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Irfis e i fondi per le imprese siciliane: le misure presentate nella sede di Confindustria Catania

Irfis e i fondi per le imprese siciliane: le misure presentate nella sede di Confindustria Catania

L’incontro con imprenditori e rappresentanti istituzionali nella sede di Confindustria nel capoluogo etneo

Oltre mezzo miliardo di euro a disposizione delle imprese siciliane, tra contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e prestiti a tasso zero: è il pacchetto di misure presentato oggi da Irfis FinSicilia nella sede di Confindustria Catania, in un incontro che ha riunito imprenditori e rappresentanti istituzionali per fare il punto sugli strumenti finanziari a supporto del tessuto produttivo dell’isola. Dal sostegno all’occupazione agli incentivi per il turismo, dai ristori per le imprese colpite dal ciclone Harry alle misure dedicate a giovani, donne e start up, il quadro presentato disegna un sistema di agevolazioni articolato e già in larga parte operativo.

Ad aprire i lavori sono state Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania, e Iolanda Riolo, presidente di Irfis FinSicilia. Il quadro generale delle attività dell’istituto è stato delineato dal direttore Giulio Guagliano, mentre la presentazione nel dettaglio delle misure è stata affidata a Francesco Badalamenti, responsabile dell’Area Coordinamento Territoriale e Finanziamenti, e a Giuseppe Cinquegrani, responsabile dell’Area Agevolazioni.

Irfis vicina alle imprese siciliane con contributi e finanziamenti

“La presenza dell’Irfis oggi, insieme alla presidente Iolanda Riolo, segna un cambio di passo importante: finalmente un approccio più diretto, concreto e vicino ai bisogni reali delle imprese – ha dichiarato la presidente Busi -. In un momento segnato da tensioni internazionali, instabilità dei mercati e costi delle materie prime spesso ingiustificati, le imprese hanno bisogno di strumenti rapidi e certi. Per questo il ruolo dell’Irfis come cinghia di trasmissione finanziaria tra Regione e sistema produttivo è decisivo. Snellire le procedure e garantire tempi chiari non è più una richiesta: è la condizione per mantenere competitività e permettere alle aziende di investire, innovare e crescere. Il dialogo di oggi va nella direzione giusta, ed è esattamente ciò che serve alla Sicilia che vuole fare impresa”.

“Siamo qui perché vogliamo essere uno strumento sempre più vicino all’impresa, non una struttura distante – ha sottolineato Iolanda Riolo -. In questi anni abbiamo lavorato con una velocità e un’intensità che i numeri oggi certificano: 25 milioni di fatturato nel 2025, un portafoglio di misure che ha già raggiunto 27mila imprese siciliane dal 2020. Catania è oggi il primo appuntamento di questo nuovo modo di fare banca per il territorio grazie al suo tessuto dinamico che coniuga manifattura, innovazione, alta tecnologia, agroindustria, turismo e servizi avanzati. Un ecosistema imprenditoriale che negli anni ha dimostrato capacità di visione e forte apertura ai mercati nazionali e internazionali”.

“La politica regionale ha scelto di agire attraverso di noi come soggetto strategico, e noi sentiamo il peso e l’onore di quella scelta: il nostro obiettivo è mettere a terra le risorse nel minor tempo possibile, con procedure più snelle e tempi certi. Le misure più efficaci, quelle che hanno già dimostrato di funzionare, devono diventare strutturali. È questa la direzione, ed è su questa strada che continueremo a lavorare”.

Le principali misure in campo per il 2026

Sul fronte occupazionale, la Legge di stabilità regionale 2026 stanzia 150 milioni annui per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato da parte di Pmi e liberi professionisti, con un contributo pari al 10% del costo del lavoro elevabile al 15% in presenza di criteri premiali, e ulteriori 50 milioni per le imprese che investono contestualmente in attivi materiali e immateriali. La misura “South working” destina invece 18 milioni annui ad attrarre imprese europee ed extra-europee disposte ad assumere lavoratori siciliani in modalità agile, con un contributo forfettario di 30.000 euro per addetto.

Le misure strutturali e quelle per i giovani e le emergenze

Tra le misure strutturali, “Ripresa Sicilia” si conferma lo strumento di punta per la competitività delle Pmi, con 180 milioni complessivi e 90 milioni già erogati su oltre 130 progetti finanziati. Il comparto turistico alberghiero ed extralberghiero può contare su 135 milioni a valere sui fondi Fsc 2021-2027, con un’istruttoria in corso su oltre 2.700 istanze per circa un miliardo di investimenti proposti. Irfis sta già lavorando su nuovi interventi a valere sul Fesr 2021-2027, tra cui una seconda edizione di “Ripresa Sicilia” e misure territoriali dedicate alle aree interne e ai sistemi intercomunali.

Alle imprese colpite dal ciclone Harry del gennaio 2026 sono dedicati due interventi specifici, per un totale di oltre 31 milioni tra ristori immediati e finanziamenti agevolati. Completano il quadro le misure a vocazione sociale – dal contrasto alla povertà energetica ai prestiti d’onore per gli studenti universitari fino al credito al consumo – e i plafond del Fondo Sicilia riservati a imprese giovanili, start up e imprenditoria femminile.

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