La "Banca della terra" muove i primi passi in Sicilia - QdS

La “Banca della terra” muove i primi passi in Sicilia

Michele Giuliano

La “Banca della terra” muove i primi passi in Sicilia

venerdì 22 Maggio 2020 - 00:00
La “Banca della terra” muove i primi passi in Sicilia

A distanza di 6 anni dalla sua istituzione la Regione mette a bando i primi mille ettari per i giovani. SI tratta di beni immobili sparsi nelle province dell’Isola per un totale di oltre 1.150 ettari da coltivare

PALERMO – Sono passati sei lunghi anni da quella legge volgarmente definita “Banca della terra”. Il famoso articolo 21, comma 1, della legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5.

In questo lasso di tempo c’è stato il totale silenzio e questa norma sembrava essere finita in soffitta senza neanche aver mai concretamente aperto gli occhi, come in tante altre occasioni era accaduto. Forse ci voleva questa emergenza coronavirus, chissà, per rimettere tutto in moto.

Sta di fatto che la “Banca della Terra di Sicilia”, finalmente, inizia a muovere i primi passi. Il governo regionale dopo avere individuato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera, i criteri per selezionare i potenziali beneficiari, ha approvato l’elenco dei primi terreni demaniali che verranno dati in concessione ai “giovani agricoltori”, attraverso una rigorosa procedura di evidenza pubblica.

Si tratta di beni immobili sparsi nelle province dell’Isola per un totale di oltre 1.150 ettari. “La Banca della Terra – sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci – rappresenta un’importante occasione per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito delle aree rurali. Con questo strumento puntiamo a valorizzare il patrimonio agricolo forestale, pubblico e privato, incolto o abbandonato, favorendo, tra l’altro, il ricambio generazionale nel settore. Con questo primo bando ‘sperimentale’, al quale ne seguiranno altri, andiamo incontro alla volontà di adesione alle opportunità offerte dal Psr che abbiamo registrato, da parte di tanti siciliani aspiranti agricoltori.

C’è un grande fermento tra i giovani dell’Isola, desiderosi di ritornare alla terra. In questo modo vogliamo metterli in condizione di avviare un’attività agricola, senza doversi sobbarcare gli oneri derivanti dall’acquisto dei terreni, che avrebbe costi proibitivi”.

Questa legge nacque per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito delle aree rurali, per procedere alla valorizzazione del patrimonio agricolo forestale, con particolare riferimento a quello di proprietà pubblica e privata incolto e abbandonato, nonché al fine di favorire il ricambio generazionale nel comparto agricolo. La norma ha previsto la nascita dell’Albo denominato ‘Banca della Terra di Sicilia’, elenco periodicamente aggiornato dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea contenente le informazioni relative alla consistenza, destinazione e utilizzazione dei beni nonché, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario, gli estremi, l’oggetto e la durata dell’atto di concessione.

Per l’esattezza la “Banca della Terra di Sicilia” comprende: i terreni e gli immobili della riforma agraria che permangono nella disponibilità dell’Esa, l’Ente di sviluppo agricolo, a conclusione della procedura di assegnazione; i terreni e gli immobili del demanio forestale non strettamente funzionali all’espletamento dell’attività istituzionale dell’Amministrazione forestale regionale; i terreni e gli immobili di proprietà dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea e degli enti sottoposti a tutela e vigilanza dello stesso; i terreni e gli immobili che gli enti locali e altri soggetti pubblici concedono in uso gratuito all’amministrazione regionale; ed infine i terreni e gli immobili che i privati concedono alla Banca della Terra di Sicilia secondo le modalità individuate nel regolamento.

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