Domenica si celebrerà, in tutta Europa, la 27^ Giornata internazionale della Cultura ebraica, l’evento prevede l’apertura al pubblico di sinagoghe , musei e di ogni altro sito in cui l’ebraismo viene vissuto dai cittadini di fede ebraica. Tema di questa edizione è l’amore inteso in tutte le espressioni in cui è presente nella vita dell’uomo, quindi verso la Trascendenza, verso la società, nelle sue multiformi espressioni di solidarietà verso il prossimo e anche individuale e spirituale. L’amore verso Dio, come altra faccia della medaglia di quello verso il prossimo, con i suo mille risvolti quotidiani quali: la giustizia, la solidarietà sociale e la responsabilità nei confronti del creato. Che l’amore, in tutte queste multiformi espressioni sia nelle radici della tradizione ebraica è certo, e non si può escludere che sin dalle origini possa essersi manifestato nelle forme più vibranti e passionali, in cui è ricordato nella letteratura.
è noto come si esprima nel Cantico dei Cantici o nella Bibbia (Torah) dove si narra del re David, preso da una indomabile passione amorosa per una donna già sposata di nome Betsebea. Il re, per poterla sposare, causò addirittura la morte in guerra del marito. L’ ebraismo ci presenta l’amore come uno dei suoi valori fondanti e lo esprime ancora attraverso la Bibbia (Torah) con il precetto: “Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.” (Levitico 19:18). Nelle Scritture ogni forma d’ amore dell’uomo viene costantemente ricondotta e posta nel quadro di riferimento dell’ amore che Dio ha per il suo Creato ed in particolare per l’Uomo. I grandi Maestri hanno posto l’amore per il prossimo quale cardine dei loro più importanti insegnamenti. Hillel il Vecchio, rabbino vissuto al tempo di Erode il Grande, nato il 60 a.c. e morto il 7 e.v., sintetizzò, in modo estremo, l’intera etica ebraica nel principio: “Ciò che è odioso per te, non farlo al tuo prossimo; questa è l’intera Torah”.
I grandi Maestri e l’amore per il prossimo
Mosè Maimonide, noto pure come Rambam , filosofo e saggio, nato nel 1138 e spentosi nel 1204, noto per essere l’autore del libro che viene considerato l’opera più significativa e celebre della filosofia ebraica medievale, che ancor oggi viene stampata e letta con molto interesse, “ La Guida dei Perplessi”, sintetizza la Legge in queste poche, ma preziose, parole : “Amerai il tuo prossimo come te stesso; tutto quello che vorresti che il tuo prossimo faccia a te, fallo al tuo prossimo”. La Comunità Ebraica di Catania, quest’anno è stata posta in condizione di non poter svolgere la consueta manifestazione, aperta a tutta la cittadinanza, per la Giornata della Cultura Ebraica, dapprima per i lunghissimi lavori di manutenzione straordinaria, protrattosi per oltre un anno, per cui a tutt’oggi la parte sommitale dell’edifico di via Leucatia 68, è un cantiere ancora aperto ai lavori e quindi non fruibile dal pubblico e per la successiva richiesta dell’ Amministrazione comunale, di riconsegna dei locali che ospitano l’unica Sinagoga di Catania e della Sicilia.

