Milano, 15 apr. (askanews) – “Giorgia Meloni è una banderuola, va di qua o di là a seconda del vento. Stava con Putin e ora con Zelensky, prima con Biden, poi con Trump, ora contro Trump. Preferisco chi perde una battaglia per le sue idee piuttosto che una banderuola che va di qua o di là”. È il giudizio di Matteo Renzi, ospite di Omnibus su La7.
La conseguenza di questo giudizio, è che per Renzi la difesa del papa fatta dalla Meloni, “con 12 ore di ritardo”, è dettata dalla necessità di recuperare consensi: “Non c’entra il papa, lei è sotto botta per il referendum. Quando perdi il referendum ti cambia tutto. Ma se Meloni ha l’esigenza di apparire europeista diventa europeista, poi in Polonia è schierata con l’estrema destra polacca, e ha vinto la destra; in Spagna con Abascal e ha vinto la sinistra; lo stesso in Gran Bretagna, e in Ungheria era con Orban. Sta contendendo lo sfigometro a Salvini… È abile a comunicare, sì, ma è una banderuola. Si iscriverebbe alle primarie del Pd se le facesse comodo. Sul papa è arrivata con 12 ore di ritardo. E poi Trump le contesta mica il Papa, le contesta il coraggio. Quando è stato ucciso un cittadino americano a Minneapolis, Meloni non ha aperto bocca”.

