La rinascita del Teatro Vittorio Emanuele passa anche dalla ricerca di più sponsor - QdS

La rinascita del Teatro Vittorio Emanuele passa anche dalla ricerca di più sponsor

Lina Bruno

La rinascita del Teatro Vittorio Emanuele passa anche dalla ricerca di più sponsor

venerdì 09 Agosto 2019 - 05:00
La rinascita del Teatro Vittorio Emanuele passa anche dalla ricerca di più sponsor

Intervista esclusiva al sovrintendente Gianfranco Scoglio. A Settembre si presenta la nuova stagione. Uscito dalla crisi grazie al commissario Daniela Lo Cascio, ora si guarda al futuro con fiducia

PALERMO – Uscito dalla crisi finanziaria grazie al lavoro del Commissario Daniela Lo Cascio e del Sovrintendente Gianfranco Scoglio, adesso il Teatro Vittorio Emanuele vuole riannodare i fili con il suo prestigioso passato. Si riparte dal riconquistato affetto del pubblico ed i 500 abbonamenti in più nella prosa, ma serve di più, una “risposta massiva” della città – come la chiama Scoglio – e della sua imprenditoria perché servono più sponsor.

Il bilancio consuntivo 2018 si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 500mila mentre il preventivo non è stato possibile per un fatto tecnico. “La Regione siciliana nella legge di stabilità per il 2021 ha stanziato zero per tutti gli enti strumentali – ha detto il Sovrintendente Scoglio -. Per il 2020 ci hanno tolto un milione 400mila euro di contributo. Avevamo fatto il bilancio mettendo a zero il 2021 per partire con la stagione 2019-2020, poi abbiamo avuto un incontro all’assessorato e ci è stato garantito che a settembre con l’assestamento di bilancio collegato alla finanziaria ci verranno ridestinate le risorse. Aspettiamo i primi di settembre anche per presentare la nuova stagione già pronta, vorremmo pubblicizzarla avendo certezza del finanziamento”.

Le risorse limitate restano un problema. “Il trasferimento massimo avuto dal teatro – ha aggiunto Scoglio è di circa 6 milioni 600 mila euro. Noi abbiamo 4 mln, ma 2 mln e 800 mila servono per gli stipendi, 900 mila per le spese gestione e circa 920 mila euro è costata la nostra eccezionale stagione. Abbiamo comunque chiuso in pareggio finanziario ogni rappresentazione avendo 300 mila euro del Furs, 40 mila euro del fondo nazionale e 580 mila euro tra biglietti e abbonamenti. Mi sono ritrovato con un disavanzo sul 2017 di un milione 200 mila euro che stiamo andando a pagare in tre anni. Prima che mi insediassi il commissario Lo Cascio è riuscita a farsi dare dall’assessore Pappalardo un contributo straordinario di 800mila euro e quindi ha coperto le perdite sul 2018”.

Alcune strategie hanno permesso di non andare oltre le disponibilità, ma se da una parte si è abolita scontistica e privilegi, dall’altra si è dato spazio alle scuole, con la riserva di 100 posti al costo sociale di 5 euro e alle associazione che utilizzano la Sala Laudamo con una diminuzione dell’affitto da 800 a 200 euro.

Il teatro si deve aprire al territorio e avvicinare i giovani alla cultura ed ai grandi eventi – ha proseguito il Sovrintendente – ma soprattutto deve diventare centro di produzione. Quello che manca è un finanziamento tale che ci consenta di produrre la prosa perché per la musica lo abbiamo fatto. Per questo cercheremo di incrementare le sponsorizzazioni e portarle almeno a 150mila euro mentre adesso si attestano intorno ai 40 mila euro. Per la musica grazie al rapporto che si è instaurato con Daniela Lo Cascio che adesso è commissario al Bellini, faremo delle sinergie con Catania. Abbiamo poi un accordo con Taormina Opera Stars per 2020 /2021 per produrre insieme la lirica. Quest’anno inoltre abbiamo in cantiere la prima produzione musicale moderna, un omaggio particolare a Freddie Mercury, evento da circuitare all’esterno”.

Gianfranco Scoglio ha tante idee per il rilancio del Vittorio Emanuele ed è sicuro che si potrà fare un buon lavoro con il presidente Orazio Miloro e gli altri componenti del Cda Giuseppe Ministeri e Nino Principato appena insediati. Restano alcuni nodi atavici tra i quali l’applicazione del contratto regionale e la stabilizzazione degli orchestrali ed il sindacato autonomo Siad ha già chiesto un incontro.

“Questa equiparazione – ha concluso Scoglio – ha promosso in categoria C il 95% dei dipendenti con il risultato che ho una eccedenza di amministrativi e mi manca invece tutto quello che serve ad un teatro,, dai tecnici agli scenografi, ai coreografi ai responsabili del suono. L’applicazione del contratto regionale, fatto per gli enti locali anziché quello delle fondazioni lirico sinfoniche fatto per i teatri ha creato questi scompensi. Si dovrà trovare una soluzione”.

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