Roma, 7 mag. (askanews) – Per coprire il fabbisogno familiare di cura e assistenza, nel 2029 serviranno almeno 2 milioni e 211mila lavoratori domestici (colf e badanti), il 69% stranieri, in massima parte non comunitari. E’ la nuova stima contenuta nel paper commissionato da Assindatcolf al centro studi e ricerche Idos. Il report analizza le necessità di cura degli over 65: una popolazione che cresce a un ritmo quasi esponenziale e che continuerà a farlo per almeno altri 15 anni, cioè fino a quando sarà ancora in vita la generazione del baby boom (anni Cinquanta e Sessanta) che ne costituirà la componente più vecchia (over 85).
Lo studio valuta che alla fine del 2026, dei 15 milioni di persone con più di 65 anni 2,2 milioni “necessiteranno di aiuto”, pari al 14,6% del totale, con quote che però oscillano dal 12% delle regioni del Nord (Valle d’Aosta, Trentino Alto-Adige e Veneto) al 19% di Sud e Isole (Molise, Abruzzo, Basilicata e Sardegna). Nello stesso anno, il 43,6% di quella quota (958mila persone) riceverà aiuto a pagamento. Proiettando questi dati, si può quindi stimare che nel 2029 ci sarà bisogno di quasi 1 milione e 68mila badanti, di cui 784mila con cittadinanza straniera (73,4%).
Riguardo alla distribuzione territoriale va, però, rilevato che la concentrazione di queste figure appare inversa a quella dei bisogni, con punte tra il 50 e il 52% nel Centro-Nord (Toscana, Umbria, Marche, Lazio) e con Campania, Sicilia e Calabria che si attestano sul 32%. Lo stesso calcolo viene poi fatto per i lavoratori di cura della casa ed emerge che nel 2029 serviranno 1 milione e 144mila colf, di cui 742mila straniere (64,8%). Si arriva così al citato fabbisogno complessivo di 2 milioni e 211mila lavoratori, con un incremento nel triennio 2027-2029 di quasi 122 mila unità, 40.522 all’anno: 7.440 italiani e 33mila stranieri, di cui circa 24mila non comunitari.
