Blocco licenziamenti, quando finisce? Salta proroga, "zero diritti" - QdS

Blocco licenziamenti, quando finisce? Salta proroga, “zero diritti”

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Blocco licenziamenti, quando finisce? Salta proroga, “zero diritti”

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martedì 25 Maggio 2021 - 12:55

Le imprese che non utilizzeranno la Cassa integrazione ordinaria agevolata potranno licenziare i loro impiegati dal 1° luglio. Le grandi aziende potranno però utilizzare la Cassa integrazione (...)

Le imprese che non utilizzeranno la Cassa integrazione ordinaria agevolata potranno licenziare i loro impiegati dal 1° luglio. Le grandi aziende potranno però utilizzare la Cassa integrazione “anche dal primo luglio, senza pagare addizionali fino alla fine dell’anno, impegnandosi a non licenziare”.

Sindacati all’attacco, con il dietrofont sulla proroga del blocco fino ad agosto “rimane il rischio che dal primo luglio ci possa essere chi licenzia.

Il messaggio che viene dato, avendo ascoltato un po’ troppo Confindustria, è che i problemi si risolverebbeero con la libertà di licenziare: un messaggio sbagliato. Noi continueremo a chiedere che ci sia una proroga del blocco”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dicendo che “i testi ancora non li abbiamo visti” e che “la partita non è chiusa” perché “non vogliamo trovarci di fronte a migliaia di licenziamenti: non è il momento di aprire ulterori fratture sociali” nel Paese. Parla di “soluzione debole, non in grado di arginare il rischio di uno tsunami sociale e occupazionale che arriverà con l’uscita dal blocco dei licenziamenti” il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.

Ecco perché, prosegue, “il governo deve ritornare sui propri passi, aprire urgentemente un confronto, un dialogo con le parti sociali per giungere a soluzioni condivise. Qusto pasticcio – sostiene Sbarra – è frutto della mancata concertazione, del mancato confronto sui temi del lavoro contenuti nel decreto Sostegni bis”.

Per il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, “in questa settimana, mentre noi chiediamo ‘zero morti sul lavoro’, qualcuno chiede ‘zero diritti’ e sono le stesse associazioni datoriali che, in questo anno, hanno avuto il 74% dei finanziamenti dello Stato a favore delle aziende”. Venerdì 28 maggio “saremo in piazza per far sentire la nostra voce” con la manifestazione unitaria dei sindacati davanti al Parlamento, ricorda Bombardieri: “Centinaia di migliaia di persone rischiano di perdere il proprio posto di lavoro. Noi siamo sempre per risolvere i problemi e per trovare le soluzioni: speriamo che ciascuno faccia appello al proprio senso di responsabilità per evitare di incendiare il Paese”, conclude.

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