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Iveco, successo per Opa Tata: adesioni 87,8%, nasce gruppo da 21 mld ricavi

Iveco, successo per Opa Tata: adesioni 87,8%, nasce gruppo da 21 mld ricavi

Exor completa disinvestimento

Roma, 26 ott. (askanews) – L’Opa di Tata Motors su Iveco Group ha raccolto adesioni pari all’87,8% delle azioni oggetto dell’offerta, superando la soglia minima dell’80% prevista per il perfezionamento dell’acquisizione. Alla chiusura del periodo di adesione sono state conferite complessivamente 238,2 milioni di azioni, di cui 97,1 milioni nell’ultima giornata per un controvalore complessivo pari 3,429 miliardi.

L’offerta ha previsto un corrispettivo di 14,40 euro per azione, aumentato a inizio ottobre rispetto ai 14,10 euro iniziali. Il 16 ottobre l’assemblea straordinaria di Iveco ha approvato la riduzione dal 95% all’80% della soglia minima di adesione. Il pagamento è previsto per il 30 ottobre, subordinatamente alle altre condizioni dell’offerta.

L’integrazione darà vita a uno dei principali gruppi mondiali dei veicoli commerciali, con ricavi combinati per circa 21 miliardi di euro e oltre 590mila veicoli venduti all’anno. Tata rafforzerà la propria presenza in Europa e America Latina, acquisendo le competenze ingegneristiche e tecnologiche di Iveco. I due costruttori presentano sovrapposizioni industriali e geografiche limitate.

Per Exor, primo azionista di Iveco con il 27,06% del capitale, l’Opa segna l’uscita dal costruttore e completa la valorizzazione dell’investimento. La holding della famiglia Agnelli-Elkann ha stimato incassi complessivi per circa 1,5 miliardi di euro, considerando anche il maxi dividendo straordinario distribuito da Iveco dopo la cessione a Leonardo delle attività della difesa. Secondo Exor, le due operazioni hanno valorizzato Iveco a circa 5,3 miliardi di euro, contro i 3,1 miliardi della quotazione nel 2022.

Sul fronte industriale, Tata ha assunto impegni biennali a tutela dell’occupazione e della continuità produttiva di Iveco. Al tavolo del Mimit del 13 ottobre, il gruppo italiano ha confermato investimenti per oltre 76 milioni di euro nel 2026 negli stabilimenti nazionali. L’operazione punta al successivo delisting di Iveco da Piazza Affari.

Alle spalle di Tata Motors c’è Tata Group, conglomerato indiano fondato nel 1868, con 31 società, oltre un milione di dipendenti e ricavi aggregati superiori a 180 miliardi di dollari. Sotto la guida di Ratan Tata, scomparso nel 2024, il gruppo ha accelerato l’espansione internazionale acquisendo Tetley, Corus e Jaguar Land Rover.

La holding Tata Sons, controllata al 66% dalle fondazioni Tata Trusts, è intanto al centro di uno scontro sulla possibile quotazione in Borsa. Il presidente Natarajan Chandrasekaran è favorevole, mentre Noel Tata, presidente dei trust, si oppone per il timore di perdere il controllo del conglomerato. La controversia si è accentuata dopo che la banca centrale indiana ha respinto la richiesta di Tata Sons di sottrarsi al regime regolamentare che prevede l’obbligo di quotazione.