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La via dell’incivilimento e del capitalismo democratico

La via dell’incivilimento e del capitalismo democratico
Industria – Made in Italy – Industria manifattura – azienda – Imagoeconomica

Drucker e Bastasin a confronto: il manager del futuro deve scegliere tra capitalismo democratico e predatorio

Segue dal QdS del 6/5/2026

Occorre poi affrontare anche il tema del profilo professionale dei Ceo, come lo illustra Drucker, sin dagli anni Cinquanta del secolo scorso. Drucker è stato tra gli studiosi americani (era in realtà un tedesco-austriaco di formazione e si rifugiò come tanti in America per sfuggire ai nazisti) quello che più ha contribuito alla crescita della figura del dirigente d’impresa, della sua competenza e della sua professionalità. Ma in chiusura del suo libro più importante disse: nel manager del futuro non sarà sufficiente la competenza, gli effetti della sua azione sulla collettività saranno così importanti che la competenza dovrà essere accompagnata da un alto livello di responsabilità verso la collettività.

Capitalismo democratico o capitalismo predatorio: la scelta netta che il manager del futuro non può rimandare

Oggi le sfide che ci troviamo di fronte sono così totali, così trasversali, così cariche di fratture innovative e, potenzialmente, positive, sia sul piano strategico che organizzativo, che le due condizioni di fondo delle quali ho parlato richiedono una scelta personale netta: di qua o di là. O ci schieriamo nel grande e antico filone di pensiero dello sviluppo come l’incivilimento e del capitalismo democratico o ci schieriamo per il capitalismo predatorio dei miliardari e della scuola di Chicago. Da parte mia ritengo indispensabile un invito a scegliere l’opzione dello sviluppo con l’incivilimento e del capitalismo democratico.

Bastasin: tecnologia e finanza alimentano la divergenza sociale e aprono la strada al nazionalismo

Molto efficacemente ha scritto Carlo Bastasin: “Le radici del problema sono nel funzionamento della società e dell’economia che non produce più convergenza e comuni obiettivi. Da quando tecnologia, finanza e capitale umano si concentrano in singole professioni, settori o aree geografiche, la dinamica che segna gli individui è quella della divergenza. Non si tratta solo di diseguaglianze, ma di interi destini che divergono, per alcuni verso quello che sembra un declino inarrestabile, per altri verso un’indifferenza esistenziale e un senso di distacco e superiorità. Se il linguaggio della convergenza era la sconfitta della povertà e il benessere di tutti, quello della divergenza è la discriminazione e la recriminazione: costruiamo muri e riteniamo che le sofferenze altrui siano giustificate”.

E ancora con le parole di Bastasin: “Quando l’incrudimento dei destini personali coincide con la divergenza di interi Paesi, la retorica nazionalista finisce per prendere il sopravvento. Il viaggio tocca anche l’Italia, il Paese in cui da anni le scelte pubbliche assomigliano alla Lotteria di Babilonia e che è ora più esposto di altri alle tentazioni autoritarie“….