Sta diventando essenziale stimolare il ritorno al pensiero strategico nelle persone e nelle organizzazioni, attraverso la riscoperta delle intime relazioni tra strategia, organizzazione e psicologia e la riaffermazione degli scopi e valori fondamentali dell’imprenditorialità, per stimolare un nuovo coraggio imprenditoriale, una più forte ed entusiasta coesione e una più forte e orgogliosa consapevolezza del proprio ruolo civile.
Strategia, organizzazione e psicologia: le tre leve per risintonizzare le imprese con i propri valori
Le buone pratiche che sappiano fondere questi elementi (strategia, organizzazione, psicologia) valgono per ogni tipo di organizzazione pubblica e privata. Tutte le organizzazioni vi possono, infatti, trovare la via per risintonizzarsi con le proprie finalità più profonde e per farle diventare “patrimonio comune”, proprio di qualsiasi tipo di società e cultura del fare e del pensare.
In questo modo sarà possibile orientarsi nel difficile compito di ripensare, strategicamente, le nostre imprese e – più in generale – i nostri tempi.
Gobetti e il rischio dello scoramento: “Continuare a lavorare come se fossimo in un mondo civile”
Mentre il mondo corre al riarmo, il rischio di abbandonarsi allo scoramento è reale e comprensibile, ma è un lusso che non possiamo permetterci. Gobetti scriveva che “è necessario tenere lontane le tenebre del nuovo medioevo, continuare a lavorare come se fossimo in un mondo civile”. L’impresa rappresenta uno straordinario strumento strategico e operativo per lo sviluppo collettivo.
Tecnologia, debito pubblico e tessuto imprenditoriale: cosa devono fare concretamente le imprese
Ma cosa possono fare concretamente le imprese, il mondo sul quale noi dobbiamo concentrare il nostro interesse?
Per ritrovare fiducia nella forza delle nostre radici, anche lontane è necessario imparare a usare e dominare le nuove tecnologie come abbiamo sempre fatto, ricostruire un ordinamento creditizio decente e al servizio di tutti e non solo dei dirigenti, nuovo ceto di miliardari capaci solo di fare finanza speculativa.
Occorre fare fronte con onore al grande debito pubblico che abbiamo accumulato riportandolo in un ciclo lungo, in proporzioni meno pericolose. Bisogna fare crescere anche nel Sud, o meglio, in certe aree e città del Sud, un tessuto imprenditoriale decoroso e vivace, ridando dignità e inclusività al lavoro, lottando le disuguaglianze e le divergenze invece di favorirle.
Se faremo tutto questo e altro daremo il nostro contributo ad allargare le chiazze di azzurro in cielo, che già si incomincia a intravedere, persino in America.
Continua…

