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Legge elettorale e liste candidati

Legge elettorale e liste candidati
Parlamento, foto di repertorio

Il pericolo “Minocrazia”

Com’è noto, il prossimo anno vi saranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento, o alla scadenza naturale (settembre) oppure in primavera, secondo la convenienza dell’attuale Maggioranza.

I sondaggi di questi ultimi mesi, per quello che valgono (cioè non molto), dicono che, considerando una situazione irrealistica, vale a dire che tutti gli Oppositori si mettessero assieme, essi avrebbero un leggero zero virgola in più dell’attuale Maggioranza.

Opposizione disunita e alternanza democratica

Il fatto che l’Opposizione così disunita ha scarse probabilità di vincere le elezioni, è sicuramente una debolezza per la Democrazia, la quale, com’è noto, si basa sull’alternanza; un’alternanza vera fra le compagini che debbono essere unite dal programma e sul programma, cioé sugli obiettivi da perseguire e sui tempi per perseguirli.

Il quadro sintetico è chiaro: si tratta di vedere cosa faranno la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i suoi per tentare il bis. E cosa farà Elly Schlein con Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Angelo Bonelli, nonché Paolo Gentiloni, Graziano Delrio e compagni, per offrire al Popolo un’alternativa valida all’attuale Governo.

Legge elettorale e “Minocrazia”: quando chi governa non rappresenta la maggioranza degli elettori

Vi è in discussione la modifica dell’attuale legge elettorale, la quale prevede che si formi una maggioranza non effettiva, cioé una maggioranza della minoranza – da noi definita con il neologismo “Minocrazia” – capace di governare avendo più senatori e deputati degli altri, ma che non rappresentano, lo ribadiamo ancora una volta, la maggioranza degli elettori, cioé delle cittadine e dei cittadini.

Primarie nel centrodestra: Meloni non le vuole. Nel centrosinistra tra Schlein e Conte è caos

Riguardo a questa riforma, Meloni e soci non hanno alcuna intenzione di effettuare le cosiddette elezioni primarie. Di che si tratta? Di una sorta di referendum fatto tra i cittadini per indicare di nuovo il candidato o la candidata al ruolo di primo ministro. La candidata c’è già, ha lavorato per tutta la legislatura e pertanto non c’è motivo che non venga riconfermata.

Dall’altra parte, invece, lo scenario è tragico perché vi sono almeno due personalità che vorrebbero essere candidate premier e cioè la stessa Schlein e lo stesso Conte. Ma non si accorgono che l’unica possibilità perché si nomini un candidato unico è solo quella di Romano Prodi o Paolo Gentiloni.

Riguardo alle primarie nel centrosinistra vi è tanta confusione, perché si pone l’alternativa se a esse debba essere consentita la partecipazione di tutti i cittadini oppure solo di quelli iscritti ai partiti che intendono competere.

Partiti svuotati e articolo 49 della Costituzione

Non vi sono idee chiare al riguardo perché i partiti sono di fatto scomparsi e gli iscritti si sono ridotti a un decimo rispetto a trenta o quarant’anni fa, con la conseguenza che essi non rappresentano più l’opinione pubblica, seppure con le proprie idee.

È vero che l’articolo 49 della Costituzione consente “ai cittadini il diritto di associarsi liberamente in partiti, per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Ma è anche vero che cittadine e cittadini, quando partecipavano alle scuole di politica degli stessi partiti, imparavano meccanismi e questioni che normalmente non si conoscono. In altri termini, gli elettori devono essere consapevoli che quando fanno la loro scelta del simbolo di partito e dei relativi candidate e candidati, dev’essere frutto di valutazione e conoscenze, non d’istinto primordiale ma di risposta che si dà a chi sollecita il voto.

Elezioni 2027 e riforma della legge elettorale: ancora nessuna chiarezza sulle modifiche da fare

Le questioni che vi esponiamo sono pertanto aperte e non hanno per il momento soluzione, ma non vi è dubbio che entro quest’anno esse dovranno emergere per definire la questione di fondo e cioé se l’anno prossimo si voterà con questa legge elettorale o con altra modificata. In quali parti? Non si sa, perché manca la chiarezza delle idee, per cui è difficile fare previsioni.

Le elezioni sono il momento più delicato della vita di un Paese, perché consentono di scegliere quei rappresentanti istituzionali che poi governeranno (o dovrebbero governare) per un quinquennio, nel corso del quale faranno (o dovrebbero fare) la programmazione dei seguenti due lustri.

Ciò normalmente non accade, perché chi vince ha di solito il respiro corto, non avendo le competenze e la lungimiranza che provengono dalla cultura e dalla conoscenza dei fatti e delle discipline utili a capire cosa accade in questo nostro Paese e cosa si dovrà fare.