Roma, 28 apr. (askanews) – La scrittrice, germanista e traduttrice italiana Anita Raja è stata insignita della Goethe Medaille 2026, una delle maggiori onorificenze del Governo tedesco. Insieme a lei hanno vinto il compositore estone Arvo Part e il regista teatrale greco Prodromos Tsinikoris, come rende noto il Goethe Institut in un comunicato.
L’onorificenza della Repubblica Federale di Germania verrà consegnata il 28 agosto 2026 a Weimar dalla presidente del Goethe-Institut, Gesche Joost.
La cerimonia di premiazione si terrà durante il Kunstfest Weimar, uno tra i più importanti festival di arti contemporanee in Germania.
I candidati alla Goethe-Medaille vengono proposti dai Goethe-Institut all’estero sulla base del loro contributo fondamentale allo scambio culturale internazionale e alla rilevanza della loro produzione artistica e intellettuale; la selezione dei vincitori è effettuata da una giuria presieduta dal drammaturgo Thomas Oberender.
Anita Raja era stata candidata dal Goethe-Institut di Roma. La presidente del Goethe-Institut, Gesche Joost, ha così commentato i vincitori di quest’anno: ‘Quest’anno la Goethe-Medaille è interamente nel segno dell’Europa: onoriamo tre personalità eccezionali che, con la loro opera artistica, ci toccano profondamente e si legano alla Germania in modo particolare. Il compositore Arvo Part, la cui musica affascina e incanta così tante persone in tutto il mondo, ha vissuto con la sua famiglia in esilio a Berlino a partire dal 1981; la protezione, le amicizie e la risonanza artistica che vi ha trovato hanno esercitato un’influenza determinante sulla sua opera. Prodromos Tsinikoris è cresciuto a Wuppertal, figlio di emigranti greci e le sue due patrie, la Germania e la Grecia, sono un tema ricorrente dei suoi intensi progetti teatrali. Anita Raja ha dedicato la sua opera alla traduzione e alla mediazione di importanti autori e autrici di lingua tedesca – tra gli altri Christa Wolf -in italiano, e come bibliotecaria si è impegnata con forza a favore della diversità della cultura europea’.
Thomas Oberender, presidente della giuria per la Goethe-Medaille, ha aggiunto: ‘La straordinaria attività artistica e intellettuale dei vincitori della Goethe-Medaille 2026 si distingue per la sua forza innovativa e per la capacità di costruire comunità. Da un lato rappresentano tre voci di una cultura europea nutrita da contesti nazionali e situazioni storiche diverse. Dall’altro, superano confini nazionali, sociali e culturali, contribuendo a sviluppare nuove identità e nuovi modi di intendere appartenenza e comunità. Le loro vite e le loro opere sono risposte ai fenomeni di migrazione, fuga e trasformazione sociale che hanno segnato l’Europa nel XX e XXI secolo, e donano al nostro presente un nuovo linguaggio e una comprensione più profonda’.
Jessica Kraatz Magri, direttrice del Goethe-Institut di Roma e promotrice della candidatura di Anita Raja, commenta: ‘All’istituto di Roma siamo molto emozionati per questo premio, che arriva finalmente a un’italiana e a una traduttrice letteraria. Ad Anita Raja e al suo lavoro dedicheremo una serata speciale il prossimo 27 maggio. Una lettura scenica tratta dal romanzo Cassandra di Christa Wolf, con un’attrice eccezionale come Sonia Bergamasco. Cassandra, nella traduzione di Anita Raja, è considerato uno dei romanzi cardine della formazione di tutta una generazione di donne’.
Dr. Thomas Bagger, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia, sottolinea: ‘Il conferimento della Medaglia Goethe ad Anita Raja è una splendida notizia. Anita Raja ha dato un contributo enorme alla diffusione in Italia della conoscenza della letteratura tedesca – e quindi della Germania nel suo complesso – facendo conoscere al pubblico italiano voci letterarie fino ad allora quasi sconosciute, in particolare, naturalmente, quella di Christa Wolf. Con la Biblioteca Europea e altri suoi progetti, Raja ha avvicinato i giovani alla letteratura. Il fatto che lo scambio culturale italo-tedesco – a 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche – sia così intenso è in gran parte merito anche dell’instancabile impegno di Anita Raja’.
Queste le motivazioni della giuria: ‘Anita Raja è tra le più importanti traduttrici dal tedesco. Già nei primi anni Ottanta ha scoperto e fatto conoscere al pubblico italiano Christa Wolf e numerosi altri autori e autrici della DDR, ma non solo, ha anche tradotto in italiano, con grande sensibilità, opere di Georg Buechner, Franz Kafka e Ingeborg Bachmann. Il suo profondo impegno nella mediazione culturale emerge anche dalla sua pluridecennale attività come bibliotecaria, in cui il suo lavoro si è contraddistinto affinché le biblioteche diventassero luoghi d’incontro capaci di superare barriere di classe, età e istruzione. Nel 2005 è stata nominata direttrice fondatrice della Biblioteca Europea di Roma, incarico che ha ricoperto per dieci anni. Anche come scout editoriale ha dato un contributo straordinario agli scambi culturali tra Germania e Italia’.
Da segnalare due eventi a maggio con Anita Raja protagonista, eventi all’insegna della riedizione (Edizioni e/o) del romanzo ‘Cassandra’ di Christa Wolf: al Salone Internazionale del Libro Torino domenica 17 maggio si terrà l’incontro ‘Omaggio a Christa Wolf’; e il 27 maggio in programma presso il Goethe Institut di Roma una lettura scenica e incontro ‘Cassandra, la voce necessaria – Il romanzo di Christa Wolf e il nostro tempo’, con Anita Raja, Ilaria Gaspari e Sonia Bergamasco.
Per quanto riguarda Arvo Pärt, il compositore estone ‘ha sviluppato, nel corso della sua lunga carriera artistica, un linguaggio compositivo unico, capace di emozionare e unire persone in tutto il mondo. Dopo l’emigrazione dall’allora Estonia sovietica, ha vissuto per quasi trent’anni a Berlino. Il suo stile ‘tintinnabuli’, elaborato dopo un periodo di silenzio creativo, ha dato vita a opere come Fuer Alina, Fratres, Tabula Rasa e Spiegel im Spiegel, aprendo nuovi orizzonti sonori. Il connubio tra spiritualità e profondità strutturale nelle opere di Pärt è unico. Le migliori orchestre e interpreti eseguono regolarmente la sua musica. In occasione del suo 90esimo compleanno, lo scorso anno, numerosi concerti hanno reso omaggio a questa figura straordinaria e determinante della musica contemporanea’.
Infine, per il regista, attore e drammaturco greco Prodromos Tsinikoris, si legge nelle motivazioni, ‘è una figura chiave del panorama teatrale greco. Nato nel 1981 a Wuppertal da genitori emigrati dalla Grecia, è da tempo anche una personalità di riferimento del teatro europeo, in cui opera con grande sensibilità e consapevolezza politica. Nell’audio walk ‘In the middle of the street’, ha trasformato dei senzatetto in narratori della propria storia durante la crisi finanziaria; in ‘Clean City’ (in collaborazione con Anestis Azas) ha contrapposto le voci delle lavoratrici migranti di una ditta di pulizie alla retorica dei movimenti neofascisti; in ‘96%’ ha raccontato l’Olocausto della comunità ebraica di Salonicco e il saccheggio dei suoi beni durante l’occupazione nazista. Tsinikoris è un talento straordinario che concepisce il documentario non come semplice riproduzione della realtà, ma come spazio di risonanza artistica delle fratture sociali.
La Goethe-Medaille è un’onorificenza ufficiale della Repubblica Federale di Germania e il premio più importante della sua politica culturale all’estero. Ogni anno, i dipendenti dei Goethe-Institut all’estero – in accordo con le rappresentanze diplomatiche tedesche in loco – propongono per il premio personalità attive in tutte le aree del mondo e nei diversi ambiti culturali, scientifici e linguistici. Una giuria composta da figure di rilievo del mondo della scienza, dell’arte e della cultura in Germania seleziona tre premiati. La Medaglia riconosce i meriti nella promozione della lingua tedesca, della cultura e dell’arte nei Paesi d’origine dei premiati, contribuendo così al continuo miglioramento della comprensione culturale internazionale. Il premio si concentra su tematiche e dibattiti di grande rilevanza per il futuro e rafforza l’internazionalizzazione del panorama culturale tedesco, la rete di scambio e collaborazione reciproca con gli altri Paesi. La cerimonia di consegna della medaglia si tiene il 28 agosto, giorno della nascita di Johann Wolfgang von Goethe, a Weimar.
La giuria per l’assegnazione della Goethe-Medaille 2026 era composta da Julia Grosse (direttrice artistica Contemporary And, Berlino), Anna Henckel-Donnersmarck (curatrice e direttrice di Berlinale Shorts, Berlino), Matthias Lilienthal (drammaturgo e direttore artistico, Berlino), Thomas Oberender (autore e curatore, Berlino), Adam Soboczynski (autore e giornalista, Berlino), Andrea Zschunke (Caporedattrice musica Radio WDR3, Colonia); in rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri: Thomas Ditt (responsabile della Divisione 606); in rappresentanza del Goethe-Institut: Gesche Joost (Presidente) e Johannes Ebert (Segretario generale).
Il programma collaterale della Goethe-Medaille 2026 a Weimar è in collaborazione con il Kunstfest Weimar e con il sostegno del gruppo editoriale Holtzbrinck.
Tra gli italiani già premiati, ricordiamo anche Ervino Pocar nel 1956, germanista e traduttore dal tedesco per Mondadori. Oltre a un gran numero di titoli di saggistica varia, Pocar tradusse tra gli altri Schiller, Novalis, i Grimm, E.T.A. Hoffmann, Gotthelf, Platen; tra i moderni Feuchtwanger, Werfel, Wiechert, Remarque e, soprattutto, i tre autori ai quali, in quegli anni e nei successivi, si dedicò con autentica devozione, contribuendo in maniera determinante alla loro diffusione in Italia: Thomas Mann, Hermann Hesse e Franz Kafka.
Nel 1966 Ladislao Mittner, ritenuto uno dei massimi germanisti italiani. A lui dobbiamo i tre poderosi volumi della Storia della letteratura tedesca (Dai primordi pagani all’età barocca: dal 750 circa al 1700 circa; II, Dal pietismo al romanticismo: 1770-1820; III, Dal realismo alla sperimentazione: 1820-1970). Autentico maestro della germanistica italiana, Mittner formò un’intera generazione di studiosi: per decenni non c’è stato lavoro critico sul Settecento tedesco che non abbia preso le mosse dalla sua ricerca.
Nel 1980 Claudio Magris, germanista e scrittore italiano (n. Trieste 1939). Ha dedicato importanti studi alla cultura della Mitteleuropa (interessandosi anche di autori italiani di confine, come B. Marin e I. Svevo) e più in generale alla crisi della letteratura contemporanea. È anche autore di opere di narrativa, tra le quali si ricorda Microcosmi (1997).
E ancora: nel 1988 Giorgio Strehler, regista teatrale italiano (Trieste 1921 – Lugano 1997) eclettico e fecondissimo, curò fino agli inizi degli anni Sessanta numerose regie di testi classici, moderni e contemporanei, tra cui il teatro epico e politico di Brecht. Le concezioni teatrali di Brecht influenzarono le successive regie di Strehler, sia quelle di opere dello stesso Brecht, sia quelle di Shakespeare, Goldoni, Pirandello e Cechov.
Il Goethe-Institut è l’istituto culturale della Repubblica Federale di Germania attivo a livello mondiale. Con 154 istituti in 100 paesi, promuove la conoscenza della lingua tedesca, cura la cooperazione culturale internazionale e diffonde un’immagine attuale della Germania. In Italia il Goethe-Institut è direttamente rappresentato dalle sedi ubicate nelle città di Milano, Napoli e Palermo, oltre che dalla sede di Roma che svolge anche funzioni di coordinamento di tutti gli istituti italiani.

