Valorizzazione degli habitat forestali, Regione dà il via libera a oltre 22 mln - QdS

Valorizzazione degli habitat forestali, Regione dà il via libera a oltre 22 mln

redazione

Valorizzazione degli habitat forestali, Regione dà il via libera a oltre 22 mln

martedì 03 Marzo 2020 - 00:00
Valorizzazione degli habitat forestali, Regione dà il via libera a oltre 22 mln

Finanziati 117 beneficiari, tra soggetti pubblici e privati, per migliorare la fruzione degli ecosistemi. Edy Bandiera: “Verranno realizzate aree di sosta, strutture ricettive, punti di ristoro e sentieri”

PALERMO – Oltre ventidue milioni di euro per migliorare e valorizzare gli ecosistemi forestali. La Regione Siciliana ha dato il via libera al finanziamento di 117 beneficiari, tra soggetti pubblici e privati. L’assessorato dell’Agricoltura, tramite il dipartimento dello sviluppo rurale, guidato da Mario Candore, ha infatti approvato la graduatoria definitiva che stanzia 22,7 milioni di euro nell’ambito del Psr 2014-2020. Il bando prevedeva la realizzazione di interventi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e di tutela degli habitat forestali, mediante lavori colturali per la manutenzione e conservazione delle superfici boscate e degli ambienti naturali.

“Mediante l’attivazione di questa misura, di particolare interesse per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e della salvaguardia del territorio – afferma l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera – il governo Musumeci vuole incrementare l’offerta di servizi. Per farlo favoriamo la realizzazione e fruizione di aree di sosta e attrezzate, strutture ricreative, punti di ristoro, oltre a migliorare la sentieristica all’interno del bosco”.

Un finanziamento che permette alla Sicilia di fare un ulteriore passo verso la valorizzazione della propria biodiversità. Già nelle scorse settimane, la Regione ha trovato un’intesa con il ministero dell’Ambiente per la tutela di 10 nuove Zone speciali di conservazione, scelte tra i siti di importanza comunitaria della Rete natura 2000. Un accordo che dovrebbe chiudere la procedura di inflazione comunitaria 2015/2163 a carico dell’Italia e della Sicilia in merito alla violazione della Direttiva 92/43/Cee per la mancata designazione delle Zsc e per non aver adottato misure per la conservazione degli habitat. Nei dieci siti rientrano dei veri e propri tesori della nostra regione: i fondali del Golfo di Custonaci, di Taormina-Isola Bella, di Salina (nelle Eolie), di Capo San Marco-Sciacca, e poi le Isole dei Ciclopi, e ancora i fondali di Acicastello (Isola Lachea-Ciclopi), della foce del fiume Irminio, di Brucoli-Agnone, di Vendicari e dell’isola di Capo Passero.

Quello della perdita di biodiversità è un problema che inizia a farsi sentire anche dalle nostre parti. L’Istat, all’interno del volume “Indagine aspetti della vita quotidiana”, ha realizzato un focus dedicato alla “preoccupazione per la perdita di biodiversità”, che si basa sulle persone che ritengono l’estinzione di specie vegetali/animali tra le 5 preoccupazioni ambientali prioritarie per 100 persone.

In Sicilia questo dato risulta essere in crescita, infatti è passato da 11,4 del 2012 a 17,1 del 2017. Si tratta di poco meno di due siciliani su 10, un sentimento diffuso che trova conferme in quelli che sono considerate le principali cause della perdita di biodiversità: la devastazione degli habitat naturali, l’invadenza tecnologica ed economica, l’introduzione di specie invasive, l’inquinamento, l’aumento demografico della popolazione mondiale e l’iper-sfruttamento delle risorse.

E proprio oggi ricade la Giornata mondiale della natura selvatica (World Wildlife day), istituita dall’Onu sette anni fa. Obiettivo stringente delle Nazioni Unite e della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Cites, firmata il 3 marzo 1973) è preservare la biodiversità in tutto il mondo. Sul tema è anche in programma il prossimo ottobre una conferenza mondiale in Cina. Per questo appuntamento, la Commissione europea sta lavorando ad un piano che dovrebbe essere pronto in marzo.

Nonostante siano vitali per la nostra sopravvivenza, ricorda il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, flora e fauna selvatica sono a forte rischio estinzione soprattutto a causa dello sfruttamento da parte dell’uomo. “Oggi – spiega Guterres – quasi un quarto di tutte le specie del pianeta è in pericolo di estinzione nei prossimi decenni”.

Perché è fondamentale preservare la biodiversità

A dare una generale definizione di biodiversità è stata la Convenzione sulla Diversità biologica che la considera, si legge sul sito dell’Arpa Sicilia, come la “variabilità di tutti gli organismi viventi inclusi negli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e nei complessi ecologici di cui essi sono parte”.

In particolar modo, le “interazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente fisico danno luogo a relazioni funzionali che caratterizzano i diversi ecosistemi garantendo la loro resilienza, il loro mantenimento in un buono stato di conservazione e la fornitura dei cosiddetti servizi ecosistemici” che sono i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano. Proprio dalla diversità biologica dipende anche la capacità dei “sistemi naturali di fornire quei servizi che sorreggono anche la vita del genere umano” e così danneggiando un solo elemento, di fatto, si colpisce “l’intero complesso dinamico la cui capacità di reagire, dipenderà dall’entità del danno e dalla capacità di resilienza dell’ecosistema”.

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