Roma, 17 apr. (askanews) – “Ogni giorno lo scenario cambia. Vuol dire che l’incertezza, che è il tratto dominante delle discussioni di questi giorni, volge oggi al bello. Questo non significa che la situazione sia risolta”. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato così gli ultimi sviluppi del conflitto in Medio Oriente e nel Golfo Persico a margine delle assemblee primaverili di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale a Washington.
Nella capitale americana il Ministro ha anche visto il segretario al Tesoro Scott Bessent, con il quale ha avuto un “incontro come sempre amichevole. Sono emersi dei punti comuni di visione anche strategica, primo fra tutti la necessità di renderci autonomi sotto il profilo delle materie prime critiche”. Giorgetti ha riconosciuto comunque che “attualmente ci sono interessi talvolta diversi che soltanto il dialogo continuo può portare a dei buoni compromessi per entrambi”.
A margine delle assemblee il Ministro ha commentato anche le recenti valutazioni del Fondo Monetario Internazionale sull’Italia che “sono valutazioni molto migliori rispetto a tre anni fa quando sono arrivato la prima volta. E quindi questo è un buon segno”.
“Dopodiché il percorso che abbiamo intrapreso continua” ha aggiunto “certo è che situazioni che non dipendono da noi, di carattere eccezionale, rischiano di creare problemi e contraccolpi non soltanto all’Italia o all’Europa ma all’economia globale”.
Il Ministro ha commentato anche la critica del Fondo Monetario Internazione all’intervento sulle accise per ridurre il costo dei carburanti: “Diciamo che nella prospettiva di carattere tecnico può avere un senso. Chiaramente chi fa politica è chiamato a fare anche altri tipi di valutazione”.
Valutazioni che arrivano chiare invece sull’ipotesi di proroga dello sconto fiscale previsto dal decreto crescita per i lavoratori che rientrano dall’estero, compresi i calciatori: “Diciamo che in questo momento abbiamo altre priorità e altre emergenze per le famiglie e per le imprese. Se ne potrà parlare, ma onestamente non mi sembra in cima in questo momento alle necessità del Paese”.
In generale, ha sottolineato Giorgetti “credo che i poveri ministri delle finanze non siano molto invidiati in questo momento. Gli incontri di questi giorni, anche a livello europeo, hanno confermato lo stato di disagio e la richiesta anche alla Commissione europea di assumere decisioni urgenti, rapide ed efficaci per contrastare quella che speriamo sia una situazione temporanea”.

