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Sicula Trasporti, riapertura temporanea della discarica di Grotte San Giorgio: c’è l’ok della Regione

Sicula Trasporti, riapertura temporanea della discarica di Grotte San Giorgio: c’è l’ok della Regione
discarica Grotte San Giorgio

“La Commissione tecnica-specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale ritiene che il progetto non deve essere assoggettato né alla procedura di verifica di assoggettabilità né alla procedura di valutazione di impatto ambientale”. È sulla scorta di questo parere rilasciato dalla Cts regionale, guidata da Gaetano Armao, che l’assessorato regionale Territorio e Ambiente ha dato il proprio sta bene al progetto presentato dalla Sicula Trasporti per abbancare un quantitativo ulteriore di rifiuti nella discarica da anni ferma di Grotte San Giorgio.

La richiesta della società, che dal 2020 è amministrata dal tribunale di Catania dopo il sequestro agli imprenditori Antonello e Salvatore Leonardi, coinvolti nell’inchiesta Mazzetta Sicula, nasce dall’esigenza di effettuare quella che tecnicamente si chiama riprofilatura della vasca in cui per anni sono finiti i rifiuti della provincia e non solo.

L’iter alla Cts

Del progetto di riprofilatura il Quotidiano di Sicilia aveva parlato già a gennaio, portando alla luce l’istanza che la Sicula Trasporti aveva presentato alla Regione e che era finita sui tavoli della commissione tecnica-specialistica per una valutazione preliminare dal punto di vista ambientale. Il 30 marzo è arrivato il responso dell’organismo.

Il progetto prevede di depositare 120mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, dopo essere stati sottoposti al trattamento meccanico-biologico, con l’obiettivo di stabilizzare la tenuta dell’ultima vasca che è stata in uso a Grotte San Giorgio – contrada che ricade nell’estrema periferia di Catania – fino al 2015.

In parole più semplici, i cancelli della discarica riapriranno per il tempo necessario a introdurre e abbancare i quantitativi che per i tecnici di cui si è avvalsa Sicula serviranno a scongiurare futuri problemi. Nel progetto si parla di circa dieci mesi, a un ritmo di 12mila tonnellate mensili.

La riprofilatura è stata proposta dopo avere appurato che nella parte sommitale della discarica i rifiuti hanno creato una sorta di conca. Un avvallamento che, se non si interviene colmandolo, potrebbe comportare conseguenze proprio dal punto di vista ambientale.

“Vi sono stati notevoli assestamenti, con conseguenziali abbassamenti dell’ordine di metri, rispetto la sezione volumetrica autorizzata”, è quanto riportato nella relazione tecnica del progetto che la Sicula Trasporti ha fatto pervenire alla Regione.
L’avvallamento è stato misurato in circa sei metri. Con l’intervento di riprofilatura, gli amministratori giudiziari della società puntano a “garantire un normale deflusso delle acque meteoriche che allo stato attuale non sarebbe possibile”. Al momento, infatti, l’acqua piovana rimane ferma nella sommità. Dai rilievi topografici effettuati, infatti, emerge che l’abbassamento della vasca “ha di fatto realizzato quasi un bacino di raccolta delle acque meteoriche”.

Modifica nella copertura

Il progetto validato dalla Cts e dalla Regione include anche modifiche nelle modalità con cui la vasca verrà coperta definitivamente. Al posto di materiali naturali è stato esplicitamente richiesto di poter utilizzare materiali geosintetici.

“L’impiego dei geosintetici – hanno spiegato i tecnici incaricati da Sicula Trasporti – assicura i seguenti vantaggi: ridurre lo spessore finale (e quindi l’altezza finale della discarica) della stratigrafia di copertura; ridurre il carico sul corpo rifiuti a favore della stabilità complessiva del corpo di discarica; ridurre l’approvvigionamento di inerti e di argille alleggerendo la pressione sulle cave di prestito; ridurre il trasporto di inerti e di argille dalle cave di prestito all’impianto di discarica alleggerendo la pressione sulla rete viaria locale in termini di usura e di inquinamento; ridurre i tempi necessari al completamento dell’opera”.

Insomma c’è soltanto da guadagnarci. Per il tempo necessario alla riprofilatura, a guadagnarci dovrebbero essere in parte anche i Comuni siciliani. Sicula Trasporti da qualche anno si occupa infatti soltanto del trattamento meccanico-biologico avendo saturato gli spazi di abbancamento anche a Codadivolpe, l’altra discarica di proprietà chiusa nel 2023. Da allora la società, smaltisce i rifiuti ricevuti soprattutto fuori dalla Sicilia, spesso all’estero, avvalendosi di società intermediarie che si occupano del trasporto nei termovalorizzatori presenti in giro per l’Europa. Un servizio che ha comportato un’impennata delle tariffe di conferimento per i Comuni.

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