Le Vie dei Tesori, ultimo week end a Catania - QdS

Le Vie dei Tesori, ultimo week end a Catania

redazione

Le Vie dei Tesori, ultimo week end a Catania

venerdì 01 Novembre 2019 - 12:32
Le Vie dei Tesori, ultimo week end a Catania

Fino a domenica, nel palazzo sontuoso con la guida del principe, nelle terme antiche, nelle cripte nascoste. Dalle raffinerie dimenticate ai musei “gioiello”. Aperitivo e visita guidata al Parco dell’arte

Metti che incontri un principe, uno vero, e che lui ti racconti della sua casa di 600 stanze, dove ti muovi sotto affreschi dorati da cui si affacciano dei e dee che richiamano i volti dei nobili antenati. Metti che entri in un altro palazzo e invece ti ritrovi in un piccolo museo di arte contemporanea, abbracciato ad un fenicottero rosa.

Ultimo week end a Catania per Le Vie dei Tesori, che promette tre giorni colmi di bellezza. Lo scorso fine settimana sono stati oltre 4 mila: quasi tutti in un solo giorno, domenica scorsa, quando Catania si è risvegliata dopo l’allerta meteo.

Armati di smartphone e cartine, agguerriti alla ricerca del palazzo sontuoso, della cripta nascosta, del camminamento da cui si scopre l’antico mercato, da un lato, e via Etna dall’altro. Ma sommati ai weekend precedenti, portano i numeri di Catania abbastanza in avanti, a sfiorare finora i 20 mila visitatori. I luoghi aperti sono veramente tanti, dai tre antichi complessi termali (Rotonda, Indirizzo e le Achilliane, sotto la cattedrale) ai due Bastioni; solo sabato mattina si entra in Cattedrale, nei tre siti aperti per il festival, e si sale alle terrazze.

Non perdete l’antica raffineria alle ciminiere, né i musei “gioiello” dedicati a quel genio di Bellini (nella sua casa natale) e a Emilio Greco, il disegnatore amato da Picasso. Se invece raggiungerete il Parco dell’Arte – il giardino naturale inserito del la fondazione La Verde La Malfa, a San Giovanni La Punta, creato dalla mecenate Elena La Verde, dove le installazioni d’arte sbucano a sorpresa tra piante e fiori – sarete accolti da un aperitivo offerto dai padroni di casa dopo la visita guidata. Sarà una vera “esperienza” sabato e  domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 18.

Il percorso inizia dalla delicata Villa Manganelli, l’unica villa disegnata in città da Ernesto Basile, “infiltrato” palermitano tra i gattopardi catanesi: sarà aperta sabato e domenica dalle 10 alle 16.

Sempre domenica non perdete la visita al sontuoso Palazzo Biscari Moncada dove vi capiterà di incontrare il principe Ruggero Moncada in persona. Anfitrione illustre e narratore nato, calamita l’attenzione del pubblico che lo ascolta affascinato mentre racconta di antenati illustri, feste e personaggi che hanno segnato la vita di Catania.

Sono aperti anche Palazzo Asmundo di Gisira, trasformato in haute hotellerie ma con un occhio all’arte contemporanea (dalle 12 alle 17,30, ma a piccoli gruppi); e Palazzo degli Elefanti, la sede del Comune, aperta ogni mattina fino alle 12,30: vi mostreranno la lettera “A” che il Vaccarini aggiunse come omaggio a sant’Agata.

Chissà quante storie potrebbe raccontare l’Amenano se potesse parlare.  Il fiume che scorre sotto Catania (nella foto) rotola delicato e canterino: se arrivate in piazza Currò troverete una scaletta che porta nelle viscere della terra, passando attraverso un pub rispettoso del sito.

Questo weekend apriranno celle, cunicoli e cripte. Per scoprire che a Sant’Agata alla Vetere (aperta sabato e domenica fino alle 18) ci sono due cripte diverse con i colatoi integri, una più povera ed austera per i frati francescani, e un’altra quasi sontuosa per i nobili; una cripta c’è anche sotto San Giuseppe al Transito (9-13 e 16-19), mentre a Sant’Agata al Carcere (10-12 e 16-18 su prenotazione) si visita la cella in cui fu rinchiusa la giovinetta martire.

Domenica sarà anche l’ultima occasione per visitare il tabernacolo artistico  del santuario di Maria SS. Annunziata al Carmine, la chiesa dei Carmelitani distrutta dal terremoto e ricostruita nel 1729; il tabernacolo è ospitato nella cappella della Madonna. Sabato e domenica, visite ai due bastioni: il bastione degli Infetti così chiamato perché ospitò il lazzaretto durante l’epidemia di peste a fine Cinquecento; e il bastione del Tindaro, parte della cinta muraria di Carlo V, di cui sono rimaste pochissime tracce; visite anche alle Ciminiere dove, oltre alle collezioni, è visitabile quel bellissimo esempio dia archeologia industriale che è l’antica raffineria.

E sarà anche un’occasione per riscoprire due piccoli ma interessantissimi musei “gioiello” di Catania: la casa natale di Vincenzo Bellini dove sono raccolti cimeli, spartiti, foto e strumenti del compositore, e persino la sua maschera funeraria; e il museo dedicato all’opera grafica di Emilio Greco, considerato da Picasso “il più grande disegnatore che abbiamo in Europa”.

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