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Legge elettorale: quelle preferenze fasulle proposte per cercare di illudere gli italiani

Legge elettorale: quelle preferenze fasulle proposte per cercare di illudere gli italiani

Ai cittadini è stata raccontata una battaglia politica che in realtà alla fine li ha soltanto umiliati. Responsabilità di maggioranza e opposizioni. Occorre restituire il Diritto di rappresentanza

Nella costruzione della nuova legge elettorale il Premier Meloni ha voluto attribuirsi il merito della restituzione agli italiani del diritto costituzionale di scegliere liberamente i propri parlamentari. Per questo ha avviato un meccanismo di palese manipolazione per convincere gli italiani di avere lottato per i loro diritti, mentre nei fatti sono stati di nuovo umiliati.

Preferenze e capilista bloccati nella nuova legge elettorale

Infatti Meloni, dopo settimane di confronto con la Lega e Forza Italia, ha raggiunto un accordo con i due vice premier per presentare un emendamento che bloccava i capilista e consentiva l’aggiunta di altri tre candidati che potevano essere scelti dagli elettori. Ma questo accordo era chiaramente farlocco e costituiva piuttosto la prima, vergognosa, presa in giro degli elettori.

Solo due partiti, FdI e Pd, avrebbero in alcuni collegi potuto avere eletti due candidati, mentre tutti gli altri partiti si sarebbero fermati all’elezione dei soli capilista, per cui nel complesso gli eletti con decisione degli elettori sarebbero stati il 15-20% al massimo. Un risultato che non avrebbe restituito il Diritto di rappresentanza agli italiani.

Un accordo di Meloni del tutto inutile, perché gli italiani non amano essere presi in giro e non hanno bisogno di elemosine, ma al contrario dovrebbero avere il diritto di scelta e di garanzia che tutti i territori del Paese abbiano i propri parlamentari, non sconosciuti amichetti dei capipartito che a elezioni concluse spariscono definitivamente.

Non solo, ma qualche “scienziato”, ha perfino abolito nell’emendamento di FdI il principio dell’equilibrio dei due sessi per i capilista, facendo saltare dalla sedia le donne parlamentari, che in buona dose nella maggioranza hanno votato contro l’emendamento, ritenendolo giustamente una gravissima violazione del diritto del rispetto di genere.

Le responsabilità di maggioranza e opposizione

Inoltre, emergono altri aspetti incomprensibili. Perché Meloni, che sapeva la contrarietà alle preferenze dei suoi alleati, sin dall’inizio non ha pensato di procedere con la legge elettorale al Senato e non alla Camera dei deputati, sapendo che il Senato non prevede il voto a scrutinio segreto? E perché dopo avere raggiunto un’intesa con Tajani e Salvini su un emendamento farlocco che confermava il sostanziale status quo in merito al minimale ottenimento delle preferenze, ci sono stati tanti franchi tiratori? Dopo la bocciatura dell’emendamento, che evidenzia uno scollamento grave della coalizione al potere, come può il Premier continuare ad attribuirsi il merito di avere tentato di restituire ai cittadini il diritto di scegliersi i loro rappresentanti in Parlamento?

Ma anche l’opposizione ha gravissime responsabilità in merito, insieme alla conferma di avere leader che hanno scarsa capacità di comprensione della politica. Infatti, se l’opposizione fosse stata veramente interessata alle preferenze e avesse proposto un accordo a Meloni per un emendamento che eliminasse i capilista bloccati e ripristinasse il principio dell’equilibrio dei due sessi, garantendo i diritti delle donne, e quindi stringendo, almeno su questo punto, un accordo con FdI, si sarebbe finalmente sanato questo volgare sistema antidemocratico, perché incostituzionale, e restituito insieme il Diritto di rappresentanza a tutti gli italiani.

Purtroppo non è andata così, perché maggioranza e buona parte dell’opposizione non vogliono perdere questo beneficio illegittimo e continuare a nominare il loro Yes man.

Diritto di rappresentanza e ruolo della Corte Costituzionale

La verità è che gli italiani sono nelle mani di personaggi senza alcuna etica e rispetto dei diritti costituzionali, che come Trump sono convinti di avere con la prepotenza il diritto al ruolo di “Padroni del Vapore”, a capo di partiti che sono ormai da decenni solo comitati elettorali, senza uno straccio di democrazia interna, privi di idee, strategie, visioni e valori. Partiti che, per mantenere il loro ruolo, maggioranza e opposizione, possono solo nominare, e quindi controllare, i loro fedeli parlamentari e nient’altro.

Un’estorsione dei diritti costituzionali intollerabile, che dura da 21 anni e che non vede futuro per il rispetto dei diritti degli italiani, che, invece di reagire, preferiscono non andare a votare, facendo così un doppio regalo ai capi partito.

L’ultima speranza che rimane, in assenza di reazioni popolari, è fondata sulla Corte Costituzionale, che questa volta sta attenzionando una legge che non può violare ancora l’assenza di Rappresentanza, che non può presentare il nome del Premier, di competenza esclusiva del Presidente della Repubblica, e non può introdurre l’esagerato premio di maggioranza. Tutti argomenti più volte dichiarati incostituzionali con sentenze della Consulta, ma ovviamente ignorati dagli estortori dei diritti altrui.

On. Nicola Bono
Presidente associazione Europa Nazione