazioni.

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