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Istat, nel 2024 lieve calo (-0,9%) sul numero di protesti: 222.999

Istat, nel 2024 lieve calo (-0,9%) sul numero di protesti: 222.999

Ma l’ammontare complessivo cresce del 10,5% oltre i 264 milioni

Roma, 27 lug. (askanews) – Protesti in Italia in lieve calo nel 2024, ma con un incremento significativo del loro valore monetario complessivo. Secondo i dati diffusi dall’Istat, i protesti iscritti nel Registro informatico sono stati 222.999, registrando una flessione dello 0,9% rispetto all’anno precedente. Al contrario, il valore economico complessivo ha registrato una crescita del 10,5% rispetto al 2023, superando i 264 milioni di euro, trainato principalmente dalle cambiali che rappresentano il 68,5% dell’ammontare totale.

L’indagine evidenzia come le cambiali costituiscano la quota maggioritaria del fenomeno, rappresentando l’88,7% del totale dei protesti con 197.713 titoli, sebbene siano in calo dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Al contrario, gli assegni protestati sono aumentati del 4,2%, raggiungendo quota 25.286. A livello territoriale, il Sud e le Isole registrano la maggiore incidenza sia per quanto riguarda le persone fisiche sia per le imprese protestate, con Calabria e Campania in cima alla classifica regionale per tasso di persone iscritte a registro.

Nel 2024, l’importo medio per singolo titolo di credito protestato è salito a 1.186 euro, riporta l’Istat, in netto aumento rispetto ai 1.064 euro del 2023. Per le imprese l’importo medio per soggetto si attesta a 3.586 euro, mentre per le persone fisiche il valore medio è di 1.261 euro, con una maggiore incidenza tra gli uomini e nella fascia d’età compresa tra i 36 e i 55 anni.