Roma, 25 mag. (askanews) – Il sound della Ferrari Luce nasce da una scelta coerente con il Dna di Maranello: non simulare un motore termico e non generare un suono artificiale, ma rendere udibile una componente reale della meccanica elettrica, in modo autentico e funzionale alla guida.
Ferrari ha sviluppato internamente e brevettato un sistema che rileva in tempo reale la voce degli assali elettrici e degli organi rotanti. Un accelerometro di precisione installato nella scatola dell’assale posteriore capta la texture metallica prodotta da ingranaggi e macchine elettriche; il segnale viene poi filtrato, equalizzato e amplificato.
Il principio è simile a quello di una chitarra elettrica: il suono esiste già nella struttura meccanica e viene portato all’abitacolo e all’esterno solo quando è utile al dialogo tra pilota e vettura. Il risultato è un sound vivo, con micro-variazioni continue e non replicabile da un timbro sintetizzato. Il livello varia in base alla posizione dell’e-Manettino e all’uso delle palette al volante. In modalità più orientate al comfort, Luce può privilegiare il silenzio; in Performance, invece, il sound diventa parte dell’esperienza di guida, offrendo un riscontro immediato e non intrusivo.
Ferrari sottolinea anche il lavoro sul comfort acustico e vibrazionale. L’assenza di un motore termico ha richiesto uno studio avanzato su rumorosità e vibrazioni, con l’obiettivo di fare della Luce la Ferrari più confortevole di sempre, senza rinunciare al coinvolgimento di guida.

