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Investimenti Italia in agroalimentare +46% in 3 anni, a 16,8 mld

Investimenti Italia in agroalimentare +46% in 3 anni, a 16,8 mld

Dati dell’osservatorio Thea Group sulle Politiche agroalimentari

Roma, 5 giu. (askanews) – Nel triennio 2023-2025 gli investimenti dell’Italia nel settore agroalimentare sono aumentati del 46% rispetto al triennio precedente salendo a 16,8 miliardi, che si aggiungono alla quota strutturale di 38,5 miliardi di euro. Sommando i benefici economici generati, grazie a questi investimenti è stato abilitato un impatto diretto sul settore agroalimentare di circa 87 miliardi di valore aggiunto e un beneficio complessivo sul sistema-Paese stimabile in circa 246 miliardi di euro nel medio-lungo periodo. Di questi, 67,8 miliardi di euro sono già osservabili nell’arco dei prossimi tre anni. Accanto a questi effetti immediati, 178 miliardi si manifesteranno nel medio-lungo periodo attraverso competitività, occupazione qualificata e capacità di presidiare i mercati internazionali.

Il dato è emerso in occasione della decima edizione del Forum Food&Beverage, dove TEHA Group ha illustrato il primo Osservatorio sulle Politiche Agroalimentari, nato per analizzare le ricadute economiche e strutturali delle iniziative politiche a supporto del settore agroalimentare italiano. L’Osservatorio evidenzia un cambio di passo rispetto al passato: dal 2010 al 2022 il sostegno pubblico all’agricoltura è rimasto sostanzialmente invariato, con una media annua che non ha superato i 12,4 miliardi di euro.

Il settore agroalimentare ha fatturato nel 2024 269,9 miliardi di euro complessivi, di cui 193 miliardi generati dall’industria Food&Beverage e 76 miliardi dal comparto agricolo, con una crescita del +42% rispetto al 2015. Come emerge dalla ricerca “La Roadmap del futuro per il Food&Beverage: quali evoluzioni e quali sfide per i prossimi anni”, che dà il nome al Forum annuale TEHA di Bormio, il valore aggiunto, quale contributo diretto al PIL, è pari a 81,6 miliardi di euro, posizionando il settore al primo posto tra i comparti manifatturieri italiani, con un valore superiore del +50% rispetto alla metallurgia, quasi 3 volte il fashion Made in Italy e circa 5 volte l’industria chimica.

Sul fronte internazionale il 2025 ha segnato un record storico con 72,5 miliardi di Euro di esportazioni agroalimentari (food&beverage, agricoltura e tabacco), quasi raddoppiati rispetto al 2015 (+96,4%) e aumentati del +5% rispetto al 2024, nonostante l’introduzione di dazi negli Stati Uniti. L’Italia è oggi primo Paese in UE-27 per valore aggiunto del comparto agricolo, pari a 44,2 miliardi di Euro e in crescita dell’11% rispetto al 2023. L’incidenza dell’agroalimentare sul PIL nazionale ha raggiunto il record ventennale del 4,2%.

“In questo contesto, la Lombardia e in particolare la Valtellina – ha concluso Valerio De Molli, Managing Partner e Chief Executive Officer di The European House – Ambrosetti e TEHA Group – rappresentano un’eccellenza dell’intero sistema-Paese: la prima Regione in Italia per fatturato agroalimentare, con 50 miliardi di Euro e una crescita del 40,4% rispetto al 2015, e la 1ª anche per valore aggiunto nel settore, con un contributo di 11,2 miliardi e una crescita del +31,6% rispetto al 2015. La Lombardia è inoltre la prima Regione in Italia per esportazione agroalimentare, raddoppiato in 10 anni a 11,7 miliardi”.